Carmelo Musumeci

 Diario dal 12 al 20 Maggio 2015 

 

 

12/05/2014
Mi hanno concesso tre giorni di permesso premio, sempre presso la casa di Accoglienza “Piccoli Passi” qui a Padova. Uscirò alle ore 9 di giovedì 14 maggio e rientrerò il 16 maggio alle ore 18. E potrò uscire dalla Casa di Accoglienza dalle ore 9 alle ore 13 di ognuna delle tre mattine. Non mi sembra vero che starò tre giorni lontano dall’Assassino dei Sogni, però spero che il prossimo permesso me lo daranno a casa perché bisogna guardare avanti e mai indietro. Adesso il mio peggiore nemico è il tempo, un nemico che non posso battere. Ed ho paura che non avrò il tempo per rimediare qualcosa della mia vita, per fare felice le persone che amo.

13/05/2015
Domani uscirò.
E sono terrorizzato e felice nello stesso tempo, perché è difficile sentirsi liberi se hai disimparato ad esserlo.
Non so perché ma il mondo là fuori mi fa un po’ di paura, forse perché la prigione è un posto così brutto che alla lunga ti fa abituare all’infelicità.
Ho sempre sognato di riprendermi la vita che l’Assassino dei Sogni mi stava rubando.
E in questi ventiquattro anni di carcere mi sono sempre chiesto com’era il mondo là fuori.
Sono rimasto molte notti a guardare fuori dalle sbarre della mia finestra e fantasticare su cosa avrei fatto se un giorno fossi uscito per qualche ora.
E domani lo saprò.
Per un prigioniero non è facile esprimere i sentimenti.
Ed ho imparato a vedere ciò che il mio cuore nasconde dentro di sé e ho capito che si vergogna di confidarmi che ha paura della libertà.

14/05/2015
In carcere con il passare degli anni muori dentro e incominci a non sentire più nulla.
Dopo ventiquattro anni di carcere ho passato la mia prima giornata da uomo libero e non so descriverla, forse perché è più facile spiegare la sofferenza che la felicità.
Posso solo dire che questa mattina quando sono uscito dall’Assassino dei Sogni c’era un bel cielo blu sopra il mio cuore e sopra la mia testa.
E sto provando sensazioni e sto vedendo cose che credevo non avrei mai più visto e sentito.
Sto sentendo rumori che non sentivo da ventiquattro anni, come quello dei bicchieri e delle tazzine al bar.
E sto vedendo degli alberi e dei bambini che camminano.

15/05/2015
Questa notte il mio cuore ha toccato le stelle.
E non si è mai sentito così in alto.
Dopo ventiquattro anni di carcere sto passando la seconda notte da uomo libero.
La notte è chiara.
E c’è la luna.
Fuori dalla finestra non vedo le sbarre né il muro di cinta.
Mi sembra di essere in un altro mondo, o probabilmente in un altro universo, o semplicemente sto sognando di essere nel paradiso degli ergastolani.
Sono felice.
Vedo la mia compagna accanto a me che sta dormendo.
Nessuno può entrare nel dolore di un altro, neppure chi ti ama.
Eppure lei in tutti questi anni c’è sempre riuscita.
Poche volte mi sono sentito così felice.
E vorrei che questa notte non finisse mai.

16/05/2015
Ultimo giorno da uomo libero.
Questa sera dovrò lasciare la libertà alle mie spalle.
E ho la sensazione di essere già di nuovo dentro, forse perché è difficile sentirsi liberi se sai di non esserlo.
La libertà mi sta accarezzando la mente.
E poi il cuore, o forse prima il cuore e poi la mente, ma non abbastanza da farmi stare bene perché sto già pensando al ritorno.
Sto cercando di fare una scorpacciata di baci e carezze dalla mia compagna e da mia figlia perché l’amore è come un eco e spero che questa sera mi ritorna indietro, quando sarò di nuovo sepolto vivo nella mia cella.
In mezzo alla gente mi sto sentendo diverso.

Penso che le persone lo notino.
E credo che sentano persino l’odore di galera, di ferro e cemento dell’Assassino dei Sogni che mi porto addosso.

17/05/2015
Questa mattina mi sono svegliato di nuovo nella mia cella, nel mondo dei morti viventi.
Molte persone si adattano al carcere e in questo modo finiscono per diventare prigionieri di se stessi.
Per fortuna, o per sfortuna, a secondo i punti di vista, io mi sono sempre sentito un estraneo al carcere.
E non sono mai riuscito ad adattarmi.

18/05/2015
Questa mattina mi sono svegliato male e sto pensando che in carcere la sofferenza ti divora l’anima come la muffa mangia i muri.
Non c’è nulla da fare, l’Assassino dei Sogni ti stacca un pezzetto di cuore anche quando fa il bravo e ti manda fuori tre giorni a prendere una boccata d’aria.
E poi devi ritornare sapendo che il tuo fine pena è nel 9.999.

19/05/2015
Da un po’ di tempo ogni volta che mi vedo allo specchio mi accorgo che sono sempre più vecchio.
E lentamente, giorno dopo giorno, sento che la mia vita mi sta scivolando fra le mani.
Credo che la libertà me la sta portando via più il tempo, un avversario che non posso battere.

20/05/2015
Oggi pensavo che il carcere ti cambia, io però in ventiquattro anni di carcere ho cercato di cambiare più lui che me, ma penso di non esserci riuscito e di non averlo smosso di un millimetro.

 


 Diario da uomo libero di un ergastolano

 

Da tanti anni scrivo un diario giornaliero che viene inserito nel sito www.carmelomusumeci.com, per fare conoscere al mondo dei vivi cosa pensa e cosa vive un ergastolano.
In questi giorni ho continuato a scriverlo non più da prigioniero ma da uomo libero, perché mi hanno concesso tre giorni di permesso premio, presso la casa di Accoglienza “Piccoli Passi” qui a Padova, dalle ore 9 di giovedì 14 maggio alle ore 18 di sabato 16 maggio, con la possibilità di uscire dalla casa nelle ore del mattino.
Ecco cosa ho scritto nel mio diario:

12/05/2015 Non mi sembra vero che starò tre giorni lontano dall’Assassino dei Sogni, però spero che il prossimo permesso me lo daranno a casa, perché bisogna guardare avanti e mai indietro. Adesso il mio peggiore nemico è il tempo, un nemico che non posso battere. Ed ho paura che non avrò il tempo per rimediare qualcosa della mia vita, per fare felice le persone che amo.

13/05/2015 Domani uscirò.
E sono terrorizzato e felice nello stesso tempo, perché è difficile sentirsi liberi se hai disimparato ad esserlo.
Non so perché, ma il mondo là fuori mi fa un po’ di paura, forse perché la prigione è un posto così brutto che alla lunga ti fa abituare all’infelicità.
Ho sempre sognato di riprendermi la vita che l’Assassino dei Sogni mi stava rubando.
E in questi ventiquattro anni di carcere mi sono sempre chiesto com’era il mondo là fuori.
Sono rimasto molte notti a guardare fuori dalle sbarre della mia finestra e fantasticare su cosa avrei fatto se un giorno fossi uscito per qualche ora.
E domani lo saprò.
Per un prigioniero non è facile esprimere i sentimenti. Ed ho imparato a vedere ciò che il mio cuore nasconde dentro di sé e ho capito che si vergogna di confidarmi che ha paura della libertà.

14/05/2015 In carcere con il passare degli anni muori dentro e incominci a non sentire più nulla.
Dopo ventiquattro anni di carcere ho passato la mia prima giornata da uomo libero e non so descriverla, forse perché è più facile spiegare la sofferenza che la felicità.
Posso solo dire che questa mattina quando sono uscito dall’Assassino dei Sogni c’era un bel cielo blu sopra il mio cuore e sopra la mia testa.
E sto provando sensazioni e sto vedendo cose che credevo non avrei mai più visto e sentito. Sto sentendo rumori che non sentivo da ventiquattro anni, come quello dei bicchieri e delle tazzine al bar. E sto vedendo degli alberi e dei bambini che camminano.

15/05/2015 Questa notte il mio cuore ha toccato le stelle.
E non si è mai sentito così in alto.
Dopo ventiquattro anni di carcere sto passando la seconda notte da uomo libero.
La notte è chiara. E c’è la luna. Fuori dalla finestra non vedo le sbarre né il muro di cinta. Mi sembra di essere in un altro mondo, o probabilmente in un altro universo, o semplicemente sto sognando di essere nel paradiso degli ergastolani. Sono felice.
Vedo la mia compagna accanto a me che sta dormendo. E il mio cuore inizia a parlarle: Tesoro, questa notte il mio sogno profuma di realtà. Perdonami se ti ho amato in maniera sbagliata. È un po’ come se ti avessi amato di nascosto.
Nessuno può entrare nel dolore di un altro, neppure chi ti ama. Amore, il mio vecchio mondo non c’è più, quello nuovo mi fa paura, ma tu sei sempre uguale. Eppure lei in tutti questi anni c’è sempre riuscita. Tesoro, in tutti questi anni sei stata il mio pezzo di mondo.
Poche volte mi sono sentito così felice e vorrei che questa notte non finisse mai.

16/05/2015 Ultimo giorno da uomo libero.
Questa sera dovrò lasciare la libertà alle mie spalle.
E ho la sensazione di essere già di nuovo dentro, forse perché è difficile sentirsi liberi se sai di non esserlo.
La libertà mi sta accarezzando la mente. E poi il cuore, o forse prima il cuore e poi la mente, ma non abbastanza da farmi stare bene perché sto già pensando al ritorno.
Sto cercando di fare una scorpacciata di baci e carezze dalla mia compagna e da mia figlia perché l’amore è come un eco e spero che questa sera mi ritorni indietro, quando sarò di nuovo sepolto vivo nella mia cella.
In mezzo alla gente mi sto sentendo diverso. Penso che le persone lo notino. E credo che sentano persino l’odore di galera, di ferro e cemento dell’Assassino dei Sogni, che mi porto addosso.
Passeggio mano nella mano con mia figlia. Il mio cuore le parla: Amore, è difficile voler bene a un papà ergastolano, grazie di esserci riuscita. Tesoro, per un papà ergastolano è difficile esprimere i sentimenti ai propri figli, ma sappi che ho vissuto tanti anni tra le sbarre non tanto per sopravvivere, ma per continuare ad amarvi. E ti confido che tu e tuo fratello non siete mai stati veramente lontani da me perché ho continuato a vedervi crescere nella mia testa e nel mio cuore.
E penso che i figli siano l’unica cosa per cui vale la pena di vivere.

17/05/2015 Questa mattina mi sono svegliato di nuovo nella mia cella, nel mondo dei morti viventi. Molte persone si adattano al carcere e in questo modo finiscono per diventare prigionieri di se stessi. Per fortuna, o per sfortuna, a secondo i punti di vista, io mi sono sempre sentito un estraneo al carcere e non sono mai riuscito ad adattarmi.
E penso che in carcere la sofferenza ti divori l’anima come la muffa mangia i muri.
Non c’è nulla da fare, l’Assassino dei Sogni ti stacca un pezzetto di cuore anche quando fa il bravo e ti manda fuori tre giorni a prendere una boccata d’aria.
E poi devi ritornare sapendo che il tuo fine pena è nel 9.999.
Da un po’ di tempo ogni volta che mi vedo allo specchio mi accorgo che sono sempre più vecchio. E lentamente, giorno dopo giorno, sento che la mia vita mi sta scivolando fra le mani.
Credo che la libertà me la stia portando via più il tempo, un avversario che non posso battere.
Oggi pensavo che il carcere ti cambia, io però in ventiquattro anni di carcere ho cercato di cambiare più lui che me, ma penso di non esserci riuscito e di non averlo smosso di un millimetro, ma spero un giorno di continuare a farlo da ergastolano libero.

Carmelo Musumeci
Carcere di Padova 2015

Alcune foto dei giorni di permesso sono state pubblicate sulla pagina Fb: clicca qui

 

 

 

 


Biografia
Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo, si trova ora nel carcere di Padova.
Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Viverel’ergastolo” .
Nel Maggio 2011 si è laureato all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica in Diritto Penitenziario, con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità” ,
con relatore il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale, e Stefano Anastasia, ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto e Presidente onorario dell’Associazione Antigone per la difesa dei diritti dei detenuti
Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Promuove da anni una campagna contro il fine pena mai, per l’abolizione dell’ergastolo.

Chi volesse scrivergli può farlo attraverso amici volontari, che tengono per lui questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it

Bibliografia
Ha pubblicato nel 2010 il libro “Gli uomini ombra”,
nel 2012 “Undici ore d’amore di un uomo ombra” e “Zanna Blu”, con la prefazione di Margherita Hack, editi da Gabrielli Editori.

Nel 2013 pubblica “L’urlo di un uomo ombra”, Edizioni Smasher;

nel 2014 con Stampa Alternativa-Nuovi Equilibri, per la collana Millelire, “L’Assassino dei Sogni”, Lettere fra un filosofo e un ergastolano, di Carmelo Musumeci, Giuseppe Ferraro;

nel 2015 per Edizioni Erranti “Fuga dall’Assassino dei Sogni” di Alfredo Cosco e Carmelo Musumeci.