Diario Giugno 2012

Diario Giugno 2012

1/06/2012
Ho ricevuto questa lettera da Massimiliano dal carcere di La Spezia.
Carissimo Carmelo,
mi presento subito, io mi chiamo Massimiliano, ti scrivo perché grazie a Paolo la mia attenzione si è concentrata sulle tue opere e quando dico opere non intendo solo i tuoi libri ma soprattutto la battaglia che svolgi quotidianamente in prima persona per questa causa, devo ammettere che sei un uomo veramente pieno di risorse, credo che tu sia un uomo speciale, sono molto rimasto colpito dall’attenzione che sei riuscito ad attirare su di te ma soprattutto sulle tue argomentazioni. Mi auguro davvero che tu riesca a realizzare quello per cui ti batti, permettimi di dirti che secondo il mio punto di vista tu più che un uomo ombra sei l’uomo sole e voglio credere che questo un giorno possa sfiorare il tuo viso in libertà, perché tu oggi hai dimostrato a tutti quelli che ti guardano che si può essere sempre migliori.
Massimiliano.

2/06/2012
Oggi sono andato all’aria.
Il sole era alto.
E il cielo azzurro.
Mi sono messo in un angolo del cortile a prendere un po’ di sole.
Ho chiuso gli occhi.
Ho immaginato di vedere i miei due nipotini.
Ho sentito le loro due voci.
E poi mi sono perso nei miei pensieri.

3/06/2012
L’Assassino dei Sogni s’è divorato tutti i miei sogni, ma mi è rimasto l’amore per i miei sogni.
In fondo sono più forte io dell’Assassino dei Sogni perché l’unica cosa che conta al mondo è l’amore.
Solo l’amore.

4/06/2012
Questa notte mi sono alzato per andare in bagno.
Poi ho guardato il cielo fuori dalla finestra.
E fra le sbarre ho visto una fetta di luna.
Le ho chiesto:
- Luna perché non vieni a liberarmi?
Lei mi ha guardato.
Mi ha sorriso, ma non mi ha risposto.
E sono ritornato a letto.

5/06/2012
Il carcere è un universo con tanti pianeti uno diverso dall’altro e può accadere sempre di tutto.
Oggi, per esempio, a noi detenuti classificati As1 non ci hanno fatto partecipare allo spettacolo teatrale della scuola.
Per fortuna non hanno autorizzato l’entrata a Sabina, Emanuela, Elisa, Pamela e tante altre persone, perché m’immagino come ci sarebbero rimasti male se fossero venute e non mi avessero visto.

6/06/2012
Il professore Andrea Pugiotto dell’Università di Ferrara sul libro di Zanna Blu mi ha scritto:
“Niente è più bello
che vedere uscire un libro scritto da noi,
niente è più bello,
salvo mettere al mondo un bambino”.
(F. Truffaut, L’uomo che amava le donne, 1977)

7/06/2012
Lo sapevo!
Era un rischio pubblicare Zanna Blu perché ora tutti si affezioneranno a lui.
E quel brutto lupo ruffiano mi ruberà quel poco d’amore che mi entrava dalle sbarre della mia cella.
Emanuela dopo avere letto il libro mi ha scritto:
(…) Sono favole “favolose”! Mi verrebbe da dire con un gioco di parole. Perché insegnano ad avere coraggio, fiducia in se stessi, anche nelle situazioni più difficili, a conoscere le persone e a capire che siamo tutti impastati di bene e di ombre e che si deve lottare per l’amicizia e l’amore.
(…) C’è molta suspense nelle tue favole dove la storia sembra sempre finire per poi ricominciare e penso che i ragazzi di una scuola media o elementare (4° o 5°), lo leggerebbero volentieri.
(…) Zanna Blu è mite, ma coraggioso, forte davvero, atletico, non c’è che dire, dignitoso, fiero.
Aggredisce non per debolezza, né per sottomettere, ma per salvare la pelle (più quella degli altri che la sua, che è disposto a dimenticare quando si tratta di proteggere i cuccioli o qualcosa in cui crede. Se guadagnarsi la stima, sa guardare oltre l’apparenza, sa trasformare l’odio in amicizia fraterna e sa affrontare la sua paura senza sottomettersi. Certo è più volte sconfitto, ma non lo è mai negli obiettivi interiori. Anche se le favole non avessero il lieto fine auspicato, lui raggiunge la più alta vetta cui un uomo- (lupo) può arrivare. Guardo la foto di copertina ogni mattina al risveglio (il libro è sul mio comodino), e mi sembri proprio tu, in quel muso alto verso il cielo, che ti nutrì di fedeltà, agli affetti che hai, all’amicizia, anelando alla giustizia e rimanendo ansimante in attesa che si compia. Tutti i giorni, con addosso il gelo delle risposte dei magistrati di sorveglianza che ti scavano una fossa nella neve e l’indifferenza inattaccabile di molti. (…)

8/06/2012
Ho scritto a una mia lettrice:
(…) Grazie della preghiera che mi hai mandato, è bellissima.
Ricambio con questa bella frase che troverai nel mio ultimo libro dal titolo “Zanna Blu” (Gabrielli editori).
È il libro che amo più di tutti perché sono i racconti che non ho mai potuto raccontare ai miei figli prima e ai miei nipoti adesso.


Zanna Blu guardò in alto verso il cielo punteggiato di stelle e ululò:

-Quando la mia mente si ferma
ed entro nella mia anima
prego sconosciuto Dio,
ma non credo,
quindi non puoi sentirmi
anche se forse mi ascolti.

Anche se a volte ti penso
non credo
forse solo così posso amarti

Zanna Blu continuò il suo viaggio verso i suoi sogni.
Corse verso l’amore e l’amore dell’universo corse con lui.
....
Un sorriso fra le sbarre.

9/06/2012
Mia figlia mi ha rimproverato che nel libro di Zanna Blu mi sono dimenticato di fare la dedica al suo fidanzato.
Per una volta ho fatto la spia e le ho detto che non è colpa mia, ma di Zanna Blu perché è geloso di Lupo Federico.

10/06/2012
In questi giorni il mio cuore ha preso una bella botta, peggio per lui, non mi fa neppure pena, così impara a sperare di uscire.
Ho scritto al mio avvocato:
- (…) Incomincio a non aver più nessun spazio su cui fondare le mie speranze non solo per uscire, ma neppure per sperare di sperarlo.
Incomincio a non vedere più nessuna luce all’orizzonte e penso che per me non ci saranno più
cancelli che si apriranno.
Mai più!
Non ci piango sopra, ma non capisco perché mi tengano ancora dentro.
Se riuscissi a capirlo, probabilmente lo accetterei.
E forse starei meglio.
(…) Caro Carlo, non te la prendere, mi dispiace anche per te che tutti i tuoi sforzi per aiutarmi s’infrangano in un muro di gomma sic!
Un mezzo sorriso fra le sbarre.

11/06/2012
In questi giorni il mio cuore sta lottando con tutte le sue forze contro l’Assassino dei Sogni.
Anche lui però fa altrettanto con il mio cuore.
E lo sta facendo a pezzi.
Peggio per il mio cuore se non mi dà retta, perché già gli ho consigliato di arrendersi e di rassegnarsi, ma lui vuole fare come Zanna Blu: non ha ancora capito che quello è un personaggio della mia fantasia.

12/06/2012
Il prossimo mese compio 57 anni e sono dentro ininterrottamente da 21 anni; 21 anni di carcere, ma alla mia età non conto più quanti anni di prigione ho fatto. Piuttosto conto quanto tempo mi resta ancora da vivere per realizzare l’ultimo sogno che mi è rimasto, che è quello di morire da uomo libero.
In galera la vita si accorcia molto di più di quando sei fuori perché fra queste mura non vivi, ma sopravvivi.

13/06/2012
Ho saputo che quel ruffiano di Zanna Blu sta vendendo più copie di me con “Gli uomini ombra” e con “Undici ore d’amore”.
I personaggi di fantasia sono sempre più fortunati di quelli reali sic!

14/06/2012
Ho scritto al Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia:
Gentile Dottor Paolo Canevelli,
mi permetto di inviarLe una interessante ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Firenze per dimostrarLe che in Italia ci sono giudici che quando non sono d’accordo con le leggi che sono obbligati ad applicare hanno il coraggio di mandare d’ufficio gli atti alla Corte Costituzionale.
Dottor Canevelli, per fortuna in Italia ci sono giudici che amano più la giustizia che la legge e gli uomini più che i codici.
Buon lavoro.


15/06/2012
Quel ruffiano di Zanna Blu per arruffianarsi il suo scrittore questa notte ha ululato alla luna:

Ululati del Lupo Zanna Blu alla Dea Luna per l’Uomo Ombra
L’ergastolo ostativo è una pena di morte dove il boia è il tempo.
Lo stato italiano in modo ipocrita lascia che il tempo ammazzi un uomo già ucciso da anni e anni di carcere.

Dea Luna, io ti prego:
il mio scrittore è un ergastolano ostativo, un “uomo ombra” che non avrà mai nessuna possibilità di tornare libero se non metterà un altro al posto suo. E ci vuole tanta disumanità e cattiveria per far marcire una persona in cella per sempre, perché quando non si ha nessuna speranza è come non avere più vita.

Dea Luna, io ti prego:
il mio scrittore lotta da vent’anni, giorno dopo notte, notte dopo giorno, anno dietro l’altro, senza nessuna possibilità, ingannando se stesso, perché mai nessun sogno si può realizzare se non c’è speranza. Spesso dietro la sete di giustizia dei “buoni” si nasconde l’odio degli umani.

Dea Luna, io ti prego:
aiuta il mio scrittore, lui ha solo la sua ombra, donagli un po’ della tua luce, perché continuare a tenere dentro una persona quando non è più necessario è un crimine contro l’umanità. Ogni persona dovrebbe avere diritto ad una speranza e per tutti ce n’è una, ma non per gli uomini ombra.

Dea Luna, io ti prego:
l’ergastolo ostativo è più atroce che qualsiasi altra pena perché ti ammazza lasciandoti vivo ed è una pena molto più lunga, dolorosa e disumana, della normale pena di morte. Spesso un uomo ombra pensa di essere morto pur essendo vivo, perché vive una vita senza vita.

Dea Luna, io ti prego:
nessun essere umano dovrebbe tenere un altro uomo chiuso in una gabbia per tutta la vita. Ad una persona puoi levare la libertà, ma non lo puoi fare per sempre, per questo “La Pena di Morte Viva”è più atroce e inumana di tutte le altri morti.

Dea Luna, io ti prego:
il mio scrittore, nell’ultimo racconto che ha scritto per me nel libro “Zanna Blu”, mi ha liberato dagli umani e mi ha fatto incontrare Lupa Bella, Occhi Neri, Coda Bianca e con tutto il resto del mio branco per farmi vivere libero e felice, ma io non potrò mai essere libero e felice fin quando il mio scrittore sarà chiuso in una cella di ferro e cemento senza nessuna speranza di tornare libero.

Dea Luna, io ti prego, grazie.
Leggi i suoi libri “Gli uomini ombra”, “Undici Ore d’amore di un uomo ombra” e “Le avventure di Zanna Blu”.


Per informazioni: www.carmelomusumeci.com  e se vuoi comunicare con il mio scrittore: zannablumusumeci@libero.it


16/06/2012
Per ringraziare il giornalista Stefano Lorenzetto di avere avuto il coraggio di parlare nel suo Giornale dell’esistenza della “Pena di Morte Viva” in Italia gli ho scritto:

Ciao Stefano,
ho pensato tutta la notte come ringraziarti del bell’articolo che è stato pubblicato oggi sul tuo giornale, ma io sono solo un uomo in gabbia, un uomo ombra, e l’unica cosa che so fare (forse) è scrivere. Tengo sempre una penna e dei foglietti sopra lo sgabello accanto alla mia branda, mi servono perché in alcune notti insonni ci scrivo qualche verso. Poi di solito li butto via, per non ricordare la malinconia che non mi ha fatto dormire.
Anche la notte scorsa ero troppo emozionato per l’articolo per dormire e ho scritto.
Stefano, perdonami, ma non so scrivere cose allegre nella mia condizione e ti dono questi versi che ho scritto questa notte.
Grazie di cuore, e con il cuore, di aver dato voce e luce ad un uomo ombra.

Ombre
Ombre orfane
di futuro
silenzio vuoto
fuori di me.

Ombre gettate
vive
silenzio ignoto
dentro di me.

Ombre in pena
per sempre
silenzio di morte
intorno a me.

Ombre buie
come la notte
silenzio nel cuore
accanto a me.


17/06/2012
Oggi mi domandavo se in questi ventuno ininterrotti anni di carcere ho sprecato del tutto il mio tempo, perché ho cercato con tutte le mie forze di continuare a esistere, ma non sono sicuro di esserci riuscito.
Sono contento, però, di avere scritto tanti libri, sicuramente alcuni non riuscirò mai a pubblicarli perché sono troppi veri e violenti e i “buoni” per non sentirsi cattivi non vorranno mai scoprire cosa accade dentro le loro prigioni.
Forse i miei libri sul carcere, come “La Belva della cella 154” e il “Senza Dio”, saranno pubblicati quando non ci sarò più e quando l’Assassino dei Sogni diventerà più buono.

18/06/2012
Mentre tutti gli altri detenuti possono sperare in qualcosa, gli uomini ombra possono solo pensare ai miracoli, ma io non credo che possano accadere.
Purtroppo non c’è speranza in una cella di un uomo ombra, ma io non mi arrendo.
E la cerco lo stesso con tutte le mie forze.
Questa notte l’ho persino cercata nella luna.

19/06/2012
Quando telefono ai miei nipotini mi prendono in giro perché Lorenzo dice di essere Michael e Michael di essere Lorenzo.
Mio figlio mi ha brontolato perché li scopro subito e mi ha consigliato ogni tanto di cascarci per farli contenti.
Col cazzo ci casco, non voglio che i miei nipotini sospettino che hanno un nonno rimbambito sic!
E ho risposto a mio figlio che non è colpa mia se i miei nipotini hanno il nonno più furbo, scaltro forte e cattivo di tutti i nonni del mondo sic!

20/06/2012
Ho scritto ad Alessandra Lucini, un’amica mia e degli uomini ombra:
(…) riguardo all’articolo su “Il Giornale”di Feltri di domenica 10 giugno, ho saputo che ci sono stati in rete commenti cattivi e forcaioli verso di me.
Non ti nascondo che pur sapendo che le peggior ingiustizie li fanno i buoni, con la scusa di fare giustizia, ci sono rimasto male.
Alessandra, il dolore dei cattivi è diverso e più doloroso di quello dei buoni perché mentre questi ultimi sono convinti di essere nel giusto i cattivi non lo sono.
Per i buoni c’è sempre una giustificazione per il male che commettono, noi invece non ne abbiamo neppure dopo ventuno anni di carcere.
Alessandra, a volte mi viene voglia di smettere di lottare e di tornare nell’ombra per non dare più fastidio a nessuno, perché le botte al cuore dei buoni fanno più male di quelle che si ricevono normalmente dai cattivi.
Un affettuoso abbraccio fra le sbarre.

21/06/2012
Alessandro, un bravo giornalista del Secolo XIX, mi ha fatto una bella recensione del mio ultimo libro:
(…) Può un ergastolano, un uomo che, con le leggi attualmente vigenti nel nostro paese, non uscirà mai più dalla cella di un carcere di massima sicurezza, scrivere un libro per bambini? Sì, se questo uomo è Carmelo Musumeci, l’uomo ombra, in carcere a Spoleto. Si chiama Zanna Blu, l’ennesima fatica di Carmelo e narra le avventure di un cucciolo di lupo abbandonato dalla mamma. Catturato dagli uomini, legato ad una slitta, frustato a sangue, Zanna Blu fugge, viene ripreso, ferito, ma sempre risorge, quasi immortale. C’è molto di Musumeci in Zanna Blu. Quello che una volta era il superboss di Spezia e Versilia, da più di 20 anni dietro le sbarre, ma che non si è mai voluto piegare al sistema. E anzi lo combatte, da dentro. Combatte perché un uomo sia uomo, sempre. Che non perda i suoi diritti anche se è in prigione. Musumeci avrebbe potuto essere libero, come Zanna Blu, se solo fosse sceso a patti con il sistema. Volevano nomi, non li ha fatti. Volevano che diventasse un pentito, non lo ha fatto per non far finire nei guai altre persone che, come lui, si erano trovati dall’altra parte, quella sbagliata, in quegli anni. (…)

22/06/2012
Ho letto che Umberto Veronesi mi cita su un suo articolo dal titolo “Persino dopo una strage, bisogna avere la forza di opporsi all’ergastolo”.

(…) La risposta è arrivata da Carmelo Musumeci, dalla cella a cui è condannato a vita. “Se s’impicca un detenuto nessuno ne parla, pochissimi ci fanno caso e tutti rimangono indifferenti. Se invece s’ impicca un imprenditore, un politico, un banchiere, apriti cielo! Questo perché si può essere criminali ed essere brave persone, invece si può essere perbene ed essere criminali”.
Si può discutere su queste parole, ma le ho riportate perché evidenziano un punto su cui, come cittadino e come uomo di scienza, sono d’accordo: il criminale può essere una persona perbene.
Appartengo alla vasta schiera dei sostenitori dell’origine ambientale del male: non esiste la predisposizione genetica al delitto, ma ci sono persone psicologicamente più fragili che vengono influenzate da fattori esterni che le spingono al delitto.
Se accettiamo questo presupposto, allora compiti della giustizia non sono la vendetta e l’estromissione dalla società, ma la rieducazione e il reinserimento sociale. Per questo non possiamo che essere contrari all’ergastolo.
Persino quando la pena riguarda individui che hanno commesso atti orribili, come la persona coinvolta nell’attentato alla scuola di Brindisi. La neuroscienza ha dimostrato che la mente umana si evolve per tutta la vita, può essere plasmata ed educata. Per questo tutti meritano una possibilità.

(Fonte: www.grazia.it - 01 Giugno 2012)

 

 

 

Sono rimasto meravigliato che un uomo, dalla fame mondiale come Umberto Veronesi, abbia avuto il coraggio di scrivere pubblicamente di essere d’accordo con un uomo ombra, un cattivo e colpevole per sempre.
Il Professor Umberto Veronesi è una delle poche persone perbene che mi fa sentire in colpa dei reati che ho commesso 21 anni fa.

 

23/06/2012
Ieri mi è venuta a trovare la mia compagna di una vita, che mi aspetta da ventuno anni.
Ogni volta che la vedo, è una festa per il mio cuore.
L’amore non si può spiegare.
Si ama e basta.
Tutto il resto non conta.
O conta poco.
   

24/06/2012
Ho letto un bel libro di un famoso criminologo norvegese, Nils Christie, dal titolo “Una modica quantità di crimine”.
Me l’ha mandato Tommaso Spazzali che ha scritto la postfazione nella versione italiana ed io giusto per non lasciare nulla al caso, questo professore fa convegni in tutto il mondo, gli ho scritto: (…)
Per questo ho pensato di scriverle per chiederle di aiutarmi a fare conoscere la “Pena di Morte Viva” che esiste in Italia all’estero, unico paese al mondo che “se parli esci e se no stai dentro”, come nel Medioevo.
Tommaso nella sua postazione scrive: L’Italia è un paese che ripudia la pena di morte ma ammette il carcere a vita; un paese in cui è previsto un regime di “carcere duro” all’interno del quale la pena tende a divenire (quando non lo è già) tortura; eppure l’Italia è un Paese che normalmente non si chiede il perché di tutto questo.
Alcune parole di Nils Christie mi hanno particolarmente colpito: (…) Questo libro è un contributo alla speranza (…) Non trovo mostri fra i prigionieri. (…) Sanno che le prigioni sono delle università del crimine e che sarebbe meglio investire nelle università normali. (…) Di solito, arrivo a conoscere un paese attraverso il suo sistema penale. (…) Paesi con un numero enorme di prigionieri offrano condizioni ideali per la crescita di sottoculture antisociali). (…) Con la carcerazione noi non portiamo via l’intera vita. Ma portiamo via parti della vita. Con l’ergastolo portiamo via quasi tutta la vita. Il perdono è al di sopra della punizione. (…) Ho lavorato sul crimine e sulla punizione per gran parte della mia vita, ma non ho mai incontrato un mostro. (…) Il concetto di mafia non è l’unico a essere utile per l’obiettivo dello Stato. (…) L’immagine della Mafia è anche assai utile alle autorità per ridare potere al ministro degli Interni e in particolare alla polizia. (…) Un nemico gentile e pacifico non è mai un buon nemico. Malvagio e pericoloso ecco come deve essere il nemico. È forte. Abbastanza forte per procurare onore e fama.
Questi concetti fanno capire che sia utile l’immagine della mafia ad una parte dei professionisti dell’antimafia e ad una buona parte dei mafiosi di Stato.

25/06/2012
Mi ha scritto Antonio:
Caro Carmelo,
dopodomani, 23 giugno, al cimitero dell’ergastolo di Santo Stefano depositerò due fiori sulle tombe degli amici ergastolani, uno da parte mia, l’altro da parte tua. Sarà un gesto di grande affetto innanzi tutto nei confronti di uomini che hanno sofferto troppo, più del dovuto,e poi per trasmettere alla comunità civile, di cui il Prof. Umberto Veronesi è un illuminato rappresentante, un messaggio che recita:
“Noi siamo qui per dare continuità ad una lotta iniziata molti decenni addietro da uomini coraggiosi, come Eugenio Perucatti, al fine di giungere alla totale eliminazione della pena più crudele che un essere umano poteva concepire”.
Ti abbraccio, nella speranza che un giorno non lontano ci andremo insieme.
Antonio Perucatti.

26/06/2012
Oggi ho scoperto che non solo gli ergastolani che sognano, lo fanno anche i frati.
Fra Bernardo mi ha scritto:
-Vorrei aver ali e piccole di passerotto e volare nella tua cella e ascoltarti e parlarti e aspettare il sole a scacchi finché i raggi del suo amore non sciolgano il ferro e ci fanno volare via.
Abbraccioni.

27/06/2012
A volte due parole dalle persone sconosciute di viso ma amiche di cuore sono la medicina migliore per farti forza.
Alessandra mi ha scritto:
(…) Queste polemiche non ti devono ferire né tanto meno scoraggiare soprattutto perché la tua lotta ha un grande senso.
È una lotta dura lo so, come so che non la combatti solo per te personalmente, ma per tutti quelli che vivono questa ingiustizia, capisco che tu a volte ti senta scoraggiato, ma posso garantirti che se non fosse stato per te e per Nadia gli italiani neppure sarebbero venuti a conoscenza dell’esistenza di quest’ assurda e incoerente pena.
Tu sei importante Carmelo, quindi non perderti d’animo, le parole bisogna valutarle anche tenendo conto di chi le dice, coloro che si credono buoni sono spesso persone che rifiutano di guardare dentro se stessi ed ammettere che non sono migliori di nessuno.

28/06/2012
Mi ha scritto il giornalista Lorenzetti del “il Giornale”:
Caro Carmelo,
il tuo “diavolo custode” mi ha trasmesso la poesia che hai composto per me. Voglio dirti che Dio ti ha dato un dono che io non ho e che mai avrò. Coltivalo. Non solo perché ti terrà compagnia: coltivalo perché migliorerà questo nostro mondo storto. L’unica cosa che posso fare per te è mandarti alcuni miei libri. Don Oreste ci ha fatto incontrare. Don Oreste ci manterrà uniti.
Non si tengano prigionieri i poeti: è uno spreco. Auguri di ogni bene.
Stefano.

 

Diario 29 Giugno al 2 Luglio 2012

 

29/06/2012
Ho risposto a Stefano:
Caro Stefano,
mi hai fatto sorridere della bella frase che mi hai scritto: “Non si tengano prigionieri i poeti: è uno spreco” perché quando scrivo certe cose più che un poeta mi sento un uomo disperato.
E poi perché penso che più che i poeti non si dovrebbero tenere in carcere ragazzi arrestati a diciotto, diciannove, venti anni e tenuti in carcere ininterrottamente da più di vent’anni senza speranza.
Spero che il mio Diavolo Custode, che mi vuole sempre proteggere anche da me stesso, non mi censuri perché ti voglio confidare che alla tua domanda: “Non c’è proprio nessuna speranza che la sua pena possa essere in parte condonata? Neppure dal capo dello Stato?” volevo risponderti: “E d’altronde io la rifiuterei, io voglio un fine pena per tutti gli ergastolani” perché ci terrei a dimostrare che a volte un criminale può essere migliore di una persona perbene.
D’altronde i veri criminali non uccidono, lo fanno fare agli altri o creano le condizioni per farlo fare agli altri.
Caro Stefano, non ti nascondo che a volte in questo mondo mi sento un estraneo e spero, sempre se esisterà, di essere più fortunato quando andrò nell’altro.
Mi ha detto Nadia che mi hai mandato dei libri, li leggerò molto volentieri perché non c’è cosa migliore di conoscere il cuore delle persone dai libri che scrivono.
E adesso ti lascio ma prima, poiché sei un giornalista, ti voglio comunicare una notizia rivoluzionaria: giacché gli ergastolani non hanno nessuna fiducia in questa classe politica, sto progettando e mi sto facendo promotore per un’iniziativa popolare per raccogliere firme tramite il mio sito contro l’ergastolo.
(…)Spero, al momento opportuno, quando sarà pronto, di poter contare anche su di te per dare voce al progetto.
Il mio cuore ti dice grazie e ti manda un sorriso fra le sbarre.
Buona vita.

30/06/2012
Avevo chiesto un aumento di stipendio ed invece mi hanno dato un pezzo di carta con scritto:
(…)

Encomio
distintosi per particolare impegno ed applicazione nell’attività lavorativa in qualità di bibliotecario.


Inutile dire che avrei preferito un aumento di stipendio sic!
E poi i premi mi mettono in difficoltà perché sono abituato fin da piccolo alle punizioni.

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