Luglio 2012 - Carmelo Musumeci trasferito nel carcere di Padova

Dal TGR Umbria del 2.8.2012

Trasferimento ergastolani ostativi dal carcere di Spoleto

 

 

Carmelo Musumeci trasferito nel carcere di Padova:
un appello di Ristretti Orizzonti

4 agosto 2012


Ristretti Orizzonti ha avviato proprio nei mesi scorsi un confronto e una collaborazione con Carmelo Musumeci e con altri ergastolani, con lo scopo di trattare in modo più efficace i temi collegati all’ergastolo ostativo e a tutte quelle pene, che di rieducativo non hanno nulla.
In questi giorni è successo che il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha deciso di smantellare la sezione di Alta Sicurezza 1 del carcere di Spoleto, e di trasferire quindi in istituti diversi quegli ergastolani che vi erano ospitati, fra i quali c’è Carmelo Musumeci, una decisione criticata da più parti perché ha bruscamente interrotto l’esperienza forte e significativa degli ergastolani di Spoleto, e dei volontari e degli operatori che con loro hanno portato avanti tante iniziative in questi anni.
Carmelo Musumeci è arrivato a Padova, e questo comunque ci fa piacere, perché per noi significa uno stimolo straordinario a impegnarci nella battaglia contro l’ergastolo “sfruttando” tutte le competenze e le energie di una persona, che di questa battaglia è uno dei più importanti protagonisti.
Appena arrivato, Carmelo ha chiesto con forza che venga rispettato il diritto alla cella singola, in particolare proprio per persone condannate all’ergastolo, e si è subito scontrato con una situazione di grave sovraffollamento che vede detenuti, anche con pene lunghissime, stipati in due e anche in tre in celle che dovrebbero contenere una persona.
Quella degli ergastolani è una battaglia per affermare un diritto, in un momento in cui i diritti, complice il sovraffollamento, sono meno rispettati che mai, però noi chiediamo ugualmente a Carmelo di accettare provvisoriamente la sistemazione in due in una cella, e non esporsi al rischio di un trasferimento. La Casa di reclusione di Padova è un carcere dove per lo meno è possibile impegnarsi per aprire nuovi spazi, come fa da anni Ristretti Orizzonti, la magistratura di Sorveglianza è attenta e disponibile, da Padova è possibile continuare con più forza le battaglie che Carmelo conduce da anni. E questo noi ci impegnano a fare con lui.
Al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e alla Direzione della Casa di reclusione di Padova chiediamo invece che, in una situazione di autentica emergenza come è quella attuale, ci sia una particolare attenzione ad affrontare con equilibrio e disponibilità i problemi di convivenza in celle sovraffollate delle persone detenute e si attui una specie di “moratoria” sui rapporti disciplinari e sugli eventuali conseguenti trasferimenti, che dovrebbero essere usati davvero solo in casi estremi. Perché uno Stato, che non rispetta in alcun modo le sue leggi e fa vivere le persone in condizioni di assoluta illegalità, come hanno di recente denunciato al Presidente della Repubblica più di cento costituzionalisti, perde anche il diritto di punire chi oppone resistenza a un trattamento non rispettoso della legge.

 

 

COMUNICATO STAMPA
Comunità Papa Giovanni XXIII

Rimini, 1 Agosto 2012

Venendo a conoscenza dell'improvviso trasferimento della sezione AS1 degli ergastolani di Spoleto, la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, esprime il proprio disappunto per tali spostamenti.

La nostra Comunità incontrava settimanalmente questi detenuti da più anni, per un sostegno sia personale che nella lotta collettiva contro la pena dell'ergastolo. Questi trasferimenti tradiscono la funzione rieducativa della pena, stabilita dall'art. 27 della Costituzione, e appaiono come un segno del carattere punitivo-vendicativo della pena in Italia, perchè provocano interruzioni forzate dei percorsi rieducativi iniziati e delle relazioni familiari createsi negli anni.
Esprimiamo solidarietà alle persone detenute e alle loro famiglie che hanno subito questi trasferimenti, ci auspichiamo che tale interventi non vengano più applicati, crediamo invece che sia necessario riformare il sistema penitenziario per mettere al centro la persona e l'azione di recupero per il suo reinserimento nella società.
L'uomo non è il suo errore, come diceva Don Oreste Benzi: la società civile ed ecclesiale ha il dovere di fare tutto il possibile per realizzare il recupero della persona che ha sbagliato, perché solo così possiamo creare una società nuova che crede nell'uomo.


Per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
Il Responsabile Generale
Giovanni Paolo Ramonda

 


Carmelo Musumeci si trova ora nel carcere di Padova.

Per chi volesse scrivergli:


Via Due Palazzi, 35/a

35136 PADOVA

 

Appello Antigone: non trasferite da Spoleto lo scrittore detenuto Carmelo Musumeci

30 luglio 2012


In piena estate in questi giorni alcune decine di detenuti sono in via di trasferimento dal carcere di Spoleto verso altre destinazioni. Spoleto è un istituto dove ci sono gli ergastolani. Sono mandati via, dispersi in giro per l'Italia, per far spazio a nuovi detenuti che possano occupare più intensivamente le celle: in due, tre, quattro per volta. Buttati uno sull'altro non come quei vecchi ergastolani che invece necessitano di spazi individuali.
Poco male, poi, se ne fa le spese un lavoro ultradecennale degli operatori dell'Amministrazione penitenziaria, che dovrà ricominciare da zero in altri istituti. Poco male se nel trasferimento è coinvolto lo scrittore Carmelo Musumeci che dopo molti anni di detenzione, a Spoleto si è laureato, ha scritto libri, aperto un blog e alimentato una battaglia civile contro l'ergastolo senza possibilità di revisione. Nulla più di questi provvedimenti tradisce l'indifferenza dell'istituzione penitenziaria alle vite che vi scorrono dentro e al lavoro che tanti suoi operatori vi svolgono.
"Ci appelliamo al ministro della Giustizia Paola Severino e al capo dell'amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino perché sospendano immediatamente questi provvedimenti e non interrompano un percorso riuscito di risocializzazione. Negli ultimi anni Musumeci ha avuto contatti con docenti universitari, scrittori, intellettuali. Per lui si sono spese figure di altissimo prestigio internazionale come Umberto Veronesi e Margherita Hack. Dovrebbe essere un esempio per il nostro sistema penitenziario in quanto persona recuperata alla società come vuole la nostra Costituzione, invece viene punito sradicandolo dal carcere dove ha costruito il suo cambiamento." Dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.

Ferrante (Pd): Severino accolga appello Antigone su Musumeci


"Il Ministro della Giustizia Severino accolga l'appello dell'associazione Antigone e fermi il trasferimento dal carcere di Spoleto di Carmelo Musumeci, esempio positivo di cammino di recupero svolto all'interno di un penitenziario".
Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Ferrante, che aggiunge - "il carcere di Spoleto, che ho visitato alcuni mesi fa, ospita molti detenuti, tra cui lo stesso Musumeci, che stanno scontando l'ergastolo ostativo, una pena senza fine che in base all'art. 4 bis dell'Ordinamento Penitenziario esclude completamente ogni speranza di reinserimento sociale, una misura che prevede il carcere per la persona sino alla fine dei suoi giorni.
Nel carcere di Spoleto, grazie anche all'impegno delle associazioni di volontariato, a dispetto di questa durissima condizione per alcuni reclusi è stato possibile tuttavia instaurare quel percorso che ha come fine il recupero della persona, e che vede in Musumeci l'esempio più evidente.
Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, e devono costituire una risposta calibrata e non vendicativa dell'ordinamento. Il trasferimento di Musumeci e altri, finalizzato magari come denuncia Antigone a sovraccaricare le celle di Spoleto, equivarrebbe - conclude Ferrante - all'interruzione improvvisa di un percorso riuscito di risocializzazione, un'ennesima sconfitta per il sistema carcerario italiano".

 

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