Diario Ottobre 2012

Diario Ottobre 2012

1/10/2012
Ho scritto queste poche righe da fare leggere domani dal mio angelo al Convegno al Senato “Ergastolo e Democrazia”:

Un sorriso fra le sbarre
Avrei voluto esserci, ma la magistratura di sorveglianza mi ha detto ancora di no.
Ci sarò però lo stesso se mi date un po’ della vostra voce e luce per far sapere che molti uomini ombra (gli ergastolani ostativi come li chiamo io) non sono più le persone di venti anni fa.
E la Società non potrà mai sapere chi siamo oggi se continua a tenerci murati vivi per il resto dei nostri giorni, senza un fine pena e senza nessuna speranza.
Credo che oggi voi stiate facendo la storia dell’abolizione della “Pena di Morte Viva” (come chiamo io l’ergastolo ostativo) in Italia.
E probabilmente la maggioranza politica e quella del Paese è contraria all’abolizione dell’ergastolo, ma la storia è piena di maggioranze che sbagliano.
Essere in molti non significa di per sé che si abbia ragione.
Per questo il mio cuore vi dice grazie di avere il coraggio oggi di parlare di abolizione dell’ergastolo.
Non c’è quasi nessuno che dà speranza agli uomini ombra, il mio cuore vi dice grazie di provarci voi.
E adesso non mi resta che lanciarvi un sorriso fra le sbarre, a tutti a tutti voi, e uno in particolare ad Agnese Moro, che con il suo libro su suo padre mi ha fatto sentire più colpevole di tutti i reati che ho commesso e anche per quelli che non ho fatto, a Giuseppe Ferraro perché è riuscito a voler bene a un cattivo e colpevole per sempre e a Francesco
Ferrante per avere avuto il cuore e il coraggio d’invitarmi in questo Convegno.
Buona vita a tutti.
E che l’amore sia sempre con voi.

2/10/2012
Questa mattina non avevo voglia di svegliarmi perché se mi avessero concesso il permesso, oggi sarei stato a parlare al Senato della Repubblica per dare voce agli uomini ombra.
Vorrei dimenticare il mondo là fuori, ma non ci riesco; per questo spesso vorrei punire il mio cuore, perché che non vuole rassegnarsi al suo destino.

3/10/2012
Oggi pensavo che un uomo ombra non possa decidere più nulla della propria vita.
La cosa però più terribile è che non può neppure più avere il suo tempo perché anche questo è prigioniero con lui.

4/10/2012
Spesso noto alcuni difetti nel comportamento passivo e supino carcerario dei miei compagni, mentre io sono molto convinto che senza una vera, anche se pacifica, rivolta le carceri non potranno mai migliorare.
Probabilmente non vedo i miei difetti, perché sicuramente anche a me in ventuno anni di carcere mi devono avere rincoglionito e distrutto la mente e il corpo.
Forse solo quel figlio di puttana del mio cuore sta meglio di me.

5/10/2012
Oggi ho potuto leggere una intera pagina del Corriere della Sera del 2 ottobre che ha acquistato il Professore Umberto Veronesi per pubblicizzare il Convegno “Ergastolo e Democrazia” che si è svolto al Senato della Repubblica quello stesso giorno, la raccolta di firme che si sta svolgendo nel sito www.carmelomusumeci.com per l’abolizione dell’ergastolo e la Quarta Conferenza Mondiale Scienze for Peace, che si svolgerà il 16 e 17 novembre 2012 all’Aula Magna dell’ Università Bocconi a Milano dal tema “Pena di morte ed ergastolo nel mondo e l’ergastolo in Italia”.
Finalmente non sono più solo a lottare contro la “Pena di Morte Viva” in Italia.

6/10/2012
L’Assassino dei Sogni è il mostro più malvagio che abbia mai conosciuto.
In 21 anni di carcere ininterrotti mi ha fatto tanto male, a me e alla mia famiglia, ma io non smetterò mai lo stesso di combatterlo.
E continuerò a lottare contro di lui, anche se non riuscirò mai a batterlo.

7/10/2012
Questa mattina mi sono svegliato abbattuto per dover affrontare un’altra giornata di carcere, mi sento anche stanco di continuare a scrivere tutti i giorni questo cazzo di diario.
E poi sto pensando a chi potrà mai interessare di sapere come vive e cosa pensa un ergastolano.

8/10/2012
Ho inoltrato di nuovo altri due reclami al magistrato di sorveglianza per le docce che fanno schifo, per l’acqua fredda e per avere la possibilità anche a turno con le altre sezioni di fare colloqui di sabato.
Ormai lotto contro l’Assassino dei Sogni per noia perché è troppo criminale per farlo diventare buono.

9/10/2012
A volte mi tocca consolare i miei compagni, la cosa buffa è che spesso io mi sento più debole di loro, ma il dolore degli altri mi fa più male del mio.

10/10/2012
Dopo due sere incollato alla Tv, ho scritto questa lettera:

Lettera aperta di un uomo ombra ad Adriano Celentano

“Vi sono verità che possono essere viste soltanto nelle tenebre” (Anonimo)
Lunedì 8 e martedì 9 ottobre, di sera, tutti gli uomini ombra (così si chiamano fra loro gli ergastolani ostativi, senza nessuna possibilità di uscire) della sezione AS1, blocco 7 lato A dell’Assassino dei Sogni di Padova (così chiamiamo noi il carcere) erano davanti al televisore a vedere lo spettacolo “Rock Economy”, con il volume al massimo.
Adriano, molti di noi sono murati vivi, spesso al buio e nel silenzio sociale più assoluto, in una cella da oltre 20 anni, alcuni da più di 30.
Le note delle tue canzoni ci hanno riempito la mente e il cuore di emozioni, ricordi e nostalgie.
Le parole delle tue canzoni ci hanno fatto rivivere giorni e notti ormai persi nel tempo per sempre, portando un po’ di libertà nelle nostre celle e nelle nostre anime.
Adriano, gli uomini ombra abitano in una terra di mezzo perché non sono più né vivi, né morti. Molti di noi non hanno più nessun motivo per giustificare la loro presenza in questo mondo perché lo scorrere del tempo, anno dopo anno, ci lascerà sempre dove siamo, senza speranza né futuro, né un fine pena.
Adriano, nel Corriere della Sera di martedì 02 ottobre 2012 c’era questa pagina intera:
“Insieme contro l’ergastolo. L’Italia ha abolito la pena di morte ma mantiene l’ergastolo:
una forma di detenzione che contraddice l’obiettivo rieducativo del sistema carcerario previsto dall’Articolo 27 della Costituzione Italiana.
Per questo il Movimento Scienze for Peace della Fondazione Veronesi è al fianco dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII nella campagna “Firma contro l’ergastolo”, a cui hanno già aderito:
Umberto Veronesi, Margherita Hack, Giuliano Amato, Don Luigi Ciotti, Franco Rame, Don Andrea Gallo, Susanna Tamaro, Ascanio Celestino, Luigi Manconi, Sergio D’Elia, Giuseppe Ferraro, Erri De Luca, Giovanni Paolo Ramonda insieme a altri 12.000 cittadini.” (ndr ora quasi 15.ooo)

Adriano, fai sentire anche tu la tua voce contro l’ergastolo (la “Pena di Morte Viva”, come lo chiamano gli ergastolani ostativi) aderendo su www.carmelomusumeci.com

Il cuore degli uomini ombra ti dicono grazie e ti mandano un sorriso fra le sbarre.

11/10/2012
Oggi Zanna Blu in un colpo solo ha fatto una scorpacciata d’affetto.
Sono venute a trovarlo Coda Bianca e Lupa Nadia insieme.
E sono volate scintille d’amore.
Persino l’Assassino dei Sogni s’è commosso.

12/10/2012
Quando sei circondato da amici che ti vogliono bene non sei mai solo, mi ha scritto Lia:
- Carmelo! Accidenti! Solo ora abbiamo saputo del trasferimento a Padova! Cazzo! Stavate dando troppo fastidio all’Assassino dei Sogni. Eravate in troppi lì a Spoleto… e che motivazione di merda: “Perché devono costruire le celle d’isolamento” come se non bastassero già i cancelli, le reti, i muri e le guardie. Già, così contribuiscono a fare girare l’economia, e le palle a voi! In più che tutto sia accaduto a ridosso del tuo compleanno, di certo non ti avrà giovato. Carmelo, che dire, ancora una volta ti ripeto quanto vorremmo esserti vicini, quanto vorremmo che sentissi che non sei solo.
Ti pensiamo, ti mandiamo un abbraccio con rabbia e amore.(…) Sono andata a leggermi in rete il tuo diario, da fine luglio fino al 14 settembre, così ho letto di come vi hanno sparpagliato per l’Italia e di tutti i salti mortali che stai facendo per ogni cosa, dai colloqui alle scarpe da ginnastica. Carmelo! Tieni duro, non ti arrendere mai “solo lottando ci si sente vivi” son parole tue! Ho tanta rabbia in corpo ma anche tanto amore, scrivici dicci di te… ti voglio bene, Lia.

13/10/2012
Qui nell’Assassino dei Sogni di Padova a differenza di quello di Spoleto le guardie sbattono spesso le sbarre della finestra.
Ed io odio il rumore di ferraglia.
Non mi ci abituerò mai.

14/10/2012
Zanna Blu s’è fatto una nuova amica: Maria Grazia
Ieri è arrivato dal libraio, in cui vado sempre, il tuo libro. Ne ho letto più di metà e mi piace molto il modo di scrivere e anche il contenuto. Dato che prima ho letto “Urla a bassa voce” ora posso intendere bene il racconto, le parole, i messaggi che dai. Penso che ora ti chiamerò “Carmelo Blu”. Continua a scrivere, sei lodevolmente bravo! E speriamo che piano piano l’ergastolo ostativo sparisca…che l’amore che ci hai insegnato Gesù prenda posto in molti cuori, che pentimento, perdono, programma futuro (per tutti) diventino cosa normale. (…)
Ciao, questa sera ho finito di leggere il tuo libro “Zanna blu”. Ho apprezzato lo stile, la bravura come scrittore ma ancora di più il contenuto e l’originalità dell’insieme. Ho potuto intravedere un mondo a me sconosciuto, situazioni incredibili che tu e altri avete vissuto, che state ancora vivendo. Ma tu sei fortissimo, attraverso le tue parole si capisce il carattere forte che desidera non solo la libertà del corpo ma anche quella dell’animo. Quella dell’animo mi pare tu l’abbia raggiunta e che tu conosca amore e ricerca di compensare il male che a suo tempo ti era successo di fare. Se uno, pur stando in un luogo terribilmente disumano, riesce a “crescere” è di certo un tipo in gamba. Spero molto che la parola “ostativo” finisca di esistere, sostituita da un aiuto più vero e che piano piano sparisca anche la parola “ergastolo”.


15/10/2012
Ho scritto a Stefano Anastasia, Nadia Bizzotto, Emma Bonino, Gherardo Colombo, Roberto di Giovan Paolo, Luciano Eusebi, Francesco Ferrante, Giuseppe Ferraro, Salvo Fleres, Carlo Fiorio, Agnese Moro, Andrea Pugiotto, Paolo Ramonda ed Eligio Resta.
Sono arrivate nella mia cella le prime foto del Convegno del 2 ottobre di “Ergastolo e Democrazia” e le prime notizie: “L’evento è stato meraviglioso per le azioni e proponimenti che sicuramente tutti i presenti intraprenderanno”.
Gli uomini ombra sono dei morti che non hanno nessuna possibilità di resuscitare e non possono aggrapparsi a nulla perché è difficile sopravvivere senza speranza di vivere.
Eppure molti di noi sarebbero in grado di rimediare parte del male che hanno fatto ma nessuno ci da la possibilità, grazie di provarci voi.
Il mio cuore si sente in debito con voi tutti e vi dice grazie di sostenerlo in questa lotta per l’abolizione della “Pena di Morte Viva in Italia”.
Vi dono un sorriso fra le sbarre.
E questa poesia scritta da Francesca.
Che l’amore sia sempre con voi.
Carmelo.

Caro uomo Ombra
Ho varcato la soglia della tua cella per portarti un po’ del mio cielo:
Il mio cielo nuvoloso,
il mio cielo immenso,
il mio cielo sereno,
il mio cielo malinconico
quando assume le sembianze di un tramonto
che varca l’orizzonte dell’eternità,
il mio cielo che risorge,
il mio cielo che piove lacrime di pioggia,
il mio cielo all’alba quando nasce il sole,
il mio cielo che nevica, quando fuori è freddo,
il mio cielo tempestoso quando grandina,
il mio cielo con l’arcobaleno quando l’aria profuma di pace e di armonia.
Ho varcato la soglia della tua cella per
Donarti il mio cuore,
per donarti un po’ di luce,
per donarti la mia energia,
per donarti il mio sorriso,
per donarti la mia amicizia,
per donarti le mie mani,
per donarti un po’ della mia prigione invisibile,
per donarti le mie orecchie,
per donarti il mio perdono
per donarti la mia fede in Dio.
Caro Zanna Blu,
ho varcato le soglie della tua cella
per donarti i colori,
per donarti la natura,
per donarti i suoni,
per donarti i rumori,
per donarti gli odori,
per donarti le ali,
per donarti i sapori,
per donarti la vita
con i suoi affanni, con i suoi giorni.
Per donarti libertà,
per donarti i miei passi,
per donarti ciò che vedo.
Caro Carmelo,
Ho varcato le soglie della tua cella
Perché Volevo scorgere il viso del male,
volevo scorgere il volto del peccato.
Volevo capire la rabbia degli umani,
volevo capire la condanna dei colpevoli,
volevo comprendere la diversità,
ma nel tuo volto ho scoperto solo il
volto di un uomo che ha sbagliato,
il volto dell’errore,
il volto dell’umanità.
Caro Falco dalle ali spiegate,
ho varcato le soglie della tua cella
per sperare con te la tua libertà,
il tuo essere migliore,
il tuo farti amare sempre e comunque
da questo mondo che ha dimenticato che anche tu sei figlio di Dio…Solo per questo!!!
(Francesca Torricella)

16/10/2012
Ho saputo una brutta notizia di un mio compagno di Spoleto, trasferito a Parma, Giovanni Mafrica, e ho scritto questo documento:

Salviamo Giovanni Mafrica dall’Assassino dei Sogni di Parma

Le violenze legali in carcere sono ormai riconosciute da tutti, persino dagli interventi del Presidente della Repubblica.
E i funzionari dal cuore nero del Dipartimento Amministrativo Penitenziario creano dei mostri istituzionali per continuare a nutrirsi e a esistere.
Il carcere di Parma purtroppo è uno di quei mostri.
Proprio l’altro giorno ho ricevuto una lettera da un compagno detenuto in quel lager, con questa notizia:
-(…) Oggi è accaduta una cosa spiacevole: a Giovanni, che gli volevano mettere uno in cella, o doveva lui trovare compagnia, l’hanno portato alle celle di punizione perché s’è rifiutato di stare in compagnia perché ergastolano e perché c’erano altri detenuti che avevano breve pene temporanee. Da quando è venuta l’onorevole Rita Bernardini e Giovanni ha parlato con lei denunciando l’ingiusto trasferimento che ha subito dal carcere di Spoleto per rottamazione della sezione AS1 e per gli abusi e soprusi che ci sono nel carcere di Parma, la Direzione dell’istituto l’ha preso di mira (…).
Anche Susanna Marietti aveva parlato di Giovanni Mafrica nel suo articolo pubblicato nel manifesto del 4/09/2012, dal titolo “La diaspora dei bravi ergastolani”:
-Inspiegabile il trasferimento dei detenuti da Spoleto (…) Giovanni Manfrica era iscritto al IV scolastico dell’istituto d’Arte. Adesso è a Parma, in una galera alla quale troppe volte sono uscite testimonianze di condizione di vita interne indecenti, da dove denuncia che nessun corso scolastico è attivo e che non vi è dunque permesso di continuare il proprio percorso di studio.
La verità è che per molti il carcere in Italia non è altro che una discarica sociale dove buttare i cuori, le menti e i sogni degli umani più sfortunati e più deboli.
E ci sarà pure una ragione perché in carcere non si trovano detenuti politici corrotti, industriali che inquinano, burocrati che rubano, funzionari di Stato che torturano per lottare contro la mafia, per esserlo più di loro.
Forse l’unica ragione è che probabilmente questi delinquenti istituzionali hanno il portafoglio pieno e qualche santo in paradiso.
Per questo motivo chiedo alla società civile di attivarsi di salvare l’uomo ombra Giovanni Mafrica del lager di Parma.

17/10/2012
Oggi ho letto su “Panorama” questo articolo:


No all’ergastolo, lo dice la scienza

Umberto Veronesi lancia la campagna per l’abolizione del carcere a vita.
Perché, spiega, il cervello si evolve e le persone cambiano.

Ergastolo ostativo significa fine pena mai: nessun beneficio o sconto di pena, a meno che non si decida di collaborare con la giustizia. Umberto Veronesi ha lanciato una campagna per abolire la pena senza fine.

Perché uno scienziato si imbarca in questa battaglia?
Quattro anni fa ho fondato il movimento Scienze for peace affinché desse voce alla scienza contro ogni forma di violenza, a partire dalla pena capitale.
L’ergastolo ostativo è di fatto una pena di morte civile o una pena fino alla morte. Una persona che entra in cella sapendo di essere destinato a morirvi è condannata a un’agonia lenta e spietata.
Quali sono le basi scientifiche di questa campagna?
Innanzitutto il nostro sistema di neuroni non è immutabile, ma si rinnova perché il cervello è dotato di cellule staminali in grado di generare nuove cellule. Quindi la persona che abbiamo chiuso in un carcere non è la stessa vent’anni più tardi. Per ogni uomo esiste la possibilità di cambiare ed evolversi. In secondo luogo, gli studi sul dna dimostrano che la violenza non è un imperativo biologico. Al contrario il messaggio del nostro codice genetico è la perpetuazione della specie, una naturale predisposizione alla solidarietà. Vi sono poi molti studi a sostegno dell’ipotesi ambientale della violenza: chi agisce con aggressività è stato esposto a fattori esterni sfavorevoli che lo spingono all’atto violento.
Perché proprio ora?
La spinta è venuta dalle lettere inviate dall’ergastolano Carmelo Musumeci (condannato per associazione mafiosa, ndr) a me come a tanti italiani che hanno aderito al suo appello. Abbiamo avuto la percezione che la sensibilità nei confronti dell’ergastolo e, più generale, della situazione dei detenuti stesse cambiando. Lo dimostrano i film dei fratelli Taviani e di Matteo Garrone.
La politica vi darà ascolto?
È una campagna impopolare. Sarà difficilissimo sradicare il principio della giustizia come vendetta. Non siamo sicuri che la politica ci appoggerà, anche se i radicali si sono già schierati con noi. Il nostro obiettivo però è innanzitutto culturale. Vorremmo fare capire ai cittadini che la campagna contro l’ergastolo è una campagna per una giustizia più giusta tesa al recupero e alla rieducazione della persona, come prescrive la nostra Costituzione.

(Annalisa Chirico)

18/10/2012
Oggi il mio cuore ha preso due piccioni con una fava .
Mi sono venuti a trovare mia figlia del cuore insieme al mio angelo.
E non poteva mancare Francesco che mi ha portato tutte e due.
Mi hanno rincuorato.
Purtroppo però molte persone che mi vogliono bene non capiscono che per un uomo ombra la speranza è un veleno.
Ed è il peggiore dei veleni.

19/10/2012
Lunedì s’è impiccato un mio amico uomo ombra che è stato con me nel carcere dell’Asinara e di Spoleto.
E ieri ho scritto un articolo su di lui che spero che qualche giornale lo pubblichi perché non è giusto che neppure da morti gli uomini ombra abbiano un po’ di luce.
Molti pensano che il detenuto che si uccide non sia normale o sia malato di mente, oppure che sia un ribelle, ma non è così. Nessuno pensa invece che spesso chi si toglie la vita lo fa perché l’ama troppo per vederla appassire senza fare nulla.

20/10/2012
Ho potuto finalmente scoprire la verità sulla diaspora degli uomini ombra leggendo la bellissima lettera, pubblicata su "Il Manifesto dell’19 ottobre, del coraggioso direttore aggiunto del carcere di Spoleto, Giacobbe Pantaleone:
(…) È non è da escludere che il trasferimento di questi detenuti sia dipeso da una sorta di fraintendimento o malinteso, forse influenzato da un eccesso di interpretazione autarchica rispetto a quello che bolliva in pentola in questo stare al gioco. Per esempio, sollevare il tema dell’ergastolo ostativo può avere generato dei sospetti? Eppure esso è stato portato tante volte all’attenzione dell’opinione pubblica con intelligenza: mai che si ricordi sia stato portato dentro un progetto rivendicativo ottuso (…).
I funzionari di Roma hanno paura dei prigionieri che pensano, lottano e scrivono.
Lo sospettavo che eravamo partiti perché lottavamo pacificamente contro l’abolizione dell’ergastolo, ora ne ho la certezza.

 

21/10/2012
Mi ha scritto la dolce e cara Lisa:
(…) Mi ha fatto davvero piacere ricevere la foto della copertina di “Zanna Blu” sento però il bisogno di dirti una cosa: la tua vicenda carceraria mi angoscia molto ogni volta che ci penso. A volte, mi sfiora il pensiero che tu non abbia realmente voglia di uscire dal carcere. Carmelo, non prendertela… so di parlare a una persona intelligente… e so di avere detto qualcosa di molto forte! Tu il carcere lo conosci benissimo, possibile che non esista una strada percorribile oltre alla lotta contro l’ergastolo? Carmelo tu devi vivere, per te e per i tuoi cari, non può bastarti una battaglia contro l’ergastolo. Scusa se mi sono permessa, però non riesco a fingere che tutto vada bene. E’ tutto talmente ingiusto, tu hai fatto un percorso eccezionale , e lo sai bene… Non fraintendere le mie parole, ti prego. Io condivido e apprezzo molto il tuo discorso sul pentimento, sull’articolo 58 dell’ordinamento penitenziario. E, infatti, non mi riferisco a questo. Io credo che una soluzione esista sempre e tu vista la tua esperienza, potresti individuarla, volevo solo dire questo. Esiste, per esempio la domanda di grazia… me ne aveva parlato anche Alfredo (Cosco)… tu che ne pensi? Ti prego, dimmi che la battaglia contro l’ergastolo non costituisce l’unico elemento sul quale hai riposto tutte le tue speranze, dimmi che esiste nella tua mente “un piano alternativo”(…)

22/10/2012
Oggi mi sono svegliato stanco.
Dormo solo quando sono sfinito e non quando viene la sera.
E questa notte ho camminato per molte ore al buio avanti e indietro per la cella.
Ogni tanto mi fermavo alle sbarre della finestra a guardare il cielo e la luna.
E a pensare che non voglio passare gli ultimi anni della mia vita a invecchiare in cella.

23/10/2012
Ho risposto a Lisa:
Ho ricevuto la tua lettera del 2 ottobre e non so perché ma le tue parole mi hanno commosso.
È bello che una persona che ancora non conosci bene si preoccupi per te.
Sui sottointesi complimenti del mio percorso eccezionale, però, mi hai fatto sorridere perché in fondo in tutti questi anni ho solo cercato si sopravvivere, sic!
Lisa cara, io non voglio e non lotto per la grazia, io combatto per un fine pena per tutti.
Io non lotto solo per la mia libertà, ma per quella di tutti.
In fondo non chiediamo molto, vogliamo solo una speranza, una sola, ma la vogliamo perché in caso contrario, se i buoni non ce la daranno, saranno peggiori dei cattivi.

24/10/2012
Sr Grazia mi ha scritto che vuole chiedere un permesso al direttore per poter venire a trovarmi: in tanti anni non mi era mai capitato che una Suora venisse in carcere per me!

25/10/2012
Mi scrivono molti forcaioli.
E a volte qualcuno me ne dice di tutti i colori.
A uno di questi gli ho scritto:
- Non odiare nessuno. Il rancore serve solo a stare male. Piuttosto di odiare metti amore, soprattutto dove non c’è. Riceverai amore. E sarai felice.

26/10/2012
Sono sicuro che molti uomini ombra sarebbero in grado di rimediare parte del male che hanno fatto, ma nessuno gli darà mai questa possibilità.
E oggi pensavo che è da criminali tenere una persona dentro una cella quando sei sicuro che quella persona una volta fuori non commetterà più del male.

27/10/2012
Questa mattina pensavo che mi dispiace che l’albero “Mita” stia crescendo dentro l’Assassino dei Sogni fra sbarre e cemento.
Lui non ha fatto nulla per nascere e crescere in un posto così infame.

28/10/2012
Sto aspettando la trasmissione di Speciale TG 1 di stasera. Il Dap non ha neanche risposto alla richiesta della Rai di potermi intervistare, non hanno dato nessuna autorizzazione. Chissà perché hanno tanta paura di quello che posso dire. Abbiamo dovuto ripiegare su un’intervista scritta, ma chissà chi e come la leggerà.

29/10/2012
Sono deluso dalla trasmissione di ieri sera. Hanno usato un uomo-sagoma col volto oscurato che recitava le mie risposte e non hanno neanche detto che quello non ero io, che non ero stato autorizzato. Mi hanno fatto passare per un codardo che non vuole mostrare la faccia, oltretutto vecchio e rincoglionito! Come si suol dire: oltre al danno la beffa!!
E per oggi non è finita: avevo chiesto la revoca della liberazione anticipata sull’assunto che si tratti di una concessione inutile, perché mi trovo in espiazione pena per reati ostativi all’ottenimento di qualsiasi beneficio penitenziario.
Ebbene, la magistratura di sorveglianza mi ha respinto la richiesta perché a corto di parte mia di interesse.
Incredibile, vogliono continuare a concedermi la liberazione anticipata anche se non so che farmene perché non ho un fine pena.

 

30/10/2012
Ho ricevuto una bellissima lettera di Antonio.
Caro Carmelo,
mi sono deciso a scriverti una vera lettera con tanto di francobollo e, immagino, di censura- perché ho delle cose importanti da dirti, a cominciare dall’articolo di Adriano Sofri in prima pagina di Repubblica sugli “uomini ombra”. Che piacere che ho provato: finalmente, il quotidiano più letto d’Italia parla di te, dei tuoi compagni di sventura, parla di un modo diverso di concepire il detenuto, la pena, la detenzione. Ma non basta! Grazie a Nadia, all’inizio del mese ho partecipato a quello che probabilmente è il primo atto ufficiale del futuro comitato per l’abolizione dell’ergastolo: anche in questo caso mi sono deliziato a sentire il gota del diritto e della procedura penale esprimersi nella giusta misura per quello che concerne questa orrenda condanna “a morte lenta”. Soprattutto mi è piaciuto costatare quanti certi Senatori della Repubblica, quanti luminari del Diritto ti conoscano e ti apprezzino; tu eri presente tra di noi perché, vedi Carmelo, non c’è legge né regolamento penitenziario che possa escluderti da questa battaglia. Tu ne fai parte comunque e, seppur fisicamente lontano, noi ti considereremo protagonista assoluto della vittoria finale. Perché è scontato, noi vinceremo, ma dovremmo impegnarci ad informare la pubblica opinione che dai media riceve messaggi sbagliati, spesso distorti (…).

31/10/2012
Ho scritto questo documento per un mio ex compagno di sezione a Spoleto:

Che fine ha fatto l’uomo ombra Marcello Dell’Anna?

Io sono contrario all’ergastolo prima di tutto perché non riesco a immaginarlo (Pietro Ingrao).

Prima della rottamazione della sezione AS1 da parte dei funzionari dal cuore nero del Dipartimento Amministrativo Penitenziario e della diaspora degli uomini ombra nei carceri italiani, Marcello ed io eravamo dirimpettai di tomba.
La sua cella era nel lato che batteva il sole, invece la mia cella era allocata nel lato dove il sole non batteva mai.
E spesso il mattino chiedevo a Marcello di tenere il blindato aperto per rubargli qualche raggio di sole che gli entrava tra le sbarre della sua finestra.
E lui che studiava e per non fare entrare i rumori della sezione teneva normalmente il blindato accostato, mi accontentava.
La mia storia assomiglia molto a quella di Marcello: anche lui ha una compagna che lo aspetta da venti anni e un figlio che non ha visto crescere.
Anche lui è un attivista per l’abolizione in Italia della Pena di Morte Viva (l’ergastolo ostativo come lo chiamiamo noi uomini ombra) e dell’attuale petizione in rete sul sito www.carmelomusumeci.com  
che a oggi ha oggi ha superato le 17.000 mila firme.
E che sta vedendo adesioni come Stefano Rodotà, Umberto Veronesi, Luigi Ferraioli, Don Luigi Ciotti, Erri De Luca, Margherita Hack, Agnese Moro, Bianca Berlinguer, Giuliano Amato.
Anche Marcello quest’anno s’è laureato in giurisprudenza e, maledizione, con un voto più alto del mio (ma non me l’ha mai fatto pesare).
E forse anche per questo ha usufruito di quattordici ore di permesso da uomo libero invece delle undici ore che ho usufruito io.
L’ultima volta che ho visto Marcello (è stato trasferito dal carcere di Spoleto qualche giorno prima di me) gli ho detto:
- Chissà dove ci manderanno. Forse i funzionari dal cuore nero del Dipartimento Amministrativo Penitenziario non ci perdoneranno mai di averli sfidati perché siamo usciti in permesso da uomini liberi e invece di scappare siamo rientrati, di nostra spontanea volontà, dentro l’Assassino dei Sogni sapendo di avere buone possibilità di uscirne solo da morti.
In queste settimane mi sono spesso domandato che fine aveva fatto Marcello e finalmente l’altro giorno ho ricevuto una sua lettera che mi comunicava che era stato deportato in Sardegna insieme a altri tre uomini ombra che erano nel carcere di Spoleto.
Mi ha scritto che nel carcere di Nuoro per ovvi motivi di distanza e finanziari non può usufruire di colloqui regolari e che non può continuare ad approfondire i suoi studi universitari.
E mi ha chiesto di dargli un po’ della mia voce per attirare l’attenzione sociale sulla sua situazione, cosa che io farò con tutto il cuore, come lui a suo tempo mi aveva donato qualche raggio di sole che gli entravano dalla sua finestra.
Marcello, spero che qualcuno là fuori raccolga i nostri ululati per farti ritornare nel continente in un carcere vivibile e vicino alla famiglia.
Forza Marcello, purtroppo i buoni non si accontentano di tenerci prigionieri ma vogliono farci anche soffrire.

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