Lettera aperta al Magistrato di Sorveglianza di Torino

 

Non liberabili

Nel numero 37 del 19 settembre 2009 di “Guida al Diritto”, nell’editoriale di Fabio Fiorentini, magistrato di sorveglianza presso il tribunale di Torino, leggo:
“(…) I detenuti si dividono in due grandi categorie. La prima è costituita da soggetti pericolosi e “non liberabili” …
Un’affermazione molto grave perché oltretutto arriva da un magistrato di sorveglianza che dovrebbe essere il garante della Costituzione nei carceri.
Forse è il caso di ricordare che l’articolo 27 della Costituzione recita che la pena ha una “funzione rieducativa” e si pensa che sia per tutti, quindi anche per il peggiore criminale che, se non viene messo a morte, ha diritto al futuro.
Non ci dovrebbero essere “soggetti non liberabili” o soggetti cattivi e colpevoli per sempre.
Emile Durkheim affermava:
-Non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune.
Signor magistrato di sorveglianza non ci sono criminali non liberabili, piuttosto ci sono magistrati di sorveglianza che pensano che ci sono criminali cattivi per sempre.
Signor magistrato non dovrei essere io a ricordarle che la durata delle limitazioni della libertà deve essere proporzionale alle necessità di recupero, piuttosto che alla gravità della violazione.
Molti di noi sono stati criminali perché spinti fin da bambini all’illegalità da uno Stato ingiusto e assente.
Che fare?
Ecco la proposta.
Non il carcere, il male, la sofferenza, ma il risarcimento.
No al male della giustizia cieca e vendicativa, perché pure per le vittime il risarcimento è più utile della punizione.
Che fare?
Perché invece di progettare altri carceri, di legiferare indulti e di parlare di detenuti non liberabili, non si cerca di fare uscire quei detenuti che sono dentro da venti anni e più per mandarli fuori a lavorare ed eventualmente per risarcire le vittime dei reati?
A che serve continuare a tenerli dentro senza fare nulla?
Non serve a nulla!
Serve alle forze politiche che pensano come lei che esistono detenuti non liberabili e serve pure a noi per darci un esempio e un motivo per continuare a essere criminali.

Carmelo Musumeci
Carcere Spoleto Settembre 2009

 

(Pubblicato su www.linkontro.info il 28 settembre 2009)
 

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