Diario Novembre 2013

Diario Novembre 2013

01/11/2013
Segnalo l’ uscita del mio ultimo libro “L’urlo di un uomo ombra” con la Casa Editrice “Edizioni Smasher”.
Lo potete ordinare in qualsiasi libreria, on line o direttamente a questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it (www.carmelomusumeci.com).
Buona lettura.
E chi mi legge mi allunga la vita.

02/11/2013
Una professoressa di latino dell’Università di Pisa che ha letto il libro di Zanna Blu mi ha scritto:
-Sto leggendo il libro, che mi appassiona anche per le meravigliose atmosfere (paesaggi lunari, glaciali, la luna e le stelle che si affacciano per guardare o si nascondono per non vedere… bellissimo) oltre cheper la storia (metafora, fiaba…) Via via mi appunto anche qualcosa. Le anticipo che lo trovo molto coinvolgente a vari livelli, e interessante anche sul piano narratologico.
Le ho risposto:
Gentile Annamaria,
non le nascondo che quando uno è abituato ad essere additato come “cattivo per sempre” e a ricevere per una intera vita calci e pugni nel cuore, ricevere certi complimenti da una persona perbene come lei fa proprio piacere.

03/11/2013
Questa notte nella mia cella la solitudine, la tristezza e la malinconia erano forti e facevano male.
Il mio cuore per provare a consolarmi mi ha sussurrato “Se possiedi la libertà nessun carcere te la può portare via” . E poi mi ha aggiunto “Solo l’amore dà un significato all’esistenza degli uomini ombra”.

04/11/2013
Questo mese nella redazone interna di “Ristretti Orizzonti” inizierà il progetto “Scuola Carcere” e mi troverò davanti a intere scolaresche, per rispondere alle loro domande.
Questo sì che è un bel modo utile e costruttivo per scontare la propria pena, perché questa iniziativa aiuta molto a conoscere e a lavorare meglio su se stessi.
E poi questo progetto è utile anche ai ragazzi perché a volte si ha più da imparare dai “cattivi” che dai “buoni”.

05/11/2013
Ho deciso di preparare un altro esame universitario perché sono ancora contento che nell’ultimo esame di “Filosofia della Morale” ho preso trenta e lode.
Non sono stato contento solo per il voto, ma perché nonostante che stia passando un brutto momento riesco a mantenere gli impegni con me stesso.
Credo di aver sostenuto un esame “perfetto” forse perché ho espresso il dubbio alla Commissione esaminatrice che la moralità dei “malvagi” a volte è meno cattiva di quella dei “buoni” che tengono murate vive delle persone quando non è più necessario.

06/11/2013
Oggi pensavo che in carcere quando cambi nessuno ti crede, per questo molti prigionieri sperano di non cambiare mai.

07/11/2013
Non vedo l’ora di sapere i pareri e i commenti che mi arriveranno da fuori al mio ultimo libro dal titolo “L’urlo di un uomo ombra”.
Scrivo anche perché m’illudo che questo sia l’unico modo che ho per continuare ad esistere ad di là del muro di cinta.

08/11/2013
Ci sono delle notti che penso che molti uomini ombra vivono per vendicarsi di loro stessi.
Almeno per me è così.
E credo che ci siano dei momenti che continuo a vivere solo per fare dispetto a me stesso.

09/11/2013
I primi anni di galera cercavo di vivere perché avevo fiducia in me stesso, ora non ne ho più e cerco solo di sopravvivere perchè da pochi giorni sono entrato nel ventitreesimo anno di carcere.

10/11/2013
Ho fra le mani il mio libro fresco di stampa “L’Urlo di un uomo ombra” (Edizioni Smasher).
E rileggendo alcune parti ho notato che è un po’ troppo cupo e malinconico, ma d’altronde scrivo per liberarmi dai miei pensieri che mi fanno stare male, infatti, quando sto bene non scrivo.
E poi la scrittura mi consente di indagare dentro la mia mente e il mio cuore.

11/11/2013
Per me è sempre più difficile vivere per nulla.
E di nulla.
Ci sono delle notti che mi sembra che vivo solo per fare dispetto a me stesso perché sento che questo corpo che porto addosso non mi appartiene più perché rimarrà, fino all’ultimo giorno della mia vita, di proprietà dell’Assassino dei Sogni.

12/11/2013
È da un po’ di giorni che nel mio cuore è sempre notte, ma io non posso fare nulla per aiutarlo perché sono impegnato a preparare un altro esame universitario “Storia della filosofia contemporanea”.
A ciascuno i suoi problemi.
Peggio per il mio cuore se vuole stare male perché io non ho tempo per consolarlo.

13/11/2013
Da ventitré anni lotto contro tutto e contro tutti, ma non riesco a migliorare la mia posizione di un millimetro.
Non riesco neppure a ottenere una semplice declassificazione per un regime carcerario meno duro.
La pena dell’ergastolo ostativo a qualsiasi beneficio ti condanna a essere sepolto vivo e a essere perduto per sempre senza speranza.

14/11/2013
Oggi sono venute a trovarmi il mio angelo e mia figlia: un fascio di luce dentro un mondo di tenebre.

15/11/2013
Oggi alcuni detenuti ed ergastolani del carcere di Padova hanno potuto conoscere e ascoltare due straordinari costituzionalisti, Andrea Pugiotto e Valerio Onida. Per l’occasione ho scritto questo documento:

Due costituzionalisti fra gli ergastolani
“Il 15 novembre alcuni detenuti ed ergastolani del carcere di Padova hanno potuto passare un giorno di vita vera. E hanno potuto conoscere e ascoltare per quattro ore questi due straordinari costituzionalisti, Andrea Pugiotto e Valerio Onida. Dopo una loro introduzione sull'argomento in agenda, l'ergastolo e la funzione costituzionale rieducativa della pena, hanno risposto alle nostre domande.
Alcuni ergastolani hanno detto che molti di loro ormai non hanno più nessun motivo per vivere e forse continuano a respirare solo perché sono già morti dentro. E che è vero che lo Stato si deve difendere, ma non dovrebbe farlo dimostrando di essere peggiore del male che combatte, aggiungendo male ad altro male. Altri hanno evidenziato che tutti gli altri detenuti hanno una meta da raggiungere, invece loro non ne hanno nessuna, perché la pena finirà solo quando smetteremo di respirare. E che il male si dovrebbe combattere con il bene e non con altro male, perché la legalità prima di pretenderla va data. Altri ancora invece hanno detto che molti forse continuano a vivere per vendicarsi di loro stessi, perché la vita per un uomo né morto né vivo non è nient'altro che una lunga morte. E probabilmente molti di loro continuano a vivere perché non hanno abbastanza vita, per scegliere di morire. Alcuni detenuti hanno detto che il carcere in Italia alla lunga ti leva persino la fiducia in te stesso, ti toglie qualsiasi fede, ti respinge dal mondo, ti getta lontano da qualsiasi speranza e ti fa diventare un rifiuto della società. E molti pensano che se nessuno dà fiducia, perché dovrebbero cambiare o smettere di essere cattivi? Altri hanno parlato del regime di tortura del 41 bis (carcere duro) che prevede che l'effettuazione del colloquio visivo con i figli minori, già limitato nella durata a soli dieci minuti senza vetro divisorio, avvenga in assenza dei familiari che vengono allontanati dalla sala colloqui e non possono restarci neanche di là dal vetro divisorio. E questo determina grave turbamento nei bambini che si distaccano con difficoltà e paura dalla madre, perché non vogliono rimanere da soli con l'altro genitore che conoscono appena.
Molti detenuti ed ergastolani hanno pensato che il modo con il quale lo Stato si comporta con i delinquenti dimostri chi è più fuori dalla legge, perché credono che la riabilitazione dovrebbe essere sempre, e per tutti, e che sia sbagliato ripagare il male con altro male. E che il carcere è diventato un luogo che non ha più nulla di umano, un posto d'ingiustizia, di esclusione e di annullamento della persona umana, dove si vive una vita non degna di essere vissuta.
Sia il Professor Andrea Pugiotto che il Presidente Emerito della Corte costituzionale Valerio Onida hanno risposto con calore sociale e umanità alle nostre domande. Ed entrambi sono stati d'accordo sia sull'abolizione dell'ergastolo, soprattutto quello ostativo che ti leva qualsiasi speranza, sia sul principio costituzionale rieducativo della pena che prevale su qualsiasi altra funzione. Poi hanno ribadito che un essere umano in carcere non perde il diritto di avere diritti e che un carcerato resta un membro della famiglia umana. Finito l'incontro, Nadia Bizzotto, della Comunità Papa Giovanni XXIII, che era tra il pubblico, mi ha lasciato dicendomi "Finché c'è vita c'è speranza". Le ho risposto con un sorriso, ma il mio cuore ha pensato che "in carcere finché c'è vita c'è anche sofferenza".



16/11/2013
Ho ricevuto una bella lettera da uno sconosciuto.
- (…) Sto seguendo in particolare il suo percorso costellato di azioni, pensieri, parole e soprattutto domande, spesso… senza risposta. La sua figura, se posso permettermi, mi è diventata cara, anche se “scomoda” psicologicamente perché mi obbliga a pensare che si possa fare sempre di più, soprattutto chi ne ha opportunità e possibilità. Le assicuro che la sua è una vera lezione di vita. (…)
Mi ha colpito molto questa frase perché pensavo che le mie parole parlassero più di morte che di vita.
Enrico, il mio cuore ti dice grazie di averle scritte.

17/11/2013
Suor Grazia, la suora di clausura amica del cuore di Zanna Blu, mi ha scritto:
- Carmelo carissimo, non smettere mai di amare. Ti sono vicina. “L’amore ha una sola pratica: amare in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni situazione”.

18/11/2013
Su un documento che ho scritto per la censura che hanno fatto ad un detenuto che aveva scritto a Papa Francesco, Marco mi ha scritto:
- Mi spiace, posso essere d’accordo che qualunque pena umana deve avere un termine, ma il 41 bis non è negoziabile. Abbiamo già negoziato troppo con le mafie... W Falcone e Borsellino.  Marco.
Ho risposto:
Ciao Marco,
W Falcone e Borsellino, ma non tutti quelli che sfruttano la loro morte per essere ancora più mafiosi.
E non penso che scrivere a un Papa sia pericoloso per la società.
Buona vita.
E che l’amore e il perdono sia sempre con te.
Un sorriso fra le sbarre.

19/11/2013
Avere diffuso la notizia fuori che una lettera di un detenuto, sottoposto al regime del 41 bis, che ha scritto a Papa Francesco, è stata trattenuta dall’Ufficio Censura, mi sta portando un po’ di antipatie da parte degli uomini dal cuore nero del Ministero di inGiustizia.
L’Assassino dei Sogni è cattivo con quei prigionieri che urlano fuori dalle sbarre della loro finestra quello che accade dentro,ma io non ho nulla da perdere e posso permettermi il lusso di essere un prigioniero libero.

20/11/2013
Oggi mi è accaduto un brutto fatto, ho perso il braccialetto di spago portafortuna che tenevo al polso che mi aveva regalato mia figlia.
Ci sono rimasto male perché ogni volta che lo vedevo pensavo di più a lei.

21/11/2013
Fuori non hai tempo per guardare la vita negli occhi.
Dentro ne hai troppo.

22/11/2013
Oggi pensavo che non ho più nessun motivo per vivere.
Forse continuo a respirare solo perché non ho il coraggio per morire.

23/11/2013
Questa sera ho parlato al telefono con mio figlio e i miei due nipotini.
Era tanto tempo che non li sentivo.
Quando sono rientrato nella mia cella, il mio cuore e la mia stanza sembravano che avevano più luce.

24/11/2013
Oggi pensavo che non abbia più senso continuare a scontare una pena che non finirà mai e che forse sopravviverà alla mia morte.

25/11/2013
Francesca mi scrive sempre delle cose bellissime che illuminano il mio cuore. “Per me i cattivi che dicono di essere tanto cattivi sono buoni, e per me sei il più buono tra i buoni, e io nemmeno tra i buoni ho mai trovato una persona tanto buona come te”.
Vorrei che fosse così, ma la verità purtroppo è che anni di angherie e d’ingiustizie mi hanno reso più cattivo di come ero prima di entrare in carcere.

26/11/2013
Oggi pensavo che in tutti questi anni ho fatto tutto quello che era umanamente possibile per sperare un giorno di tornare libero.
Forse però non abbastanza se sono ancora qui sepolto vivo senza speranza.

27/11/2013
È triste che un uomo ombra possa pensare solo al passato e al presente, ma non al futuro che non avrà mai più.
Anche se fuori dal muro di cinta ci sono delle persone che mi vogliono bene, ci sono delle sere che provo la sensazione di sentirmi abbandonato da tutti.
E mi sento sepolto vivo.

28/11/2013
Questa notte ho vagabondato fino a tardi nei miei sogni, fino al mattino.
Se non riesco a vivere di giorno, mi sforzo di farlo di notte, quando dormo, cercando di vivere tutto quello che sogno.

29/11/2013
Ieri è venuta a trovarmi Mita (la figlia adottiva del mio cuore) e suo marito.
Ho passato tre bellissime ore.
Mi hanno trasmesso tanto amore, ma per paura che l’Assassino dei Sogni me lo porti via, l’ho ben nascosto nel mio cuore.
E lo tirerò fuori poco per volta, di notte quando sono più triste e malinconico.

30/11/2013
Tutto quello che esiste nel mondo e nell’universo può essere misurato, pesato e contato, ma nessuno, a parte Dio, può farlo quando si tratta di una condanna perpetua perché questa è una pena del diavolo e non ha nulla di umano.

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