Diario Gennaio 2014

Diario Gennaio 2014

1/01/2014
Inizia un nuovo anno ed ho pensato d’incominciarlo lottando scrivendo a due parlamentari di due schieramenti politici diversi che entrambi hanno presentato alla camera due disegni di legge per l’abolizione dell’ergastolo:
(…) Grazie di pensare che un uomo ombra non dovrebbe mai essere considerato perduto per sempre. E che ci dovrebbe sempre essere la possibilità di recuperarlo e di farne un buon cittadino utile alla società. Forse ci sono anche dei rischi, ma io credo che valga lo stesso la pena di provarci perché penso che tutti possano diventare persone migliori. E credo che chi pensa che un uomo non possa essere irrecuperabile lo sta già aiutando a essere migliore.(…)

2/01/2014
Oggi ho riletto per la centesima volta le parole che mi ha scritto mia figlia:
Ciao amore mio, un altro anno è passato e abbiamo percorso migliaia di kilometri invisibili verso il nostro obiettivo, lo so che è dura continuare ad andare avanti senza mai una soddisfazione, ma la verità è che a noi ne basta solo una... solo una vittoria per dare un senso a tutte queste delusioni ... ed io non so se questo sarà l’anno giusto, ma quella che per me è sempre stata una speranza ormai è diventata una certezza. E l’unico motivo per cui quest’anno non ti dirò che credo che tornerai da noi è perché io adesso lo do per scontato. Quindi papà non hai altra scelta ... devi continuare a lottare ... perché questo Natale noi saremo più numerosi, ma il prossimo anno ci aspettiamo di essere uno in più, quell’uno che sarà comunque e costantemente presente nei nostri pensieri e nel mio cuore. Ti amo tanto.

3/01/2014
Gerti, il mio fratello diavolo albanese, mi ha scritto:
-(…) Amico mio passeranno anni prima di vederci? Non lo so! Ma sono sicuro che noi due ci rivedremo di sicuro. Non ci perderemo perché i samurai non si perdono mai poiché conoscono la via della luce. Che l’amore guidi la tua vita. Cura te stesso. L’essere più importante di questa valle di lacrime (…)

4/01/2014
Ho scritto a Vittorio: ,
le tue parole hanno riscaldato anche la mia cella, perché qui fa un freddo cane. Grazie dei complimenti per i miei libri, ma io non li merito, non sono io che scrivo, ma è il mio cuore. Io non centro nulla. Scrive solo quello stupido del mio cuore.
E mi tiene di notte per tante ore seduto in uno sgabello in un angolo della cella, al freddo e al gelo, a scrivere romanzi che probabilmente non vedranno mai la luce, perché non è facile pubblicare per uno scrittore ombra. In tanti anni di carcere non ho fatto altro che scrivere e ormai sotto la mia branda non c’è più posto per tenere i miei manoscritti.
E ci sono delle notti che mi viene voglia di dargli fuoco per riscaldarmi, ma poi il cuore mi odierebbe perché lui è convinto che i miei libri potranno un giorno migliorare le carceri e sconfiggere la “Pena di Morte Viva” in Italia. Io non penso che questo potrà mai accadere, piuttosto invece sono convinto che il Ministero di Giustizia mi odi perché scrivo.
E me la sta facendo pagare cara (dopo ventitré anni di carcere non mi vuole neppure declassificare in un regime meno duro). Forse sarebbe stato meglio che non avessi mai scritto nulla, però penso che in questo modo non sarei riuscito a sopravvivere. Il mio cuore ti abbraccia. Io pure.

5/01/2014
Oggi per tutto il giorno una grande malinconia ha abbracciato il mio cuore.
A volte pensare mi fa comunque essere felice nell’infelicità, perché mi dà la possibilità di scappare da dentro l’Assassino dei Sogni.

6/01/2014
Oggi sono stato tutto il giorno in cella e non sono uscito all’aria.
La solitudine di giorno mi tiene compagnia e di notte invece non mi fa dormire.


7/01/2014
Lia mi ha mandato un fiore che ho piantato nel mio cuore.
E mi ha scritto queste bellissime parole:
(…) Ti penso sempre, volevo dirti una cosa, forse un po’ strana, ma sai, tu, da lì dentro, non hai idea di quanta forza sai mandare fuori. Il tuo nuovo libro è molto bello, mi piace molto che siano alternate parti di diario, racconti, poesie, storie più lunghe, penso che sia il modo migliore per fare conoscere quello che sei, e non avere paura, rispetto alla frase “Io sono stato qui e nessuno lo saprà mai” perché tu hai già lasciato la tua impronta in tanti cuori, non sei solo e non lo sarai mai.
Io e Marqula abbiamo deciso di fare una cosa con i tuoi libri, che iniziano a essere un bel po’, di affidarli alla biblioteca del Barbiarìa così anche altri potranno prenderli in prestito e più persone sapranno cos’è l’Assassino dei Sogni. Faremo una sezione speciale nei scaffali: Ergastolo- Uomini Ombra.
(…)

8/01/2014
Ancora nessuna risposta per la declassificazione.
A volte penso che molti ergastolani più che sopravvivere non riescano a fare.
E forse a me gli uomini ombra del Ministero di Giustizia mi vogliono fare pagare il coraggio di tentare di vivere.

9/01/2014
Ogni volta che apro gli occhi il mattino, mi sembra sempre strano di svegliarmi in una cella.
Ormai sono ventitré anni che vivo questo incubo e non mi ci sono ancora abituato.
Ci sono dei giorni che mi sento stanco.
E vigliacco di essere forte.

10/01/2013
Anche se in ritardo mi sono arrivati gli auguri e le bellissime parole di Lucia, che mi hanno riscaldato l’anima. E mi hanno fatto sentire ancora utile alla società che mi ha maledetto per sempre.
- Scusa se ti dò del tu, ma a forza di leggerti su internet mi sembra di conoscerti da sempre. Volevo scriverti prima di Natale, ma poi mi è preso una sorta di timidezza e ho rimandato ogni giorno, fino ad arrivare a oggi. Questo breve biglietto è soltanto per dirti che ti apprezzo tanto per tutta la tua lotta che porti avanti, con tenacia e grande forza, sia pure dilaniata dalla tua altrettanto grande sofferenza.
Ecco la piccola cosa che volevo dirti è: non ti scoraggiare e continua a portare avanti la tua missione. Sì, perché se tu non l’avessi ancora capito, la tua è una missione, è una lotta che porti avanti, non solo per le persone nelle tue condizioni, ma anche per tutti gli altri, perché le tue parole scuotono le coscienze e aprono i cuori. Non puoi sapere, ma siine certo, quante persone migliorano se stesse spronate da ciò che dici e che fai. Anche se, per ora, apparentemente, non succede niente in pratica, ma a livelli più profondi la tua opera scava e scava. La storia ci insegna che i grandi cambiamenti hanno sempre visto qualcuno che lavora tanto a quello scopo e, soltanto nel tempo, c’è stato un risultato. (…)

11/01/2013
Ho telefonato alla mia compagna e come fa sempre più spesso, un po’ per farmi coraggio, negli ultimi secondi dedicati ai saluti, mi ha ricordato di sbrigarmi a uscire.
La cosa che mi fa più arrabbiare di questa maledetta pena che ho sulle spalle è che anche se non ho nessuna speranza non posso neppure arrendermi per stare un po’ in santa pace.
E per amore devo continuare a lottare.

12/01/2014
Oggi la mia malinconia ha passeggiato insieme a me per tutto il giorno.
E tutta la sera.
Poi io sono andato a letto.
E lei è rimasta sveglia ad aspettarmi.

13/01/2014
Sto continuando a scrivere il mio nuovo romanzo, dove due ergastolani, uno giovane e uno vecchio, continuano a raccontarsi le loro vite.
Più continuo ad andare avanti e più i loro due cuori si aprono l’uno l’altro nella penombra della mia cella.

14/01/2014
Ieri nella redazione di Ristretti Orizzonti ci sono venuti a trovare due parlamentari e Costanza, la moglie di uno di questi, ed ho scritto:
Costanza,
ti scrivo solo poche righe perché giovedì ho l’esame di Storia della Filosofia Contemporanea e sono indietro ed ho pochi giorni per ripassare gli appunti di studio. Quando ti ho sentito parlare dei lager e dei gulag mi hai fatto venire in mente Hannah Arendet (una dei pensatori che sto preparando in questo esame) con la sua famosa affermazione su Eichman “La banalità del male”. A me però ha colpito di più un’altra sua frase “Solo la gente perbene è in grado di avere una coscienza cattiva”.
Costanza, il carcere ha il difetto di tirare fuori dai prigionieri il loro lato peggiore, poiché spesso neppure chi ci lavora dentro ha fiducia in noi. Tu l’hai avuta! Ci sei venuta a trovare. Qui dentro possiamo esistere solo se al di là del muro di cinta qualcuno ci pensa, ed è stato importante che tu ci hai fatto visita. Ricorda a Pietro che l’idea di portare una parte della Redazione di Ristretti Orizzonti in Parlamento ha aperto uno spiraglio nei nostri cuori. E per evidenziarti l’importanza del progetto Scuola-Carcere per noi della Redazione ti allego qui sotto un articolo dal titolo “Un sorriso fra le sbarre per Clara” (…) E adesso bisogna che ti lasci perché mi aspetta una notte da ergastolano, con la speranza che studiando mi stanco tanto da riuscire a prendere sonno, perché la notte di un uomo ombra è peggio del giorno. Il mio cuore ti dice grazie per la tua sensibilità e umanità che ci hai trasmesso in appena due ore, con le tue parole e i tuoi silenzi. Buona vita.

15/01/2014
Luigi mi ha fatto una bella recensione sul mio ultimo libro, “L’Urlo di un uomo ombra” Edizioni Smasher, che si può ordinare in qualsiasi libreria o direttamente a questo indirizzo email zannablumusumeci@libero.it (www.carmelomusumeci.com).

Vecchio lupaccio della steppa, ho ricevuto il tuo ultimo libro, era talmente bello e fluido da leggere che l’ho finito in meno di cinque ore. Complimenti quindi per questo tuo ultimo libro, complimenti soprattutto per essere riuscito a mantenere la tua essenza e la tua originalità, nonostante l’uomo Carmelo abbia lasciato spazio allo scrittore, che non è affatto così semplice, perché molto spesso in queste circostanze si vive una sorta di alter ego. Ho apprezzato molto lo stile con il quale hai romanzato la storia di “Roberto e la sua Margherita” perché mentre lo leggevo in certe circostanze sono riuscito ad immedesimarmi nei personaggi. Poi sei riuscito a parlare di una storia violenta, difficile, come può essere la vita di chi fa il killer di professione, portando il lettore ad una forte riflessione (quello intelligente di lettore, si intende) quando scrivi “Che molto spesso nei cuori dei cattivi si nasconde più amore che nei buoni, e per farli ritornare sulla retta via basterebbe veramente poco, basterebbe amarli”. Mi permetto di farti i complimenti anche per i tuoi meravigliosi figli, ho letto le lettere tra voi, in particolar modo quelle con tua figlia Barbara, hanno qualcosa di unico, perché dalle sue parole capisci che sei un uomo veramente grande, (cosa che tra l’altro ho sempre saputo). Nonostante le difficoltà che si possono avere per riuscire a sopravvivere all’interno di un carcere con una pena come quella che hai tu, non ti sei fatto mangiare dal sistema. Tutt’altro, sei riuscito a mantenere e a svolgere il tuo ruolo genitoriale perfettamente e con immenso amore, quasi come se fossi stato lì con loro, forse io nemmeno da libero ci sarei riuscito con i miei figli a fare meglio. Quindi l’Assassino dei Sogni, come lo chiami tu, ha perso anche sotto questo aspetto nei tuoi confronti, sei stato più forte di lui, perché nonostante quei grossi muri di cemento creati per dominarci e privarci degli affetti, tu con la penna e un pezzo di carta sei riuscito ad arrivare a loro comunque.

16/01/2014
Ho fatto un bell’esame di “Storia della filosofia contemporanea” ed ho preso 30 (ma non con la lode sic!) però me la meritavo dopo che ho studiato e ripassato gli appunti tutta la notte fino all’alba!

17/01/2014
Ho scritto a un’amica:
- I buoni mi fanno sempre paura perché mi hanno aiutato a diventare cattivo, per questo ho sempre avuto paura di diventare come loro. Non sono stati i reati che ho commesso che mi hanno fatto diventare cattivo ma le punizioni che mi hanno dato.

18/01/2014
Un’amica mi ha scritto chiedendomi perché non mi declassificano e mi tengono ancora ristretto in una sezione di Alta Sicurezza.
Le ho risposto che criticare il sistema carcerario del proprio paese è pericoloso ed io lo faccio da ventitré anni.

19/01/2014
Oggi ho pensato che un uomo che condanna un’altra persona a morire cattivo e colpevole per sempre abbia dimenticato di essere un uomo.
Credo che sia sbagliato ripagare il male con altro male, perché ci possono essere più risultati ripagando un ex criminale con il bene, per fargli tirare fuori il senso di colpa.

20/01/2014
Sull’articolo “Figlia di un uomo ombra” ho ricevuto diversi bei commenti.
Voglio ricordare per tutti questo della Professoressa Annamaria Costrozzi dell’università di Pisa.
- Si, Carmelo, a una figlia così, a un amore così bisogna che lei corrisponda con una forza e una forza altrettanto grandi, smisurati. Una figlia così merita questo dono immenso. Forza, coraggio!

21/01/2014
A volte penso che quando sarò morto sarò così stanco di vivere che desidererò che non ci sia più un’altra vita.

22/01/2014
La mia vita e così insignificante che continuo ancora a sognare.
E oggi ho sognato di smettere di sognare.

23/01/2014
È da un po’ di tempo che il mattino la mia mente si sveglia prima del mio corpo.
E la prima cosa che penso sempre più spesso è che fare vivere un uomo ombra è solo una crudele forma di tortura.

24/01/2014
Oggi mi sono svegliato pensando che la vita fuori sta andando avanti.
Ed io invece sono qui prigioniero in questa maledetta cella a vederla scorrere.

25/01/2014
La settimana scorsa qui nel carcere di Padova c’è stato il seminario dei giornalisti organizzato dalla Redazione di Ristretti Orizzonti.
E oggi ho riascoltato le parole commoventi di Manlio Milani che ha perso la moglie nella strage (ancora senza colpevoli) di piazza della Loggia.
E mi è venuta voglia di scrivergli.

Caro Manlio, le confido che il suo intervento dell’altro giorno mi ha emozionato.
E oggi, riascoltando registrate, le sue parole mi hanno fatto riflettere, perché sotto un certo punto di vista, anche se da un lato opposto (lei del bene ed io del male) le nostre posizioni si assomigliano, ma mi scuso innanzi tutto per l’infelice paragone.
Lei anche se vorrebbe perdonare, dopo quarant’anni e passa non conosce i colpevoli della morte di sua moglie.
Ed io, sotto un certo punto di vista, non so (a parte alla società) a chi chiedere perdono, perché i miei atti processuali dicono che la mia vittima e carnefice (che fra l’altro faceva il mio stesso mestiere da delinquente) mi ha sparato sei colpi di pistola in corpo. E poi era andato a prendere una tanica di benzina per bruciare il mio cadavere. Poi, come se non bastasse, il suo complice è diventato collaboratore di giustizia e ha contribuito a farmi condannare alla pena dell’ergastolo. Non le nascondo che i primi anni di carcere l’ho odiato e non riuscivo a perdonarlo (per i criminali come me non è facile perdonare). Poi vedendo che l’odio mi stava logorando e rovinando anche la mia vita da ergastolano (diciamo non per bontà, ma per stare meglio) ci sono riuscito. Adesso però non le nascondo, dopo aver ascoltato le sue parole, che mi piacerebbe avere qualcuno cui chiedere perdono (a parte i miei figli e i miei nipotini, per averli privati del padre e del nonno). Ed ho pensato, in modo infantile (gli ergastolani rimangono bambini) di chiedere perdono a lei invece che alle vittime dei miei reati, così anche lei adesso può adesso avere qualcuno da perdonare. E mi dispiace dal profondo del mio cuore che non posso fare di più perché sono convinto che lei a differenza di tante vittime dei reati, che con la scusa di volere giustizia chiedono vendetta, cerca solo la verità.
La stimo molto, per quello che può valere la stima e la solidarietà di un ex criminale e di un uomo ombra.
Un sorriso fra le sbarre.

26/01/2014
Il mio presente ha così poco da offrirmi che spesso passo tutta la giornata a pensare al mio passato.
Un uomo ombra non può fare altro che aggrapparsi ai ricordi per attenuare la sua sofferenza, non fanno scomparire il dolore ma lo rendono sopportabile.
27/01/2014
Stanno tramutando l’ergastolo a pena temporanea a quei ergastolani che a suo tempo aveva chiesto il rito abbreviato durante il processo
In questo modo adesso in Italia esistono tre tipi di ergastolani: quelli ostativi, quelli normali e gli ex ergastolani.
E aggiungerei un’altra categoria di ergastolani, quelli sfortunati, dove ci sono io sic!

28/01/2014
Ieri ho chiuso gli occhi pensando che la libertà per un uomo ombra è come un orizzonte, ma un orizzonte che si allontana ad ogni passo avanti perché per noi il sole nella nostra vita non sorgerà mai più.

29/01/2014
Per l’uomo ombra ogni giorno che passa è un giorno in più di sofferenza e un giorno in meno di speranza.

30/01/2014
Oggi ho fatto colloquio con mia figlia e con il mio angelo. Penso che questi siano gli unici momenti in cui posso dire di essere ancora vivo.

31/01/2014
Oggi nella Redazione di Ristretti Orizzonti insieme al mio angelo sono venuti ad incontrarci la mia amica giornalista Francesca, curatrice del libro che ha raccolto le testimonianze di 36 ergastolani, “Urla a bassa voce” (Ed. Stampa Alternativa) e suo marito Mario, architetto, per raccogliere impressioni e idee per un progetto di carcere pensato da chi dentro ci vive.

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