Diario Marzo 2014

Diario Marzo 2014

1/03/2014
Questa mattina mi ha colpito una tristezza infinita.
Per sconfiggerla ho pensato che quest’anno sarà quello buono per tornare a casa.
A tutti i costi oggi il mio cuore voleva ascoltare questa bugia da me.
E l’ho accontentato.

2/03/2014
Queste parole di un’amica sconosciuta (…) Quando ero bambina e andavo alle elementari la maestra usava mandare qualcuno alla lavagna per scrivere i buoni e i cattivi e ogni volta io mi alzavo di corsa dal banco per cancellare tutto prima che lei potesse leggere i nomi (…) mi hanno fatto ricordare che io in collegio alla lavagna ero sempre messo nella lista dei cattivi.
E purtroppo, a forza di sentirmelo dire, lo sono diventato davvero.

3/03/2014
Questa notte ho girato fino all’alba in tondo alla mia cella come una belva in gabbia a fumare la scorta delle mie sigarette di tutta la settimana.
Ed ho pensato che privare un uomo della speranza è il crimine più grande che si possa mai commettere.

4/03/2014
Oggi mi sono annoiato tutto il giorno.
In carcere si ha tanto tempo libero, ma nessuna idea per riempirlo.
Ed ho pensato che da domani mi metterò a studiare per preparare un altro esame universitario.
Che altro posso fare?
Inizierò a preparare “Storia della filosofia medievale”.

5/03/2014
Questa mattina durante un incontro con il progetto “Scuola-Carcere” a una domanda di uno studente ho risposto che con la pena dell’ergastolo sulle spalle e nel cuore, l’esistenza non vale più nulla.
E la vita diventa peggiore della morte perché la speranza per un uomo diventa la più grossa delle bugie.

6/03/2014
Oggi mi sono venuti a trovare insieme alla mia compagna mia figlia e mio figlio e poche volte in questi ventitré anni di carcere mi sono sentito così felice quando li ho visti entrare nella sala colloqui e così infelice quando li ho visti andare via.

7/03/2014
Questa notte pensando a quello che mi sono detto ieri con i miei figli, i ricordi e i pensieri mi hanno impedito di dormire bene.
Mi sono venuti in mente antichi momenti di quando giocavo con loro a cuscinate nel letto grande.
Ed ho visto le immagini del passato che mi sono affiorate nella mente come bolle di sapone.

8/03/2014
Maledizione!
Anche questa mattina ho aperto gli occhi.
Ed ho subito pensato che per un uomo ombra morire nel sonno sarebbe la morte più dolce e più bella.
Il futuro dovrebbe essere una nuova opportunità per tutti, ma non lo è per gli ergastolani ostativi condannati a essere cattivi e colpevoli per sempre.

9/03/2014
Domenica scorsa a Roma la mia amica Caterina Venturini ha organizzato una serata di lettura contro l’ergastolo a “vita” (dalle opere di Carmelo Musumeci) con Leo Gullotta.
Ed ho scritto a Leo per ringraziarlo:
Scusa se ti do del tu, ma mi trovo meglio perché gli uomini ombra (come ci chiamano noi ergastolani) parlano ormai da tanti anni solo fra loro e hanno disimparato a rivolgersi alle persone con il lei. Nadia mi ha parlato di te e mi ha detto che l’incontro è stato molto bello, tu sei stato accogliente, gentilissimo e hai letto i miei brani con vera partecipazione, oltre che bravura.
Poi mi ha riferito le tue ultime parole che mi hanno commosso: -Chi conosce Carmelo e può riferire a lui, gli dica che un amico in più che lo stima, lo ammira, lo incoraggia e lo sostiene. Ditegli semplicemente: Leo è con te.
Leo, il mio cuore ci tiene a dirti personalmente grazie di avermi dato voce e luce. Un abbraccio fra le sbarre.

10/03/2014
Questa notte mi sono alzato per andare in bagno.
Poi, nonostante il freddo, ho spalancato la finestra e sono stato un bel pezzo con il viso incollato alle sbarre a scrutare il cielo e a domandarmi che ci sto ancora a fare in questo cazzo di mondo.

11/03/2014
Non è facile vivere sapendo che sarai di nuovo libero solo quando morirai.
Io ci provo, un po’ tutti i giorni e un po’ tutte le notti.

12/03/2014
Per l’esame di “Storia della filosofia medievale” ho studiato tutta la mattina Sant’Agostino, che palle!
Per lui Adamo ed Eva sono stati i primi delinquenti della storia e senza l’intervento della Grazia Divina anche tutti i loro discendenti sono condannati a essere colpevoli per sempre.
E l’uomo (buono o cattivo, non importa) è condannato all’eterno castigo per colpa del peccato originale, salvo che Dio decida di salvarlo concedendogli la grazia e la salvezza.
Sono più d’accordo con Pelagio che affermava che l’uomo si può salvare da solo facendo cose buone.

13/03/2014
Non è facile vivere sapendo che domani, dopodomani e il giorno dopo e tutti gli altri giorni, vivrai per marcire murato vivo senza speranza.
Io ci provo da ventitré anni.

14/03/2014
Ogni giorno mi tocca inventarmi e pensare come trascorrere la giornata.
E vivendo in pochi metri quadri, con delle sbarre dietro e un cancello davanti, non è facile.
Per fortuna ho dei libri da leggere e la penna per scrivere.

15/03/2013
Oggi studiando un libro di filosofia ho pensato che molti pensatori si sono spesso domandati dove andranno dopo la morte, ma pochi sono quelli che si chiedono dov’erano prima di nascere.

16/03/2014
Oggi ho ascoltato alla televisione un noto politico e una giornalista parlare di carcere ed ho notato l’uso cattivo mediatico e politico dei loro argomenti.
Ed ho pensato che non sempre le persone perbene sono migliori dei detenuti, spesso sono sicuramente peggiori.

17/03/2014
È brutto sapere di dover passare il resto della propria vita dietro le sbarre.
Per fortuna molti uomini ombra non ci pensano.
Io sì!
E ci penso tutte le mattine quando apro gli occhi.

18/03/2014
La prima cosa che faccio quando apro gli occhi il mattino guardo tra le sbarre della mia finestra per vedere s’è cambiato il panorama.
Appena vedo il solito muro di cinta davanti ai miei occhi sembra che rimango deluso, come se mi aspettavo di svegliarmi da un’altra parte.

19/03/2014
Ho parlato al telefono con i miei due nipotini della raccolta di figurine dei “Calciatori” e dei “Cucciolotti” che stiamo facendo insieme.
Io mi faccio mandare le figurine e poi a mia volta le mando a loro, così abbiamo un progetto in comune.
Nel frattempo mi sto facendo l’album anch’io sic!

20/03/2014
Il mondo del carcere mi sembra sempre di più un universo buio.
E confuso.
Cerco di vivere giorno per giorno ma incomincio a pensare che sia da pazzi non arrendersi al proprio destino.
Ci sono dei giorni che mi viene voglia di farlo, ma poi rimando tutto all’indomani e intanto passano gli anni e continuo a lottare.

21/03/2014
Ho scritto ad Alessandra:
(…) ieri ho incontrato Lino e mi ha dato il tuo dono.
E sei riuscita a strapparmi un sorriso.
L’ho subito nascosto dentro il mio cuore per non farmelo rubare dell’Assassino dei Sogni (il carcere come lo chiamo io) perché lui odia gli uomini ombra che riescono ancora a sorridere.
In questi giorni leggerò il libro, intanto ho ascoltato la tua voce e la tua musica un centinaio di volte.
Ti confido che ascoltandoti questa notte ho buttato fuori dalle sbarre della mia finestra tutto il dolore che aveva il mio cuore.
Ed ho cercato di convincermi che un giorno uscirò dalla mia tomba, perché fin quando ci saranno persone come te che daranno voce e luce alla mia ombra non smetterò mai di lottare per farcela.
Poi mi sono detto che se non sono riuscito a crescere i miei figli ce la farò con i miei nipotini.
E siccome non credo a Dio, questa notte l’ho giurato alla luna, come faceva Zanna Blu nelle sue avventure.
Nadia mi ha anche scritto che sabato sera hai fatto un concerto a Catania e che mi hai salutato e dedicato un brano, scatenando degli applausi.
E questa piccola grande cosa, insieme alla tua sensibilità, mi ha fatto capire che forse vale ancora la pena di vivere, lottare e vincere.
Il mio cuore ti abbraccia da cuore libero.
Ed io invece ti abbraccio fra le sbarre.

22/03/2014
A volte mi sento come se non esistessi perché non c’è più traccia di speranza dentro di me.
Quando s’invecchia in carcere, non cerchi più nulla.
E non perché non lo desideri, ma perché non hai più nulla da cercare.

 23/03/2014
Questa mattina mi sono svegliato con l’impressione di non essermi neppure addormentato.
E per tutto il giorno mi ha colpito una strana malinconia.
A volte il dolore di esistere senza speranza è così grande che cerco di vivere e morire alla giornata.

24/03/2014
Oggi pensavo che nonostante siano passati anni i funzionari del ministero non rispondono ancora alla richiesta di declassificazione, per poter essere detenuto nelle sezioni di media sicurezza.
Non c’è nulla da fare: i burocrati a furia di passare carte tendono a pensare di poter trattare con la stessa indifferenza anche le persone.

25/03/2014
L’altro giorno durante l’incontro del progetto “Scuola Carcere” uno studente mi ha chiesto cosa mi mancava di più della libertà.
Mi ha colto alla sprovvista e gli ho risposto d’istinto con quello che stavo pensando in quel momento:
Mi manca il vento, la pioggia, il sole, la luna, i fiori, gli alberi e i sorrisi dei miei due nipotini.

26/03/2014
Sono trascorsi ventitré anni da quando ero un uomo libero.
E a volte penso che siano passati alla velocità della luce.
Forse perché in carcere s’invecchia senza vivere.

27/03/2014
È difficile vivere in questo maledetto posto.
E in questa tomba senza vita, ma devo resistere.
Lo devo a tutte le persone che fuori continuano a volermi bene.

28/03/2014
Ho sempre paura che mi mettano nella mia tomba un altro cadavere.
Ed io ho bisogno della mia solitudine come dell’aria che respiro.
In carcere spesso ti senti in guerra.
Ed è una guerra sporca senza regole.
Non puoi vincere e lotti solo per continuare ad esistere.

29/03/2014
Oggi ho confortato il mio cuore per tutto il giorno.
E gli ho detto che presto aboliranno l’ergastolo ostativo.
Non mi piace mentire al mio cuore, ma lo faccio per il suo bene.

30/03/2014
Questa mattina mi sono alzato alle quattro.
Mi sono fatto il caffè.
Mi sono fatto quattro passi in cella.
Mi sono perso nei miei pensieri.
Ed ho parlato un po’ da solo.
Poi sono ritornato a letto a dormire.

31/03/2014
La fretta in carcere non esiste.
Sto aspettando da un paio di mesi una risposta che può cambiare la mia vita.
Non vorrei illudermi perché il mio cuore conosce bene lo sconforto che segue inevitabilmente le false speranze, ma non ci riesco.
E per combattere l’ansia, dopo dieci anni che avevo smesso, ho riniziato a fumare.

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