Diario Febbraio 2015

Diario Febbraio 2015


 

01/02/2015
È iniziato un altro mese, di attesa. Spero che lo stupido del mio cuore la smetta di crederci e mi lasci in pace, perché non ce la faccio più ad aspettare una risposta che non arriva mai.

02/02/2015
Su quanto è accaduto la scorsa settimana nel carcere di Padova ho scritto:
(…) Anch’io però sono di parte e vi chiedo di non credermi sulla parola perché in carcere è difficile, se non impossibile, scoprire la verità, forse perché anche questa deve rimanere prigioniera. Purtroppo, quando accadono questi brutti fatti a nessuno interessa la verità, perché probabilmente tutti i protagonisti dell’universo carcerario ne approfittano per avere dei vantaggi politici, mediatici e finanziari: le guardie, miglioramenti sindacali, le associazioni di volontariato, attenzione pubblica, le cooperative che lavorano in carcere, sgravi fiscali e urlare che il lavoro in prigione abbassa la recidiva, e ai giornali, dopo i brutti fatti di terrorismo di Parigi non gli sembra vero di mettere un titolo come questo (non ha importanza se la notizia sia o non sia vera) “Carcere di Padova, rivolta dei detenuti arabi al grido di Allah e Isis”. In carcere tutto fa brodo e dei detenuti non si butta via nulla neppure il cuore e il cervello. E la loro disperazione, sofferenza, rabbia e lacrime spesso serve ai “buoni” per avere un motivo per continuare a tenere i cattivi nelle nostre patrie galere (…).

03/02/2015
Oggi è il compleanno del mio nipotino più piccolo, Michael, e fra tre giorni quello di Lorenzo, il più grandicello. Compiono 7 e 9 anni, hanno proprio l’età dei miei figli quando li ho lasciati l’ultima volta. Oggi mi sarebbe tanto piaciuto essere con loro.
Ho mandato il mio cuore: lui, a differenza di me
, può andare dappertutto.

04/02/2015
Ho scritto a Tiziana, la mia correttrice di bozze, che mi ha commentato un romanzo inedito che ho scritto anni fa:
Ti confido che ci sono stati periodi, in particolare modo negli anni d’isolamento totale di quando ero detenuto nell’isola dell’Asinara, sottoposto al carcere duro, che quando aprivo gli occhi al mattino strappavo le pagine di quello che avevo scritto di notte. Pensandoci bene, forse i migliori romanzi li ho strappati. Poi una notte pensai che se volevo liberare fuori dalle sbarre della mia finestra almeno i miei pensieri, e continuare ad esistere al di là del muro di cinta, dovevo cambiare strategia. E decisi di non leggere più di giorno quello che scrivevo di notte e continuerò a non farlo, almeno fin quando non uscirò. Lo so, i miei romanzi sono discutibili, ma io non scrivo per ricevere complimenti o per convincere, ma per fare scattare dei dubbi nell’animo umano. (…) Io penso che sono anche il male che ho commesso e, se anche adesso non lo condivido più quel male, non posso nascondere che anche quel male era umano, forse anche più del bene che adesso c’è in me. Credo che sia superfluo analizzare quello che scrivo, ogni lettore lo farà per conto suo e se mi prenderò qualche antipatia pazienza. D’altronde non scrivo per difendere i cattivi o fare la morale ai buoni, desidero solo trasmettere la fragilità sia dei buoni che dei cattivi, sia che lavorino alla Fiat o che facciano i rapinatori. E continuo a pensare che si può uccidere in tanti modi, sia levando la vita ad un benzinaio sia negando una parola di conforto ad un prigioniero che poi s’impicca.

05/02/2015
Questa notte non riuscivo a prendere sonno e ho pensato che in carcere non puoi fare altro che lottare, ma non lo puoi fare con i pugni, i calci e i muscoli. Lo puoi fare solo con il cuore, forse per questo lui è più messo male di me.
E non vede l’ora di smettere di battermi nel petto.

06/02/2015
Oggi i miei pensieri mi hanno preso per mano e ho pensato che lotto da tanti anni per l’abolizione dell’ergastolo senza crederci.

07/02/2015
Sono stato tutto il giorno malinconico e felice, senza riuscire bene a capacitarmi né dell’una né dell’altra sensazione, forse perché oggi è il compleanno di mia figlia.

08/02/2015
Ho scritto a Francesca:
Grazie della tua adesione e del passaparola in rete sulla proposta di legge per l’abolizione dell’ergastolo. Mi scrivi “che non sai se servirà a cambiare la situazione”: non lo so neppure io, ma so che la tua solidarietà mi fa sentire meno solo a lottare contro la “Pena di Morte Viva” (così chiamiamo fra noi la pena dell’ergastolo) chiamata da Papa Francesco la “Pena di Morte Nascosta”. Grazie di cuore. E se vorrai leggere qualche mio libro ti consiglio di scegliere “Zanna Blu” quello a cui sono più affezionato, perché ci sono le fiabe che non ho mai potuto raccontare ai miei figli. Un sorriso fra le sbarre.

09/02/2015
Oggi pensavo che aspettare un giorno che non arriverà mai ti avvelena la vita e può condurre alla follia, ma vivere una vita senza speranza è una tortura.

10/02/2015
Ho scritto a Maria che gli ergastolani vivono in una realtà tutta diversa dagli altri detenuti perché un ergastolano deve scegliere tra la rassegnazione e la speranza. Io cerco di resistere tra l’una e l’altra, ma il mio cuore preferisce l’assurdità della speranza.

11/02/2015
Domani sosterrò l’esame di “Storia della filosofia morale” e ho studiato tutto il giorno e tutta la sera, fumando decine di sigarette. E a ogni colpo di tosse non ho potuto fare a meno di pensare che il fumo, anche se mi accorcerà la vita, mi ridurrà anche la mia pena.

12/02/2015
Ho sostenuto l’esame. Sono contento perché è andato bene.
Ho preso 30 e forse per premio mi prenderò un po’ di coccole da mia figlia.

13/02/2015
Oggi è venuto a trovarmi a colloquio il mio angelo e per 3 ore mi sono dimenticato della mia pena che non finisce mai.

14/02/2015
Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati, e ho scritto alla mia compagna che mi aspetta da ventiquattro anni:
“Tu hai messo il tuo cuore al posto del mio ed il mio nel tuo. Sei l’ultima persona a cui penso prima di addormentarmi”.

15/02/2015
Ho telefonato a mio figlio Mirko.
Non si stanca mai di chiedermi quando vado a casa.
Adesso incominciano a chiedermelo anche i miei due nipotini.
Ed io cambio sempre discorso.
Che altro posso fare?

16/02/2015
Durante il progetto “Scuola-carcere” ho risposto ad una domanda di una studentessa dicendo che l’ergastolano si chiede spesso perché deve continuare a vivere anziché farla finita, con una vita che tanto spesso è un inferno.
E ammazzarsi non è affatto una domanda, ma una risposta.

17/02/2015
Ci sono dei giorni come questi che mi sento smarrito.
L’unica cosa che fa sentire ancora vivi i detenuti è la speranza, ma c’è poco da sperare con un fine pena nel 9.999 sic!

18/02/2015
Oggi pensavo che il carcere mi ha sempre fatto paura perché ho sempre avuto terrore che mi facesse diventare più cattivo di quando sono entrato.
E ancora non so se c’è riuscito.
Spero di no, perché ero già abbastanza cattivo fuori.

19/02/2015
Oggi mi sono sentito tutto il giorno inerte e confuso.
Il mio cuore non ha potuto fare nulla per tirarmi su il morale.
E anch’io non ho potuto fare nulla per consolare lui.

20/02/2015
Credo che in carcere i detenuti con fine pena e gli ergastolani vivano in due mondi paralleli, perché i primi hanno una meta, un orizzonte e un calendario in cella.
L’ergastolano invece ha solo una tomba e una croce.
Io però penso che sono più fortunato degli altri miei compagni, perché ho tante persone al di là del muro di cinta che mi vogliono bene.

21/02/2015
Molti dicono che tutto cambia.
E affermano che anche le persone non sono mai le stesse.
Forse per questo oggi pensavo: se tutto cambia, come mai la pena dell’ergastolo è sempre la stessa?

22/02/2015
Ho scritto a Max:
Ti sembrerà strano ma non è facile rispondere alle tue domande, perché ogni carcere è uno stato a sé. E con regole e consuetudini proprie e un proprio regolamento interno. Poi dipende in quale circuito/regime sei sottoposto, che potrebbe essere 41 bis, AS1- AS2- AS3 o media sicurezza. A seconda dell’allocazione e del carcere dove sei sbattuto cambiano le modalità e la quantità dei colloqui, delle telefonate, dell’ora d’aria ecc. L’universo carcerario è difficile da spiegare, perché qui tutto è confuso. È un mondo all’incontrario, quello che è consentito oggi è vietato domani e quello che sarà permesso domani è proibito oggi. Credimi, è difficile capire il carcere se non ci vivi. E anche se ci vivi poi è difficile descriverlo, forse perché è impossibile spiegare il nulla. Ti posso solo confermare che la pena detentiva produce solo inutile sofferenza.

23/02/2015
Il mio cuore in passato ha affrontato il carcere sempre meglio di me, ma ultimamente sta perdendo colpi.
E adesso sta a me consolare lui, ma a sessant’anni non ho più argomenti per fargli forza.

24/02/2015
Oggi durante l’ora d’aria mi sono messo ad osservare i tatuaggi dei miei compagni.
Ed ho riflettuto che la vita dei detenuti si riconosce anche dai tatuaggi, perché quelli che ne hanno tanti vuol dire che non hanno avuto una vita piacevole.

25/02/2015
Ho deciso di preparare un altro esame, “Filosofia del linguaggio”.
A volte penso che studio molto forse solo per compensare tutto ciò che non ho potuto essere e che mai potrò diventare.

26/02/2015
Oggi mi sono messo a fantasticare con il mio cuore sul mio futuro.
E non c’è cosa più dolorosa di sognare un futuro che non hai e che non potrai mai più avere.

27/02/2015
Questa notte ho sognato lo stesso sogno che faccio spesso da ventiquattro anni: di trovarmi a correre a piedi nudi nella sabbia in una spiaggia.

28/02/2015
Oggi pensavo che forse gli ergastolani non tentano neppure più di scoprire dove hanno sbagliato, tanto non hanno più possibilità di rimediare.

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