Diario Aprile 2015

Diario Aprile 2015

1/04/2015
È iniziato un nuovo mese.
E fra pochi giorni sarà Pasqua.
Un’altra festività fra le sbarre, ma mi consolo pensando che questa è la prima che passo da ergastolano non ostativo ai benefici.

2/04/2015
Ho mandato gli auguri di “Buona Pasqua” ai miei due nipotini Michael e Lorenzo e mentre li scrivevo ho pensato ai miei figli e a tutti gli anni che mi sono perso con loro.
E adesso che non ho più l’ergastolo ostativo spero di rifarmi con i miei nipotini, ma non ho nessuna certezza perché il mio fine pena rimane al 9.999.

3/04/2015
Una mia amica mi ha mandato quello che ha scritto mia figlia sul suo profilo facebook dopo le nove ore che ho passato con lei fuori dalle mura del carcere, dopo ventiquattro anni di carcere: “Una giornata tutta con te… il nostro sogno che si avvera. Perché la speranza può anche morire, ma non mi sarei mai potuta rassegnare ad una vita lontano da te” e mi è scappata una bella lacrimuccia.

4/05/2015
Oggi durante l’ora d’aria mentre ero nel cortile a passeggiare e mi guardavo intorno ho pensato che il carcere è ritornato ad essere quello di una volta, un canile di difesa sociale per i cani ritenuti socialmente pericolosi, emarginati, indigenti e malati.

5/04/2015
Oggi è Pasqua.
Tutti i miei compagni sono andati a messa.
Io ho preferito rimanere in cella.
E mi sono sentito un po’ in colpa verso tutte le persone religiose che mi vogliono bene e che in questi anni tanto hanno pregato per me.
Non mi sono però sentito in colpa verso Dio perché so (se lui esiste) che lui mi vuole bene lo stesso perché la sua casa non è la chiesa ma il cuore degli uomini.
Ed io gli tengo sempre un posticino libero con la speranza che un giorno mi venga a trovare.

6/04/2015
Oggi non ho studiato e non ho scritto ma mi sono messo a giocare a carte con i miei compagni ed ho vinto a tutti i giochi.
E mi sono ricordato che proprio un prete mi aveva insegnato a giocare a carte quando avevo dieci anni ed ero in collegio.
Era un prete simpatico ed ho pensato che chissà se nell’aldilà gioca ancora a carte.
Spero un giorno d’incontrarlo per fare una partita a carte e dimostrargli che sono diventato più bravo di lui.

7/04/2015
Molte persone mi hanno scritto felici del mio permesso premio e ho risposto:
Nell’arco di questi ventiquattro anni per sopravvivere avevo imparato molte strategie mentali per stare nel mondo delle ombre. Ed ora mi sento un soldato felice perché è finita la guerra, ma disorientato perché non conosce più la pace. Ti assicuro però che ce la metterò tutta per ritornare nel mondo dei vivi. Lo so bene, c’è ancora da rimboccarsi le maniche, per me e per tutti gli uomini ombra prigionieri ancora nelle tenebre dell’Assassino dei Sogni, perché non sarò mai del tutto libero fin quando qualsiasi prigioniero non avrà un fine pena e un calendario in cella. Ti confido che faccio ancora fatica ad abituarmi alla speranza e alla felicità. Forse perché l’essere umano ha difficoltà per sua natura ad adattarsi ai cambiamenti. Ed una volta che il cuore e la testa si sono assuefatti al dolore riesce difficile e faticoso cambiare modo di essere e di pensare. Forse perché, come mi ha scritto una mia amica, è più probabile morire di gioia che di dolore.

8/04/2015
Mi hanno respinto la semilibertà perché non ho usufruito di numerosi permessi premio, come se fosse colpa mia che non sono uscito prima
.

9/04/2015
Ho pensato tutta la notte e tutto il giorno alla respinta della richiesta di semilibertà.
Ci sono rimasto male perché sarei uscito al mattino per rientrare alla sera in carcere, per lavorare presso la struttura Casa di Accoglienza il “Sogno di Maria” della Comunità Papa Giovanni XXIII (sostegno post scolastico e condivisione attività ricreative con bambini ed adulti con gravi handicap fisici e non vedenti) invece dopo ventiquattro anni i buoni vogliono continuare a tenermi ancora chiuso in una cella senza fare nulla.
Ora mi tocca cambiare tutti i miei sogni.
E sono stanco, tanto stanco.
E loro mi vengono a dire che è ancora presto.
Non hanno idea da quanti anni e anni, giorni e notti, sto aspettando di iniziare a scontare la mia pena in modo utile per la società.
Pazienza!
Ancora altri giorni e giorni, altre notti e notti ad aspettare, per fortuna almeno potrò uscire ogni tanto in permesso premio.

10/04/2015
Ormai è ufficiale, molti miei compagni saranno deportati e gettati, come spazzatura umana, in altri carceri d’Italia perché nel carcere di Padova sarà chiusa la sezione di alta sicurezza.
Mi ha colpito la loro poco voglia di lottare e penso che l’Assassino dei Sogni lo fa apposta perché più un prigioniero è messo male e meno problemi produce. Probabilmente sa che se tu metti una persona nelle condizioni di poter solo sopravvivere è difficile che poi possa pensare a qualche cos’altro.

11/04/2015
Spesso si vuole che il detenuto, in quanto prigioniero, debba accettare qualsiasi restrizione, anche quelle prive di ragionevolezza e chi non le accetta non può fare altro che soffrire, ma io sono convinto che è pur sempre meglio soffrire che non fare nulla, perché accettare in silenzio qualsiasi tipo di restrizione non necessaria si rischia che il detenuto sarà sempre e soltanto quello che il carcere lo farà essere.

12/04/2015
Un compagno ergastolano mi ha scritto e le sue parole mi hanno fatto piacere:

Caro Carmelo, sono felice del permesso, ma la mia più grande felicità era se uscivi in semilibertà.
Hai dato la speranza a molti ergastolani. E sei stato l’unico che hai dato voce a tutti noi.

13/04/2015
Quando avevo l’ergastolo ostativo ho sempre lottato e sognato perché non avevo altro da fare per continuare a vivere, ora che ho iniziato a uscire in permesso premio ho anche la speranza di tentare di realizzare qualche sogno che mi è ancora rimasto.

14/04/2015
Oggi sono arrivate nella mia cella e nel mio cuore queste belle parole di Tiziana e per alcuni attimi mi hanno fatto dimenticare la mia disperazione, solitudine e amarezza di una vita buttata via:

(…)Sai Carmelo, penso che chi ha vissuto profonde lacerazioni nelle relazioni personali sia molto più capace di un perdono profondo di chi si limita a giudicare gli altri a partire dai propri pregiudizi. Io credo che, purtroppo, ci siano molte persone che vivono inseguendo un bisogno di vendetta che non porta a nessuna vera soddisfazione ma che, anzi, si autoalimenta fino a soffocare.
…E questo rancore, forse, è più da questa parte delle sbarre che là dentro (…)

15/04/2015
Spesso durante il giorno vado a fumarmi una sigaretta nel finestrone del corridoio e osservo il muro di cinta, come un animale che cerca una via di uscita.
Penso che se mi avessero concesso la semilibertà avrei potuto tentare di rimediare qualcosa della mia vita.
Poi chiudo gli occhi e mi sforzo di pensare che ho dei buoni motivi per continuare a lottare. E soffio il fumo della sigaretta contro il cielo.

16/04/2015
Oggi ho ricevuto una lettera che mi ha fatto particolarmente piacere e ho risposto:
Caro Luca, le tue parole mi hanno molto colpito, ma mi ha stupito soprattutto l’orario che le hai scritte, alle 2.17 di notte. È bello sapere che uno sconosciuto aldilà del muro di cinta pensa ad un prigioniero durante la notte e trova il tempo per scrivergli. Luca, pur sepolto fra bare e cemento mi hai fatto sentire meno solo. Grazie di e con il cuore. Ti mando un sorriso fra le sbarre.

17/04/2015
In carcere si ha la sensazione che il tempo non passi mai e da quando sono andato in permesso mi sembra che trascorra ancora più piano, forse perché non vedo l’ora di uscire di nuovo.

18/04/2015
Da casa mi hanno mandato le foto dei miei due nipotini e mi sono meravigliato di come stanno crescendo.
Non trovo pace che, come è accaduto con i miei figli, non li sto vedendo crescere.
Non posso fare nulla, ma proprio niente, perché ormai da tanti anni sono schiavo della mia pena.

19/04/2015
Da quando non ho più l’ergastolo ostativo ho iniziato a fantasticare sul mio futuro e provo una strana sensazione di serenità e paura.
Ed ho il terrore che non sarò all’altezza di ritornare nel mondo dei vivi perché incredibilmente quello delle ombre mi sembra più piccolo e accogliente.

20/04/2015
Oggi riflettevo che, con tutto quello che ho da fare fuori per tentare di rientrare di nuovo nella società e nella famiglia, questo mi sembra tempo perso. Credo che ci sia un tempo utile, ma poi c’è solo un tempo perso, perché se uno cambia deve avere poi l’opportunità di realizzare il proprio cambiamento.

21/04/2015
La rottamazione della sezione di “Alta Sicurezza 1” del carcere di Padova è iniziata. E l’altro giorno Giuseppe è stato il primo ad essere trasferito. Lo immaginavo che sarebbe stato nella lista di quelli che non sarebbero stati declassificati, perché il prigioniero che non abbassa la testa, che non accetta ricatti o contesta politicamente o individualmente, o che vuole scontare la sua pena in modo dignitoso e costruttivo, nelle “deportazioni” viene sempre messo nella “lista rossa” dai funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario. Questa è la regola perché per alcuni burocrati il carcere non deve educare, deve solo punire, deve servire da esempio agli altri, perché il detenuto che reclama, a torto o a ragione, è un nemico.

22/04/2015
In carcere le cose non sono mai come sembrano, perché la disperazione, la solitudine e l’amarezza per un detenuto sono molto più profonde.
E oggi sono stato tutto il giorno disteso sulla branda a soffiare il fumo della sigaretta verso il soffitto.

23/04/2015
Oggi ho telefonato a casa e proprio quando la mia compagna mi stava facendo qualche coccola s’è interrotta la telefonata perché erano scaduti i dieci minuti, ed è stato come se mi girassero un coltello nel cuore. Non capirò mai perché l’Assassino dei Sogni ha così paura dell’amore dei suoi prigionieri.

24/04/2015
Oggi è il compleanno di mio figlio.
Compie trentuno anni e non posso non pensare, con dolore e senso di colpa, che l’ho lasciato che ne aveva sette.
Lo amo tanto anche perché non sono riuscito ad amarlo come avrei voluto.

25/04/2015
Ho letto che un altro detenuto s’è tolto la vita.
Ed ho pensato che in carcere a volte è più importante morire che vivere per mettere fine allo schifo che hai intorno.
Purtroppo spesso in prigione la vita è un lusso che non ti puoi permettere e per smettere di soffrire non puoi fare altro che arrenderti.

26/04/2015
Oggi il mio cuore mi ha fatto notare che adesso che mi sento di nuovo vivo la galera mi pesa di più, ma è bello soffrire e desiderare di nuovo la libertà.

27/04/2015
In questi giorni sto pensando di scrivere un nuovo libro.
È difficile in carcere vivere la vita che vorremmo, ma nessuno ti può impedire di sognarla ed io la sogno di notte e la scrivo di giorno.

28/04/2015
Ho sempre desiderato che il mio cuore mi vedesse migliore di quanto non sia in realtà, ed io oggi pensavo che purtroppo non riesco ad accontentarlo.

29/04/2015
Oggi era una bella giornata e sono andato al campo sportivo.
In carcere si cammina sempre sull’asfalto, sul cemento o suoi pavimenti e quando vado al campo e cammino piacevolmente sull’erba i miei piedi gridano di felicità.

30/04/2015
Ho fatto l’esame di “Sociologia della devianza” e ho preso trenta, poi sono corso a colloquio dal mio angelo, Nadia, per dirglielo subito.

 

 

 

 

 

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