Diario Settembre 2015

 Diario  Settembre 2015

 

1/09/2015
Sono preoccupato per il mio compagno Roverto, ed ho scritto questo appello:

APPELLO per Roverto Cobertera in sciopero della fame e della parola
Voi mi odiate, io per dispetto vi amo tutti. (Scritta su un muro dell’ex ospedale psichiatrico di Sassari)


Vi ricordate di Roverto Cobertera, l’uomo di colore con doppia cittadinanza domenicana e statunitense, condannato all’ergastolo che tempo fa aveva iniziato uno sciopero della fame per gridare la sua innocenza? Vi ricordate che dopo due ricoveri in ospedale, l’appello del Presidente della Camera dei Deputati e della Redazione di “Ristretti Orizzonti” e l’importante novità della ritrattazione del suo accusatore, e reo confesso di quell’omicidio, aveva interrotto il digiuno?
Ebbene Roverto non ce la fa più ad aspettare i tempi lunghi della giustizia italiana per la revisione del suo processo. E ha deciso di iniziare un nuovo sciopero della fame e questa volta anche della parola (sta comunicando solo con carta e penna).
Ho tentato con tutte le mie forze di convincerlo a desistere da questo nuovo digiuno, ma incredibilmente è stato lui a convincere me che non ha nessun’altra scelta. Prima d’iniziare la sua protesta mi aveva scritto:
Caro Carmelo, scusami di non essere potuto scendere al campo, mi sento un po’ giù di morale. Mi sto sforzando di mettere le idee in ordine per prepararmi psicologicamente per lo sciopero della fame. Non sento nessun tipo di emozione per il risultato dell’interrogatorio, perché io so come sono andate le cose. E lo sa anche la procura che ha condotto l’indagine. Trovo vergognoso dover parlare ancora di questa vergogna che non provano questi magistrati convinti di essere Dio. Non provo rabbia per questo sistema nazista e fascista, ma con me stesso, per essere venuto a cadere in questo sistema medievale. Ricevi un forte abbraccio.
Oggi ho ricevuto un altro suo biglietto:
Caro Carmelo, fin quando non sarà riconosciuta la mia innocenza non mangerò e non parlerò più. Questo mondo non mi vuole ed io non voglio più lui. Per dimostrare la mia innocenza sono pronto a lasciarmi morire di fame. E credo che non ci sia nulla di più bello nella vita che morire per dimostrare la propria innocenza.
Che posso fare per Roverto Cobertera? Nulla! Forse però potete fare qualcosa voi. E lancio questo appello a Papa Francesco, al Presidente della Repubblica, alla magistratura italiana e alla società civile, perché qualcuno si attivi per dare voce e luce a un povero negro condannato innocentemente, in Italia “culla” del Diritto.

2/09/2015
Quando sento alla televisioni certi politici parlare di carcere e di giustizia penso che molti di loro vedono in noi solo tutto il male che abbiamo fatto e non il bene che potremmo fare se fossimo trattati con più umanità.

3/09/2015
Oggi pensavo che ho vissuto così tanto tempo senza speranza che a volte mi viene difficile pensare che adesso non ho più l’ergastolo ostativo e posso sperare un giorno di morire da uomo libero.

E sto cercando di sforzarmi a riavvicinarmi al mondo e a immaginarmi una nuova vita.

4/09/2015
Oggi a una volontaria che ci viene a trovare al Polo Universitario ho detto che il carcere si può raccontare ma viverlo è tutto un’altra cosa.
E che la pena dell’ergastolo è soltanto una pena di morte che non si ha il coraggio di applicare.

5/09/2015
Questa notte non riuscivo a prendere sonno e mi sono guardato le fotografie che ho fatto nell’ultimo permesso che mi hanno dato per il mio compleanno.
Ho notato che in tutte le fotografie sorridevo ma i miei occhi non esprimevano gioia.
E dato che penso che la tristezza si veda dagli occhi, probabilmente in quei giorni ero felice, ma mi sentivo infelice perché mi sentivo in un altro mondo che non riconoscevo più e che un po’ mi faceva paura.

6/09/2015
Oggi è stato difficile arrivare in fondo alla giornata ed è stato ancora più complicato arrivare a fare mattina perché non ho chiuso occhio tutta la notte.

7/09/2015
Ho finito di leggere un altro libro.
La lettura mi trasmette forza e speranza perché quando leggi non alleni sono la mente, ma stimoli anche il cuore.

8/09/2015
Oggi ho detto a un mio compagno che il mondo è spietato tra le mura di una prigione, e anche complicato, perché se lotti contro l’Assassino dei Sogni sei matto e se non lo fai sei furbo.

9/09/2015
Oggi una guardia mi ha sorpreso a parlare a voce alta da solo. E mi sono giustificato che stando in carcere è un'abitudine che si prende facilmente, quella di discutere con le sbarre e le pareti della propria cella.

10/09/2015
Ho letto che un altro prigioniero s’è tolto la vita, ho pensato che un detenuto spesso deve decidere se vivere o morire.
E non è certo facile vivere quando la tua libertà dipende dalla tua morte.

11/09/2015
Sto pensando in questi ultimi giorni di iniziare a scrivere un nuovo libro.
Ci sono detenuti che non hanno voglia di morire, ma neppure di vivere e allora scelgono di sopravvivere, io preferisco scrivere perché leggere mi fa emozionare, ma scrivere invece mi fa esistere.

12/09/2015
In questi giorni sta facendo discutere la conferma della sentenza di assoluzione definitiva di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sul delitto di Meredith Kercher da parte dei giudici della Corte di Cassazione. Sta facendo soprattutto discutere la motivazione che arriva a parlare di “amnesie investigative” e di “colpevoli omissioni”. E sto pensando a Roverto Cobertera che è stato condannato innocentemente (a volte capita) alla pena dell’ergastolo per un delitto che non ha commesso e per tentare di dimostrare la sua innocenza da settimane sta affrontando un digiuno a oltranza, perché non può fare altro che morire di fame e ha scelto anche di non parlare più, tanto nessuno lo ascolta.

13/09/2015
Oggi mi è arrivato un biglietto di Roverto che mi ha commosso (a volte capita anche ai cattivi come me):
Carmelo, penso che ne ho ancora per poco, non riesco a muovermi come i primi giorni. Mi sento sempre più stanco. Mi fanno male i muscoli. Mi si addormentano le gambe. Riesco appena a leggere qualche riga e poi mi viene sonnolenza, ma la mia anima è ancora più forte di quando ho iniziato lo sciopero della fame. E mi sento abbastanza debole da essere forte. Non cederò fin quando non sarà riconosciuta la mia innocenza. Carmelo, ti confido che non ho neppure più la forza di avere fame. Ormai ho solo la forza di non aver paura di morire.

14/09/2015
Oggi ho incontrato Roverto.
L’ho guardato negli occhi e mi sono accorto dal suo sguardo che sta andando nel nulla.
E penso che presto se nessuno fa qualcosa non avrà più la forza di tornare indietro.

15/09/2015
Una studentessa, a cui avevo confidato le mie “paure” di ritornare nel mondo dei vivi, mi ha risposto:
La mia esperienza è molto più limitata della tua, ma la mia impressione è che la paura in questi casi sia un buon segno. Non avresti paura se non fossi consapevole di avere un importante ed enorme passo da fare. Gli antichi greci dicevano che un soldato che non ha paura prima di una grande battaglia è un pazzo. I coraggiosi hanno paura. Ma a differenza dei codardi non lasciano che la paura li fermi. La vivono e vanno in battaglia con lei, perché li aiuterà a essere cauti quando serve. La tua è una avventura importante. E tu sei coraggioso (lo so perché 24 anni fa hai fatto una scelta coraggiosa e tutte le tue azioni successive di cui ho conoscenza mostrano che non ti sei mai tirato indietro). Quindi non posso che sorridere con ottimismo pensando al tuo futuro e alle strade che stai aprendo per tante persone. Sei una fonte di ispirazione per molti. Me inclusa.

16/09/2015
Roverto sta morendo, ormai è l’ombra di se stesso. Non ha più forza, né energia, né rabbia. E mi domando se fuori, nel mondo dei vivi, c’è qualcuno che possa fare qualcosa per salvargli la vita.
Non credo, a chi interessa la vita di un “povero negro”, oltretutto con il coraggio di dichiararsi colpevole di essere innocente? Per questo gli ho proposto di prendere il suo posto proseguendo io il suo sciopero della fame. Spero che Roverto accetti, ma non credo, perché mi ha confidato che vuole morire da innocente piuttosto che vivere da colpevole, perché forse solo con la sua morte i suoi giudici crederanno alla sua innocenza.
 

17/09/2015
Mi hanno fissato per il 21 settembre l’ultimo esame che mi è rimasto,“Storia della Filosofia antica” e sto facendo un ripasso veloce su Aristotele e la sua metafisica.
Questa mattina mi sono svegliato alle cinque, perché come al solito non mi sento pronto sic!

18/09/2015
Ho ricevuto questa lettera di Roverto, che cerca di tranquillizzarmi, ma invece mi ha fatto ancora di più preoccupare perché nelle sue parole ci ho trovato la lucidità di chi non ha più voglia di vivere:
Mio caro Carmelo, spero che al ricevimento della mia lettera ti trovi bene, come anche tutta la tua bella famiglia. Io sto bene, entro le mie possibilità, ho perso 8 kg e mezzo. Mi sento ancora forte e sereno, sto aspettando ancora un po’ per chiedere la relazione medica e dopo te la spedisco. Credimi c’è una cosa più forte dentro di me, che non so cosa sia, ma mi fa andare avanti. So che non sei credente, ma noi siamo stati fortunati nella vita. Il problema è che non ci siamo resi conto, c’è qualcosa di superiore dentro di noi che ci sta vicino, i momenti della felicità nella vita sono piccolissimi, quasi come un atomo e per questo quando arrivano dobbiamo goderceli, perché i periodi della sofferenza sono tanti e lunghi. So che tu hai sofferto tanto, però anche se sei dietro le sbarre hai visto crescere i tuoi bei due figli e anche i tuoi nipotini.
C’è qualcosa che noi non vediamo, però esiste.Quando ho intrapreso questa decisione sono stato sicuro di quello che volevo, anche se non ci sarà alcun risultato, almeno vorrei essere un esempio per alcune persone, per fargli capire che nella vita bisogna lottare, come fai tu. Ricordo una frase, me l’hai detta tanto tempo fa, che nella vita bisogna amare, senza aspettare di essere ricambiato: io voglio lottare anche se non ottengo niente in cambio. So che esiste un’altra vita migliore di questa. Sai che ti voglio bene. Un forte abbraccio a Nadia e salutami anche Don Antonio. Tuo caro amico Roverto Cobertera

19/09/2015
Sono contento che per sostenere Roverto con tutti i componenti della redazione di Ristretti Orizzonti abbiamo deciso che il 30 settembre prossimo faremo uno sciopero della fame, perché vogliamo che lui continui a vivere.

20/09/2015
Ho iniziato a scrivere una nuova avventura di Zanna Blu e l’ho dedicata a chi si toglie la vita in carcere, perché spesso un prigioniero nelle carceri italiane deve decidere se vivere o morire. E non è certo facile vivere quando la tua libertà dipende dalla tua morte.

 

21/09/2015
Oggi ho fatto l’esame di “Storia della Filosofia antica” e ho preso 30 e lode. Il mio angelo ha riso a crepapelle perché è tutto il corso universitario che rincorro la lode e l’ho ottenuta all’ultimo esame!  Mi sono tolto questa soddisfazione, anche se Aristotele mi ha fatto penare, e ora mi posso dedicare alla tesi

 

 
 

22/09/2015
Una detenuta dal carcere di Bergamo mi ha scritto che tra loro c’è un bimbo di undici mesi con la sua mamma.
Ed ho provato tanta tenerezza e pena per quel bambino che imparerà a camminare fra sbarre e cemento.

23/09/2015
Ho ricevuto queste belle parole da Susanna Schimperna, che rispecchiano il mio attuale stato d’animo:
È vero che vedere la luce per un attimo è peggiore che stare nel buio costantemente. È vero che vivere nel paradiso per un po’ rende peggiore l’inferno che già prima sembrava non potesse essere peggiore.

24/09/2015
Dal carcere di Voghera un compagno ergastolano mi ha scritto:
Qui abbiamo fatto un passo indietro dopo la partenza della vecchia direttrice (…). Oggi stesso hanno montato nuove telecamere dappertutto nelle sezioni corridoio. Restrizione alle telefonate. In tre ci siamo beccati una sanzione disciplinare, le riteniamo assolutamente illegittime e abbiamo subito fatto ricorso al magistrato di sorveglianza di Pavia. Dopo 24 anni di carcere ancora devo difendermi dall’ottusità, dalle provocazioni, dalle vessazioni. Si è creato un gruppo che ci ha riportato indietro di anni ed io non ho più la forza di ricominciare a lottare da capo.

25/09/2015
Sto aspettando con ansia che mi arriva il nuovo permesso.
E questa notte fumando l’ennesima sigaretta fra le sbarre della mia finestra mi sono ricordato che in tutti questi anni ho sempre sognato di tornare liberto anche per un solo giorno.

Forse perché m’illudevo che un solo giorno mi sarebbe bastato.
Mi sbagliavo perché la libertà, la felicità e l’amore non bastano mai, specialmente a un prigioniero.

26/09/2015
Leggendo l’articolo di un noto giornalista contrario all’abolizione dell’ergastolo ostativo, oggi pensavo che certe persone sono cattive perché non ne possono fare a meno o, peggio ancora, non hanno la forza di essere buoni.

27/09/2015
Oggi ho confidato a un mio compagno, che si lamentava che ormai da tanti anni i detenuti hanno rinunciato a lottare per migliorare la loro vita da prigionieri, che l’Assassino dei Sogni ci ha condizionato per arrivare solo a ubbidire e non più a pensare.

28/09/2015
Dal carcere di Sulmona mi ha scritto Giuseppe Zagari:
-Caro Carmelo, il tuo ricordo è sempre vivo e vegeto nel mio pensiero. Qui si sta come le piante dentro la serra, si mangia si beve e si vegeta e quando capita non si dorme neppure la notte. È inutile che io ti racconti di come funziona questo istituto perché tu ci sei già passato, perciò non voglio sprecare inchiostro nel descriverti le brutture e la mancanza totale di coerenza di chi gestisce questo lager. Mi trovo qui a scriverti e ti giuro che non so cosa raccontarti, il tempo passa ed io non riesco ad avere un punto di riferimento dove poterti raccontare: sai ieri ho fatto questo o quello… Mi manca un ricordo perché tutti i giorni sono uguali e tutti quanti identici, come una lancetta di orologio che conta le ore facendo sempre la stessa rotazione. Dimmi Carmelo: come cazzo fa un orologio a darci il tempo quando questo tempo rimane perpetuamente senza tempo?
Sembra un paradosso ma i nostri giorni assomigliano tantissimo a quella lancetta che scandisce le ore senza arrivare mai ad una meta e quindi girando sempre finché un giorno il meccanismo si ferma senza lasciare traccia, ecco cosa siamo diventati noi: una carcassa di un vecchio orologio senza tempo e senza ricordi. Carmelo, scusa se ti scrivo le stupidaggini che mi passano in testa, ma mi devo inventare qualcosa per comunicare con te e non ho trovato di meglio che raccontarti dell’orologio. Ricordati che ti voglio tanto bene. Ti abbraccio caramente.

29/09/2015
Il mio cuore è in festa perché mi è arrivato un altro permesso:
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Il detenuto uscirà dalla casa di Reclusione di Padova alle ore 9.00 del 2 ottobre e vi farà rientro alle ore 20.00 del giorno 10 ottobre 2015. Fruirà il permesso presso la Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa di Accoglienza “Il Sogno di Maria”, sito in Bevagna (Perugia) dove lo raggiungeranno i propri familiari e la propria compagna. Fruirà del permesso in regime di detenzione domiciliare, salvo poter uscire, in alcun giorno di permesso, dalle ore 9,00 alle ore 13.00; nei giorni 3 e 4 ottobre,giornate dedicate alle celebrazioni della festa di San Francesco (4 ottobre), anche dalle ore 16.00 alle 20.00 per recarsi ad Assisi.

30/09/2015
Normalmente sono gli altri che fanno da postino a me fra il fuori e il dentro (specialmente il mio Diavolo Custode), questa volta però sono stato io a portare questa lettera di Agnese Moro a Roverto Cobertera.
Dopo averla letta il mio compagno s’è commosso ed io l’ho giustificato dicendogli che era colpa dei morsi della fame, tacendogli che era capitato anche a me, perché per il mio cuore Agnese è veramente una donna speciale.
-Caro Roverto, grazie per il tuo biglietto che mi ha fatto tanto piacere. Ti vorrei fare una preghiera: sospendi lo sciopero della fame. Dobbiamo vederci e parlare un po’, mi farebbe tanto piacere e questa volta mi farò avanti io. Ma se ti lasci morire non sarà possibile. Posso un po’ immaginare il dolore in cui vivi, ma tutto può cambiare. Hai visto che anche la situazione di Carmelo sta cambiando? Bisogna avere un po’ di fiducia e seguitare a sperare, anche se è difficile.
Vedrai che qualcosa cambierà. Intanto ti abbraccio, e coraggio! Provaci. Agnese Moro.

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