Diario Marzo 2016

Diario Marzo 2016

1/03/2016
A sessant’anni suonati ti viene voglia di fare dei bilanci, ma non è per nulla facile quando pensi che in tutta la tua vita hai fatto trentacinque anni di carcere.
E venticinque anni ininterrottamente.

2/03/2016
Per ammazzare il tempo, in attesa che il tempo ammazzi me, sto continuando a scrivere il mio ultimo romanzo. Scrivere è stato molto importante per me, perché mi ha aiutato a conoscermi.
Spero che sia altrettanto importante anche per chi mi legge.

3/03/2016
Oggi pensavo che ormai è da tantissimi anni che scrivo giorno dopo giorno questo diario, per far sapere cosa pensa e come vive in carcere un ergastolano.
E mi sono chiesto se un giorno smetterò.
Spero di sì.
E mi auguro che non avvenga nel 9.999, come ho scritto nel mio certificato di detenzione.

4/03/2016
In questi giorni leggendo i giornali mi hanno colpito alcune dichiarazioni di politici e uomini di Istituzioni rilasciate per l'inaugurazione del nuovo carcere di Rovigo, vissuta un po' come una festa: “(…) con soddisfazione, ha esordito con un eloquente “ce l’abbiamo fatta." (…) Ieri a Rovigo è stato il giorno della festa. (…) È stato un grande segnale di civiltà. Ma servono inasprimento e certezza delle pene: questo ci chiedono i cittadini." (Il Gazzettino, 1 Marzo 2016)
Io credo che ci sia poco da festeggiare per l'apertura di una nuova prigione, perché nel nostro Paese il carcere produce, nella stragrande maggioranza dei casi, nuova criminalità.

5/03/2016
Penso che in carcere non vivi, ma vieni vissuto.
Forse per questo l’esistenza in prigione ti sembra vuota e senza scopo.
E vieni risucchiato in un pozzo nero dove non è più possi
bile vedere nessuna luce.

6/03/2016
Oggi pensavo che non posso fare nulla per cambiare il mio passato, ma posso fare qualcosa per cambiare il mio futuro.
E io ci proverò con tutta la mia energia e il mio amore.

7/03/2016
Oggi, mentre finivo di scrivere l’ultimo capitolo del mio libro, pensavo che puoi mentire a te stesso e agli altri, ma non lo puoi fare quando scrivi.
La scrittura mi ha aiutato a tirare fuori le emozioni e i pensieri.
E mi ha stimolato ad aprirmi al mondo.
Adesso spero che il mondo si apra a me.

8/03/2016
Oggi durante un incontro con gli studenti ho detto che quando sei condannato all’ergastolo spesso non vedi nessuna differenza fra la vita e la morte, perché è difficile trovare un motivo per vivere.
Spero che un giorno non lontano gli uomini non condannino più nessuno a essere colpevole e cattivo per sempre, perché tutti dovrebbero avere una seconda possibilità.

9/03/2016
In certi momenti penso che sono ancora un bambino, forse perché ho paura di crescere.
Eppure ci devo provare, perché non serve a nulla guardarsi indietro, bisogna solo guardare avanti.

10/03/2016
Oggi pensavo che le mura di un carcere ti proteggono, ma ti escludono dalla vita.
E poi col passare degli anni non sai più cosa sei.

11/03/2016
In carcere non hai possibilità di scelta: o vivi o sopravvivi, ma è difficile vivere se sai che sarai incatenato per tutta la vita e che non uscirai più dal carcere perché la tua libertà è perduta per sempre.

12/03/2016
Oggi pensavo che non avrò mai una vita migliore finché non smetterò di sognare e non mi darò da fare per realizzarla.

13/03/2016
Oggi mi hanno fatto arrabbiare, perché spesso in carcere in nome della sicurezza si tocca il fondo della stupidità umana.
E le varie restrizioni che s’inventano producono rabbia e odio verso le persone che rappresentano le istituzioni.
In carcere purtroppo si commettono molti reati in nome della legge, o dietro lo scudo della legge.

14/03/2016
Hanno respinto l’ennesima richiesta di permesso a un mio compagno e lui c’è rimasto molto male.
Penso che un magistrato di sorveglianza che concede molti permessi premio o pene alternative ha meno probabilità di sbagliare di chi ne concede con il contagocce.

15/03/2016
A volte penso che per un ergastolano l’inferno dell’aldilà sia più inoffensivo di quello che sconta sulla terra.

16/03/2016

Il carcere mi ha sempre fatto una paura del diavolo, eppure, maledizione, ci ho passato quasi tutta la mia vita.

17/03/2016
Oggi pensavo che nella mia vita sono riuscito a realizzare pochi sogni, ma sono riuscito a realizzare il sogno più bello: quello di avere due meravigliosi figli.

18/03/2016
A volte penso che è rimasto ben poco dentro di me perché l’Assassino dei Sogni si è mangiato tutto il mio cuore.

19/03/2016
Un altro detenuto si è tolto la vita e io penso che molti prigionieri si suicidino perché pensano che quella è la loro unica via di scampo per uscire dal carcere e dalla vita.

20/03/2016
Il mio ultimo libro “Gli ergastolani senza scampo” scritto con il professore costituzionalista Andrea Pugiotto sta facendo molto discutere e parlare.
E sono contento delle attenzioni che questo libro sta avendo, perché mi auguro che possa servire a sensibilizzare l’opinione pubblica.

21/03/2016
Anna Buono, dopo aver letto il mio ultimo libro “Gli ergastolani senza scampo” mi ha scritto queste parole, che mi hanno fatto particolarmente piacere:
-
Quello che scrivi… come sempre strazia l’anima… spero che ci possa essere per te un futuro un po’ migliore. Lo vorrei con tutte le mie forze.

22/03/2016
Mi hanno concesso un breve permesso per Pasqua, da passare a casa di mio figlio e non sto dalla gioia di trascorrere qualche giorno insieme ai miei due nipotini e al loro cane che si chiama “Romeo”.

23/03/2016
Sto pensando di sfruttare questi pochi giorni che sarò a casa di mio figlio per finire di scrivere, con i miei nipotini, il seguito del libro “Le nuove avventure di Zanna Blu”.
Spero di riuscire a riunirli intorno al tavolo, per fargli finire di scrivere la loro parte, perché mi piacerebbe tanto pubblicare un libro scritto insieme ai miei nipotini.

24/03/2016
Chissà se questa notte riuscirò a dormire.
Domani uscirò dal carcere e dormirò per la prima volta a casa di mio figlio e con i miei due nipotini.
Non sto nella pelle dalla felicità.
Spero solo che al mio cuore non venga un colpo dalla gioia e smetta di battere.

 

 

 

25/03/2016
Oggi sono arrivato in casa di mio figlio e, circondato dall’affetto di tutti i miei familiari, mi sono scrollato di dosso 25 anni di sofferenza.
E ho pensato che valeva la pena sopravvivere a tanto dolore per essere così felice.

26/03/2016
Ho giocato tutto il giorno con i miei nipotini e mi è sembrato un po’ di ritornare bambino.
Poche volte mi sono sentito così felice ma anche tanto stanco perché i miei due nipotini sono due terremoti… o forse sono io che sono invecchiato, sic!

27/03/2016
Finalmente, dopo venticinque anni, ho passato la festività di Pasqua da uomo libero.
A tavola avrei voluto comunicare tante cose ai miei familiari e dire tante cose carine a ciascuno di loro, pensieri che ho tenuto nascosti in questi anni; invece sono riuscito a dire poco. Ma credo che per me abbiano parlato i miei occhi ed il mio cuore.

28/03/2016
Oggi mio figlio mi ha portato a vedere la partita di pallone del mio nipotino Lorenzo. Ho fatto il tifo per lui e gli ho portato fortuna perché la sua squadra ha vinto.
Poi, con orgoglio, mi ha presentato ai suoi amici come se fossi una persona importante e, per la prima volta, mi sono sentito un nonno felice.
Gli altri bambini mi guardavano con curiosità e, davanti a quegli occhi, mi sono emozionato perché mi hanno ricordato i miei quando ero bambino, quando ero buono e innocente.

29/03/2016
Oggi io e mia figlia siamo usciti da casa da soli.
Mi ha portato a prendere un gelato.
Abbiamo passeggiato per la strada mano nella mano e mi sono sentito l’uomo più felice della terra.
Senza di lei e senza mio figlio non ce l’avrei mai fatta.
In questi venticinque anni di carcere ogni giorno e ogni notte non ho mai smesso di pensare a loro: il mio cuore non li ha mai lasciati.

30/03/2016
Oggi sono stato all’Università di Perugia a presentare il mio ultimo libro “Gli ergastolani senza scampo” (scritto con il prof. Andrea Pugiotto, costituzionalista, e il prof. Davide Galliani) insieme ai proff. Stefano Anastasia e Carlo Fiorio. Eravamo riuniti nella stessa sala dove mi sono laureato.
Ho parlato davanti agli studenti della facoltà di giurisprudenza e mi sono commosso perché, per la prima volta, mi sono sentito accolto e accettato dalla società che mi aveva maledetto e condannato ad essere cattivo e colpevole per sempre.

31/03/2016
Domani rientro in carcere.
Sono triste ma sereno perché ho il cuore e la mente pieni delle emozioni che ho provato in questi giorni.
Penso che queste emozioni mi aiuteranno a continuare a lottare per sperare un giorno di diventare un uomo libero.
Non so se ci riuscirò, ma una cosa è certa: non smetterò mai di lottare per farcela.

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