Diario Maggio 2016

Diario Maggio 2016

 

1/05/2016
Ho detto a un mio compagno, che si lamentava di tutto e di più, che per cambiare le cose da qualche parte bisogna iniziare.
E da dove se non da se stessi.

2/05/2016
Oggi, riflettendo sulle emozioni che ho provato nell’ultimo permesso, ho pensato quanto è bello vivere fuori e quanto sia difficile vivere in carcere.

3/05/2016
Spesso quando scrivo una lettera non mi ricordo l’anno in cui siamo, forse perché per un ergastolano il tempo non ha senso, senza un fine pena.
E quando penso ai miei figli, che non ho potuto amarli come avrei voluto, sto male come un cane.

4/05/2016
Oggi a una volontaria che mi parlava di Dio ho risposto: “Credo di non credere, ma ci provo”.
Poi ho pensato a quando sono stato con il mio angelo in piazza San Pietro e alle sensazioni che ho provato quando ho visto Papa Francesco, perché davanti a lui anche il più ateo degli atei è difficile che riesca a rimanere indifferente.

5/05/2016
Uno sconosciuto, a cui forse dà fastidio che da tanti anni lotto per l’abolizione della “Pena di Morte Viva” (o “mascherata”, come la chiama Papa Francesco), mi ha scritto: “Solo una domanda… ma i morti possono chiedere anche loro il fine pena e tornare in vita? Se sì allora torna libero… se no pensa a come farli tornare in vita…” Queste parole mi hanno profondamente ferito ed è difficile replicare stando prigioniero in una cella.

6/05/2016
Le parole che ho ricevuto ieri non mi hanno fatto dormire tutta la notte e ho risposto allo sconosciuto con un’altra domanda:
“La pena di morte può riportare in vita i morti? Se sì, fammi morire in carcere. Se no, non aggiungere male ad altro male e puniscimi con il perdono che per noi criminali è la più terribile delle pene.”

7/05/2016
Oggi pensavo che il carcere è brutto perché devi nascondere tutti i sentimenti per non farti distruggere.
E forse è più facile farsi perdonare dalle vittime dei nostri reati che dalla società.

8/05/2016
Da quando non ho più l’ergastolo ostativo ed esco in permesso qualche giorno non dovrei lamentarmi, ma se non lo facessi non sarei più umano perché il mio fine pena rimane sempre nell’anno 9.999.

9/05/2016
Questa notte non riuscivo a chiudere occhio e mi sono messo a ricordare quando tanti anni fa ero un uomo libero.
E ho pensato che a volte i ricordi fanno male perché sono lontani, ma fanno anche bene perché mantengono acceso il fuoco dell’amore per la vita.

10/05/2016
Oggi per confortare un po’ il mio cuore gli ho detto che è bello farsi delle domande ma, forse, è ancora più bello non trovare le risposte: non credo però di averlo convinto.

11/05/2016
Oggi pensavo che in venticinque anni di carcere ho scritto qualcosa tutti i giorni soprattutto per continuare a esistere.
Spero di esserci riuscito.

12/05/2016
Ho incontrato un mio vecchio compagno che non vedevo da anni e l’ho trovato cambiato.
Non tanto fisicamente, ma soprattutto interiormente.
Ho pensato che nessuno esce indenne da anni di carcere.
E chissà come sono cambiato io, ovviamente in peggio.

13/05/2016
Quando vedo giovani detenuti penso che la prima volta che sono entrato in carcere avevo quindici anni.
Ero entrato come ribelle sociale.
Poi sono uscito come un criminale.
Spero che non capiti anche a loro quello che è capitato a me.

14/05/2016
Vedo spesso durante l’ora d’aria un ergastolano un po’ strano che ogni volta che fa su e giù per il cortile quando arriva in fondo accarezza le pareti del muro.
Oggi per curiosità gli ho chiesto perché fa quel curioso gesto e mi ha risposto che è da tanto tempo che non accarezza una donna e non voleva perdere l’abitudine.
Gli ho sorriso.
Che altro potevo fare?
E ho continuato a passeggiare per i fatti miei.

15/05/2016
Ho saputo che un mio compagno che ha problemi di tossicodipendenza si è tagliato le vene con una lametta.
Ho pensato che per molti il carcere è difficile da sopportare e i più deboli non reggono.

16/05/2016
Ieri notte mi sono svegliato e mi sono messo a pensare.
Volevo dormire, ma non ci sono riuscito.
A volte mi capita.
E ultimamente sempre più spesso.

17/05/2016
Oggi ho ricevuto un’altra lettera di uno sconosciuto che mi rimprovera che scrivo troppi articoli che vengono inserite in rete.
Gli ho risposto che credo di non fare nulla di male, perché scrivo solo il punto di vista di Caino e non obbligo nessuno a leggere quello che scrivo.

18/05/2016
Un compagno mi ha rimproverato che alla domenica non vado mai alla messa, gli ho risposto che la fede non ammette incertezza mentre io invece ne ho tanta e preferisco pensare che pregare.
E in tutti i casi non mi sono mai accontentato di credere in Dio perché me lo dicono gli altri, preferisco che me lo dice il mio cuore.

19/05/2016
Domani c’è il convegno che organizza tutti gli anni la redazione di “Ristretti Orizzonti”e sono particolarmente contento perché avrò l’occasione di vedere e abbracciare alcune persone a cui in questi anni mi sono legato, in particolar modo Gabriella e Anna.

20/05/2016
Ero così stanco dalle emozioni che ho provato durante la giornata del convegno che ho fatto fatica a prendere sonno e ho pensato alla mia vita, quella trascorsa e a quella che forse mi aspetterà in futuro.

21/05/2016
Purtroppo invece di fumare di meno sto fumando sempre di più, perché mentre molti ergastolani cercano di non pensare che probabilmente moriranno in carcere, sopravvivono e basta, io invece, invece ci penso spesso.
E d’abitudine lo faccio con la sigaretta sulle labbra facendo avanti ed indietro per la cella.

22/05/2016
Oggi a una domanda di uno studente durante il progetto “scuola carcere” ho risposto che per migliorare le carceri ci dovrebbero essere più educatori ed assistenti sociali e meno polizia penitenziaria.
Poi ho aggiunto che un giudice dovrebbe lavorare per la giustizia e non per la legge perché le leggi possono essere giuste o sbagliate, la giustizia invece dovrebbe essere come l’amore sociale, dovrebbe fare solo bene.
E a volte un buon giudice per rispettare la giustizia dovrebbe violare la legge.

23/05/2016
È fatta.
Il 16 giugno discuterò la mia terza tesi di laurea, dal titolo “Biografie devianti”, all’Università degli Studi di Padova al Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata nel Corso di Laurea triennale in Filosofia.

24/05/2016
Per laurearmi da uomo libero ho inoltrato tramite l’Ufficio matricola del carcere questa richiesta: “Il sottoscritto Carmelo Musumeci chiede un permesso giornaliero dalle ore 9.00 del 16 giugno fino alle ore 22.00 dello stesso giorno per poter partecipare alla discussione della tesi di laurea all’Università di Padova.

25/05/2016
Oggi un detenuto si lamentava che gli hanno dato trent’anni per un colflitto a fuoco con una banda rivale per il predominio del territorio.
E ho pensato che i vivi rimpiangono di non essere morti e probabilmente i morti rimpiangono di non essere vivi.
 

26/05/2016
Per venticinque anni ho sempre pensato che non ci si abitua mai alla prigione, ma da quando sto uscendo in permesso sto pensando che è anche difficile riabituarsi alla libertà e alla felicità.

27/05/2016
A questa domanda che mi è arrivata dal mondo libero: “Come si educa l’uomo che ha sbagliato?” ho risposto: “Il carcere non ti educa, t’insegna solo a ubbidire, eppure la parola “educare” ha il significato etimologico di “tirare fuori” (dal latino ex+ducere). L’esempio classico è quello d i Socrate, il figlio della levatrice, che aiuta gli interlocutori a partorire concetti e dunque li fa crescere senza inculcare nulla. In tutti i casi penso che l’uomo che ha sbagliato si “rieduca” con l’amore sociale perché solo quello ti fa uscire il senso di colpa del male che hai fatto”.

28/05/2016
Ho ricevuto queste parole da un compagno che da poco è stato trasferito nel carcere di Livorno:
Caro Carmelo, mi trovo nella cella cosiddetta liscia, senza TV, né luce, addirittura con la finestra saldata che non si può aprire, i muri imbrattati di feci così via. Roba che ti fa rabbrividire, è veramente una vergogna che ancora oggi esistano queste realtà. Mi sto vedendo vacillare tutte quelle certezze acquisite nel carcere Padovano.

29/05/2016
Un giovane ergastolano sta dando i numeri e quando lo vedo mi fa tanta tenerezza.
Purtroppo molti detenuti per sopravvivere s’ammalano mentalmente, si estraniano dalla vita reale e si creano un mondo tutto loro.
Il carcere normalmente fa male a qualsiasi persona sana e forte mentalmente, figuriamoci a chi entra che ha già dei problemi mentali.

30/05/2016
A una domanda di una studentessa nella redazione di “Ristretti Orizzonti” ho risposto che la grande criminalità non si sconfigge solo militarmente, perché la pena dell’ergastolo e il regime disumano del carcere duro rischiano di far sentire innocente chi ha fatto del male e non fa fare nessun passo avanti e revisione critica delle proprie azioni.
La cosa peggiore è che poi i nostri figli e parenti imparano a odiare lo Stato e le istituzioni.

31/05/2016
Mi capita spesso di non rimpiangere il passato. Anzi, cerco di guardare avanti, ma proprio non ci riesco a guardare fino all’anno 9.9999 come ho scritto nel mio certificato di detenzione.

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