Diario Luglio 2016

Diario Luglio 2016

 1/07/2016
Oggi sono stato a Parma perché il parroco della Cattedrale di Fidenza mi ha invitato per dare una testimonianza ai giovani della Comunità Kayros di Don Claudio Burgio, cappellano al carcere minorile C. Beccaria di Milano. È stata una bellissima esperienza e spero utile per questi ragazzi, perché penso che raccontare il male ai ragazzi “a rischio” possa servire a evitare altro male.

2/07/2016
Sono di nuovo nella mia cella a pensare che fra il carcere da minorenne e quello da maggiorenne ho passato più di metà della mia vita in una cella di due metri per tre. A volte però credo lo stesso di essere stato molto fortunato nella vita. Sono stato solo sfortunato a nascere nel posto e nel momento sbagliato.

3/07/2016
Quest’anno entro nel ventiseiesimo anno, ininterrotto, di carcere, di cui ventiquattro trascorsi senza un filo di speranza.
E ho pensato che è difficile stabilire qual è il confine fra la giustizia e la vendetta del popolo italiano.

4/07/2016
Oggi durante l’ora d’aria nel cortile del passeggio ho visto un paio di giovani detenuti e ho pensato a come il carcere li aiuterà a diventare dei futuri criminali.

5/07/2016
Gli scrittori sono come i vampiri e si nutrono delle emozioni di chi li legge.
Oggi ho concluso un altro capitolo del mio nuovo libro e ho pensato che scrivendo romanzi in carcere mi sono creato una seconda vita.
E chissà se questo mi aiuterà a rimettere insieme i pezzi della mia esistenza.

6/07/2016
Ho scritto a una studentessa che sto aiutando a fare la sua tesi che il carcere assomiglia a un cimitero perché le persone che si muovono dentro assomigliano a personaggi usciti da un incubo.
E che gli occhi degli ergastolani sono più spenti di quelli degli altri detenuti.

7/07/2016
Oggi la giornata non finiva mai.
E mi sono sentito infinitamente triste perché in carcere sei sempre in mezzo alle persone, ma ti senti ugualmente terribilmente solo.


8/07/2016
Non credo che ci sia qualcosa nell’aldilà, ma spero lo stesso che qualcosa ci sia forse perché il mio tempo terreno sta per finire.
 

 9/07/2016
Penso che il bene dagli sconosciuti sia il bene più sincero e più bello.
Oggi ho ricevuto queste affettuose parole:
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Ciao Carmelo. Ti scrivo solo ora ma ti leggo da molto tempo. Ti volevo solo dire che ti stimo molto, che ritengo disumana la pena inflitta a te e a tanti altri, è uno scandalo che ancora esista in un paese che ama definirsi democratico. Detto ciò, le tue parole sono sempre piene di tanta speranza, nonostante tutto.
Qui fuori c’è chi ti segue e ti dedica sempre un pensiero. Continua a scrivere, continua a diffondere il tuo messaggio, perché è solo con persone come te che il mondo cambierà! Anche se non ti conosco, ti voglio bene! Flavio.

10/07/2016
Purtroppo molti ergastolani non pensano e non sognano quasi più e si sono stancati di lottare.
Ecco cosa mi ha scritto Salvatore, da 33 anni in carcere:
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Sono stanco anche di pensare. Mi sono arreso, ho meglio me ne frego, che facciano quello che vogliono, ormai ho 58 anni, potrei vivere altri dieci anni, potrei arrivare a 70 anni, quando uscirò da morto. Con la pressione che mi ritrovo, se penso all’ergastolo ostativo morirò prima, meglio non pensarci. (…) Adesso che Marco Pannella è morto non è facile trovare uno che lo possa sostituire, come vedi ci va tutto male.

11/07/2016
Per la mia terza laurea ho ricevuto tanti bei commenti, che hanno fatto piacere a me e al mio cuore.
Eccone due: Carmelo è diventato un simbolo non soltanto nella battaglia dell’abolizione dell’ergastolo ostativo, ma anche nel diritto allo studio per divenire uomini in grado di contrastare la mentalità di un carcere al quale conviene che i detenuti siano poco istruiti. (Lisa Sole) Bravo Carmelo! Mi piace come scrivi… e poi ho un figlio piccolo che è una peste (una peste vera, è stato cacciato via da scuola) e mi aiuti a capirlo un po’ di più…mi leggerò la tua tesi. (Fulvia Fiorenzi)

12/07/2016
In carcere tutti ti osservano, ma non ti ascolta mai nessuno.
Quando vado nel cortile del passeggio a fare l’ora d’aria c’è un giovane tossicodipendente che mostra sintomi significativi di depressione e parla tutto il tempo.
E io l’ascolto.
Che altro posso fare?
E quando rientro nella mia cella mi porto un po’ della sua sofferenza nel cuore.

13/07/2016
Oggi ho pensato con nostalgia e malinconia ai bei momenti che ho passato nell’ultimo permesso da uomo libero.
Uscire fuori dal carcere qualche giorno è bellissimo, ma al ritorno in carcere c’è un prezzo da pagare.

14/07/2016
Ho sentito alla televisione che c’è stato un altro grave attentato con numerosi morti e feriti.
Non capirò mai perché continuano ad ammazzare e ammazzarsi per motivi religiosi: in fondo nel mondo c’è posto per tutti, sia per chi crede, per chi no, per gli indecisi e sia per chi crede nel momento del bisogno.

15/07/2016
Dio santo, non si dovrebbe punire una persona per sempre.
Il dolore in carcere ti assale all’improvviso, senza neppure che te ne accorga.
E oggi ho pensato tutto il giorno, con rimpianto, che ho passato così tanto tempo fra queste mura.

16/07/2016
A volte, quando sei chiuso in una cella è difficile distinguere tra quello che sogni e quello che vedi in realtà.
Oggi ho dormito tutto il pomeriggio e quando mi sono svegliato per un attimo ho pensato di trovarmi in casa mia.

17/07/2016
Quando penso ai miei figli mi sento addosso un terribile senso di colpa per averli fatti crescere senza di me.
Non mi hanno mai rimproverato, forse per questo è la cosa che mi fa soffrire più di tutto.

18/07/2016
A una volontaria, che mi ha rimproverato con finta cordialità che spesso non è d’accordo con quello che scrivo, ho risposto che il carcere ti insegna a fingere di essere chi non sei.
E per questo cerco sempre di dire quello che penso, anche quando non mi conviene.

19/07/2016
Oggi pensavo che ho fatto tante scelte sbagliate nella mia vita.
Di alcune però non ho rimpianti, perché se avessi fatto scelte migliori forse adesso sarei una persona peggiore.

20/07/2016
Questa notte non ho chiuso occhio perché al piano di sotto un detenuto che ha problemi psichiatrici ha urlato e sbattuto il blindato fino all’alba.
Alcuni prigionieri purtroppo impazziscono perché la realtà del carcere è troppo brutta per affrontarla da sani di mente.

21/07/2016
Oggi pensavo che la speranza è importante nella vita di una persona, ma diventa una maledizione in un uomo condannato alla pena dell’ergastolo, perché nella sua esistenza non ci sarà più niente di certo.

22/07/2016
Oggi commentando la notizia della morte di Bernardo Provenzano ho detto che lo Stato, facendolo morire in catene e in quel modo, ha perso una bella occasione per sconfiggere la cultura mafiosa.
Molti non saranno d’accordo con questa mia affermazione e mi scuso con tutte le vittime della mafia, ma non posso non dire che uno Stato non dovrebbe mai rinunciare alla sua umanità, anche in nome della sicurezza dei suoi cittadini, per dimostrare di essere migliore del male che combatte.

23/07/2016
Oggi pensavo che quando passi molti anni al buio poi è difficile ritornare alla luce e vivere di nuovo, perché il carcere, così com’è, è un pozzo nero capace di distruggere quel poco di buono che ti è rimasto.

24/07/2017
Un mio compagno sta male e quando mi ha confidato la sua depressione ho pensato che la cosa più brutta del carcere è che vedi gli altri soffrire, quella più bella è che in questo modo ti dimentichi del tuo dolore.

25/07/2016
Mi sento un po’ malinconico perché ormai è un quarto di secolo che cerco di attraversare questo “deserto” che sembra non finire mai. Mi sento un po’ come un frutto maturo che se non viene colto rischia di marcire.

26/07/2016
Oggi una guardia mi ha fatto amaramente sorridere perché mi ha detto che anche lui s’è fatto mezzo ergastolo, avendo fatto trent’anni di servizio. Ho risposto che è facile stare comodamente seduti a guardare il mare in tempesta, diverso è per chi nel mare ci vive e deve stare a galla per non affogare.

27/07/2016
Oggi è il mio compleanno, compio sessantuno anni, ma ho poco da festeggiare perché l’idea di rimanere prigioniero, cattivo e colpevole per sempre, è insostenibile.

28/07/2016
Ho confidato a un mio compagno che in tanti anni di carcere ho imparato che ti senti meglio se lotti per cambiare il tuo destino o se fai qualcosa per gli altri invece che stare in cella senza fare nulla, a commiserarti e a odiare, a torto o a ragione, le istituzioni.

29/07/2016
Oggi riflettevo che nella mia vita ci sono state poche cose belle e tante cose brutte, ma penso lo stesso che sia stata una buona vita.

30/07/2016
Ormai sono chiuso da un quarto di secolo in una cella e, quando accendo la televisione, non capisco l’odio e la furia bestiale che c’è al di là del muro di cinta e mi viene subito voglia di spegnerla perché, in fondo, io non faccio più parte della famiglia umana che mi ha maledetto ad essere cattivo e colpevole per sempre. Eppure non ci riesco. E mi accorgo, con dolore, che ormai il mio mondo non esiste più. Al suo posto ce n’è uno che non riconosco e che mi fa paura.

31/07/2016
Finalmente è finito anche questo mese.
In carcere tutto è sempre uguale e non vedi l’ora di girare il calendario appeso al muro della cella.

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