Diario Dicembre 2016

 

DIARIO  DICEMBRE 2016

 

1/12/2016
Le giornate fuori volano.
E ricordo che in carcere invece non passavano mai.
In un batter d’occhio viene presto l’ora che devo rientrare in carcere.
Per fortuna alla sera sono così stanco di emozioni e di felicità che mi addormento subito, con il sorriso sulle labbra.

2/12/2016
Mi sembra di vivere due vite diverse, una di giorno e l’altra di notte.
E ogni mattina quando esco dal carcere sento il profumo della libertà, mentre alla sera sento l’odore dell’Assassino dei Sogni.

3/12/2016
Oggi, mentre osservavo il verde degli alberi e l’azzurro del cielo, pensavo che è stata dura in tutti questi anni rimanere vivi con una pena che non finisce mai.
Eppure ce l’ho fatta.
Sì, è vero, ho dovuto però pagare un caro prezzo, ma adesso mi sento l’uomo più felice dell’universo.

4/12/2016
Il mio “Diavolo Custode” mi rimprovera spesso che quando sono a casa, ma anche fuori, faccio continuamente tre passi avanti e tre indietro.
E mi urla che non sono più chiuso nella mia cella.
Ha ragione, ma non è facile dimenticare le vecchie abitudine.
E forse il mio cuore è rimasto ancora prigioniero dell’Assassino dei Sogni, ma sono sicuro che presto riuscirò a liberare anche lui.

5/12/2016
Papa Francesco continua a essere il migliore amico dei carcerari e non si stanca mai di ricordarcelo.
In uno dei suoi ultimi interventi ha ribadito:
Il carcere come punizione. E questo non è buono.(…) Non c’è una vera pena senza speranza. Se una pena non ha speranza non è una pena cristiana, non è umana.Per questo la pena di morte non va. L’ergastolo, così freddo, è una pena di morte un po’ coperta.

6/12/2016
Ha piovuto tutto il giorno.
In carcere le finestre sono plastificate, non ci sono vetri, e io oggi qui fuori mi sono divertito tanto a sentire la pioggia tamburellare sui vetri delle finestre.

7/12/2016
Oggi per la prima volta sono uscito dal carcere senza nessuno che mi attendesse fuori.
Era ancora buio.
Faceva un freddo polare.
Nessuna faccia amica.
Per un attimo ho avuto un po’ di paura.
Poi mi sono fatto coraggio.
Sono andato alla fermata del pullman.
Prima delle sette ho preso la corriera che mi ha portato alla stazione di Perugia.
Ho fatto fatica a mettere  il biglietto della corsa nel verso giusto dentro la macchinetta.
E stavo andando nel panico perché mi sembrava che tutti osservassero me.
Alla fine per fortuna ce l’ho fatta.
E ho tirato un sospiro di sollievo.
Poi ho preso l’ altro pullman per Foligno.
E alla fine sono arrivato alla Casa Famiglia di Bevagna della Comunità Papa Giovanni XXIII, orgoglioso di avere fatto il primo viaggio da solo dopo 26 anni di carcere.

8/12/2016
Durante la giornata spesso telefono e mando messaggini ai miei figli, alla mia compagna e ai miei nipotini.
È bellissimo poter dire in ogni momento della giornata alle persone che ami quanto gli vuoi bene, specialmente se per 26 anni non lo hai potuto fare.
E non riesco a non pensare, con amarezza, che per un quarto di secolo ho avuto una sola misera telefonata a settimana della durata di dieci minuti e che per anni, sottoposto al regime di tortura del 41 bis, non ho avuto neppure quella.
Non capirò mai perché l’Assassino dei Sogni per “migliorarci” sceglie di punirci facendo in modo che non possiamo amare e essere amati.
Penso che i nostri governanti potrebbero trovare altri modi di punizione meno crudeli.

9/12/2016
Oggi ho fatto una passeggiata a Bevagna con Paolo, un ragazzo non vedente di 13 anni.
L’ho preso per mano, come facevo una vita fa con i miei figli, e siamo andati in giro per il piccolo paese.
La cosa incredibile è che ad un certo punto io mi sono perso ed è stato lui che mi ha indicato la strada per ritornare alla macchina.
Paolo è un ragazzo incredibile, di una intelligenza straordinaria e anche se non ha la vista ha tutti gli altri sensi più sviluppati di me.
E sto pensando che forse dopo tutti questi anni trascorsi in carcere sono più cieco io che lui.

10/12/2016
Nella Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII dove faccio volontariato ci sono alcuni bambini disabili e quando mi occupo di loro penso che questo sia il modo migliore continuare a scontare la pena, per rimediare un po’ il male fatto, facendo del bene.
I sorrisi di questi bambini mi fanno uscire il senso di colpa e mi fanno pensare a quanto nella mia vita sono stato cattivo.

11/12/2016
Tutte le sere, quando entro dentro l’Assassino dei Sogni, provo una strana sensazione d’ incertezza, perché in tanti anni di carcere ho imparato che dentro non c’è mai nulla di sicuro, ed ho sempre la paura irrazionale che l’indomani non mi facciano più uscire.
Invece al mattino quando esco mi sento così felice che temo che mi venga un infarto.
La mia compagna, quando le confido queste emozioni al telefono,  mi rimprovera che trovo sempre la maniera per stare male e che sono troppo ansioso.
Penso proprio che abbia ragione.

12/12/2016
Da quando sono semilibero ho un sorriso stampato sulle labbra e scoppio a ridere facilmente.
Poi però appena penso ai miei compagni sepolti vivi fra sbarre e cemento mi sento in colpa di essere così felice.
È  proprio difficile liberarsi dal passato e forse non è neppure giusto farlo.

13/12/2016
Questa mattina quando sono uscito dal carcere ho pensato che prima non avevo proprio nessuna speranza di tornare un giorno libero (o meglio semilibero), o se ce l’avevo era così profondamente nascosta nel mio cuore che non me ne sono mai accorto.

14/12/2016
Da un paio di giorni ho notato cha alla sera, quando entro, e al mattino, quando esco dal carcere, c’è nel cielo una luna quasi tutta rotonda che mi osserva.
E questa mattina ho pensato con malinconia a tutte le volte che in venticinque anni di carcere l’ho guardata tramite le sbarre della finestra della mia cella.
Fino ad un paio di anni fa mai avrei immaginato che un giorno avrei potuto abbracciare la luna con il mio sguardo da uomo libero (o meglio da semilibero).

15/12/2016
Sono strafelice, dal 23 di dicembre mi hanno concesso 12 giorni di licenza per passare le feste natalizie con i miei familiari.
Non mi sembra vero di passare così tanti giorni con la mia compagna, i miei figli e soprattutto con i miei nipotini e mi sento l’uomo più felice dell’universo;… forse più felice anche di Dio!

16/12/2016
È il decimo giorno che ho smesso di fumare perché il mio fisico non se lo può più permettere.
Non pensavo proprio però che fosse così difficile, ma ci devo riuscire a tutti i costi perché non vorrei morire proprio adesso che ho mezzo piede fuori e mezzo piede dentro.

17/12/2016
Continuano a scrivermi molti ergastolani e molti detenuti per chiedermi consigli giuridici, istanze, ecc., perché dopo tanti anni di carcere sono diventato un esperto di diritti umani. Ma adesso che sono in regime di semilibertà non ho più il tempo di prima per rispondere subito, e questo mi fa stare male.

18/12/2016
Oggi, mentre aspettavo la corriera davanti al carcere ho sentito delle persone che parlavano male dei detenuti.
Sentendo i loro discorsi ho pensato che molta gente si vanta che non commetterebbe mai un reato o un crimine; ma al loro posto non sarei così sicuro di fare queste affermazioni, perché forse non sono stati mai messi alla prova dalla vita.

19/12/2016
Ho saputo che due miei compagni in carcere molto legati fra di loro hanno bisticciato e mi dispiace perché quando finisce un amore ne cerchi un altro, quando invece finisce un’amicizia rimani più solo.

20/12/2016
Ho scritto a un mio compagno in carcere in Sardegna che pochi ergastolani sono consapevoli del fatto che niente cambierà se non saranno loro stessi a far cambiare le cose. Molti di loro infatti si cullano di illusioni e continuano a sognare e a sperare che un giorno qualcuno li libererà: il Papa, il Presidente della Repubblica, la misericordia degli umani, ecc.
Ma per molti di loro nessuno li libererà. Purtroppo, lo farà solo la morte.

 

  

21/12/2016
L’altro giorno ho ricevuto questa lettera e oggi ho deciso di condividerla con chi mi legge:
                                         Secondigliano 06-12-2016
Carissimo Carmelo,
                                      ce l’hai fatta finalmente.
Sono contento per te e la tua famiglia. È la giusta ricompensa a chi non è stato inerte ma ha lottato fino alla fine. Durante questo lunghissimo tuo cammino, nei terreni paludosi e impervi del carcere, sei caduto più volte e più volte hai temuto di non farcela, più volte ti sei rialzato e più volte ricaduto. Alla fine sei stato premiato dalla tua ipertrofica motivazione a uscire da questi luoghi. Questo dovrebbe essere tenuto come esempio e modello di comportamento e di lotta. Il tuo è un esempio delle risorse interne degli esseri umani, della loro capacità di non mollare, di tenere duro rimanendo motivati di fronte alle difficoltà. Esempio di spirito di sacrificio e di capacità inesausta di rialzarsi, di riuscire a non smettere di sperare contro ogni evidenza. Non ti sei limitato a sopravvivere in questa putrida palude, ma sei stato capace di riscrivere la tua identità, la tua storia, uscendo da una situazione che seppellirebbe la maggior parte delle persone. Sono 16 anni che ci conosciamo per lettera. Siamo vecchi amici di battaglie, ce l’hai fatta, sono contento. La tua storia ci fa comprendere come nella vita i fattori che fanno la differenza non sono la fortuna, ma la qualità motivazionale. Ti abbraccio forte. Pierdonato

22/12/2016
Oggi ho preparato le valigie perché domani parto per andare dalla mia famiglia dodici giorni ed ho pensato con tristezza che per un quarto di secolo ho vissuto una vita senza vita.
Ho anche pensato a tutte volte che preparavo lo zaino quando mi trasferivano da un carcere all’altro, ed ero senza speranza.
Poi ho smesso di pensare al passato e ho iniziato a pensare al futuro.

23/12/2016
Ho preso due treni ed è stato bellissimo confondermi fra i passeggeri come una persona normale, ad osservare lo spettacolo della vita.
Quando sono arrivato alla stazione c’era la mia compagna che mi aspettava, insieme al mio cuore che le avevo lasciato venticinque anni fa.
Le ho restituito il suo ed insieme ai nostri due cuori siamo andati a casa.

24/12/2016
Che bello svegliarsi in una casa invece di un carcere, circondato da sorrisi e da persone che ti vogliono bene.
Non riesco a non pensare ai miei compagni ergastolani che oggi si sono svegliati fra le mura di una cella, lontano dalla felicità e dalla vita.
Se potessi darei loro un po’ della mia felicità, purtroppo non posso farlo e mi dispiace molto, ma ho giurato a me stesso che dopo queste feste continuerò a lottare per l’abolizione dell’ergastolo ancora con più forza.

25/12/2016
Abbiamo fatto il pranzo di Natale in casa di mia figlia ed è stata bravissima ad organizzare e far da mangiare per tutta la famiglia.
Il momento più bello è stato quando abbiamo aperto i regali sotto l’albero di Natale e mi sono commosso pensando a tutti i Natali che ho passato nelle celle di punizione o nell’isola degli ergastolani senza scampo dell’Asinara.

26/12/2016
Sia io che il mio cuore eravamo così sfiniti dalle belle emozioni provate che questa notte ho dormito come un ghiro e oggi mi sono svegliato tardissimo.
Forse anche perché non ho più il fisico di un giovanotto e mi sono stancato troppo a giocare con i miei nipotini che sono due terremoti.

27/12/2016
Oggi mi sono fatto una bella passeggiata in riva al mare con la mia compagna e abbiamo ricordato i vecchi tempi, quando portavamo i nostri figli in spiaggia.
Poi siamo andati a casa e le ho fatto gli spaghetti con le cozze e mi ha fatto i complimenti perché sono venuti buonissimi.

28/12/2016
Oggi è stata una delle giornate più belle della mia nuova vita.
Ho lasciato la mia compagna a casa.
Ho preso il treno e arrivato alla stazione di destinazione c’era mio figlio ad aspettarmi, poi, insieme ai miei due nipotini, siamo andati a pranzo in trattoria.
Sono stato tutto il pomeriggio con loro a vedere la partita di mio nipotino più piccolo, che giocava in una squadra con i bambini più grandi di lui.
Ha vinto e lui ha segnato tre reti.
Alla sera, finito di lavorare, è venuta a prendermi mia figlia e, come regalo di Natale, mi ha portato a cena in un bellissimo posto, io e lei da soli.

29/12/2016
Questa mattina mi sono svegliato felice della bella giornata che ho passato ieri con i miei due figli e i miei due nipotini.
La cena con mia figlia è stata stupenda e tutti ci guardavano, probabilmente perché mia figlia è bellissima.

30/12/2016
Ho aiutato la mia compagna a fare le pulizie generali in casa ed ho trovato foto e oggetti che mi hanno fatto tornare in mente immagini e ricordi di quando ero giovane e pensavo di essere forte, invincibile e immortale: quanto mi sbagliavo.
Poi ho trovato tantissime bambole, pupazzetti e orsacchiotti che regalavo a mia figlia quando era piccola.
E pensando che li ha conservati tutti mi sono commosso.

31/12/2016
Oggi è stato l’ultimo giorno dell’anno, ma che ricorderò sempre come il primo anno della mia nuova vita.
Ho avuto il cuore felice per tutto il giorno, anche se in certi momenti, invece di gustarmi questa felicità, pensavo a quanto mi sono sentito solo e infelice, chiuso nella mia cella per un quarto di secolo. 

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