Diario Marzo 2018

Diario Marzo 2018

1/03/2018
     L’altro giorno leggendo la proposta politica della Comunità Papa Giovanni XXIII (La Società del Gratuito, programma per elezioni politiche 2018) ho pensato che il loro fondatore, Don Oreste Benzi, continua a lottare per gli ergastolani anche dall’altro mondo perché, fra le moltissime altre belle proposte ai politici, c’è anche l’abolizione della pena senza fine.

2/03/2018
     Ho scritto un articolo ricordando che Don Oreste Benzi, quando venne nel carcere di Spoleto, non esitò un attimo a schierarsi dalla parte dei più cattivi (prima di lui lo aveva fatto solo Gesù). E a dieci anni della sua morte non nascondo che spesso mi sono chiesto perché se ne sia andato così presto in Cielo. Non poteva rimanere ancora un po’ su questa terra per darci una mano ad abolire la "Pena di Morte Viva"? Nonostante le numerose iniziative, appelli, lettere, raccolte di firme e le numerose adesioni di persone importanti contro la “Pena di Morte Viva” (l’ergastolo senza benefici), come Margherita Hack, Umberto Veronesi, Agnese Moro, Gino Strada e Don Luigi Ciotti, ma anche di tanti uomini e donne di Chiesa, compreso Papa Francesco, nulla è cambiato.

3/03/2018
     Don Antonio mi ha scritto queste belle parole:
Caro Carmelo, non è vero che nulla sia cambiato: fintanto che ci saranno persone che vogliono portare avanti delle scelte e delle proposte che intendono smuovere l’indolenza degli onesti, finché ci sarà chi avrà il coraggio di gridare il bisogno di giustizia anche nel pieno del silenzio di tutti, vorrà dire che ci sono le condizioni perché qualcosa cambi. Con che tempi? Con quali modalità? Queste non sono quantificabili. Il problema potrebbe nascere quando i profeti taceranno, non quando gli indolenti si fanno menare per il naso. Ci vorranno sempre dei profeti. Allora tu non smettere di gridare, anche quando ti sembrerà di essere solo nel deserto. Un grandissimo abbraccio.

4/03/2018
     Oggi ci sono le votazioni ed io ho un po' di amarezza che non posso votare, perché sono interdetto a vita dai diritti civili e politici. Mi consolo pensando che molti miei amici e amiche stanno votando il movimento politico “Potere al Popolo” dando voce anche a me.

5/03/2018
     Luca mi ha mandato questo commento al mio ultimo libro “La Belva della cella 154”, prodotto e distribuito da Amazon:
È molto intenso e spietato. La fragilità di un uomo che nella miseria ha cercato di risollevarsi in ogni modo. Un essere deufradato di ogni cosa, alla ricerca di se stesso e dell'amore, non solo carnale, ma vitale, fraterno, fedele, umano. Una quercia presa d'assalto dai taglialegna del cuore.

6/03/2018
     Non sono per nulla contento dei risultati elettorali, in particolare sono deluso che il movimento politico “Potere al popolo” non abbia raggiunto il 3% dei voti e quindi non avrà nessun rappresentante eletto. Mi consolo pensando che la vittoria sta già nella lotta.

7/03/2018
     Ogni tanto mi scrivono anche i familiari dei detenuti e queste parole: ”Sono in partenza per Fossombrone, sperando che la neve ci permetta di viaggiare tranquillamente, la mia bambina non vede il papà da tre mesi” mi hanno fatto ricordare quando i miei figli, di appena pochi anni, dovevamo fare migliaia di chilometri per vedermi solo per un’ora. Come sanno essere cattivi i buoni, quando pensano di fare certe cose per il bene…

8/03/2018
     L’associazione Liberarsi ha organizzato il secondo giorno di digiuno nazionale, venerdì 30 marzo 2018, contro la pena dell’ergastolo. E ci stiamo rivolgendo a tutte le comunità cristiane d’Italia, a tutti i credenti delle varie religioni e a coloro che, pur non credenti, operano per il rispetto dell’umanità, chiedendo loro di prendere posizione contro l’ergastolo.

9/03/2018
     In un articolo ho scritto: Nel medioevo ti ammazzavano, ti cavavano gli occhi, ti tagliavano un braccio, ma il dolore non durava per sempre. Ora, invece, l’ergastolo è nello stesso tempo una pena di morte, una tortura e un dolore all’infinito. Un vero e proprio incubo a occhi aperti, da cui non è possibile svegliarsi. Sembra che gli uomini ergastolani siano umani azzerati, non più figli di Dio, ma figli della malvagità degli uomini. E, condannati ad essere cattivi e colpevoli per sempre, molti di noi vivono ormai una vita vegetativa, senza volontà, né desideri, né sogni.

10/03/2018
     Ieri, grazie a una breve licenza, sono stato a Roma in Campidoglio, dove sono stato premiato per il mio libro "Angelo Senza Dio” arrivato secondo al Premio nazionale AlberoAndronico. È stato tutto molto bello e gratificante, soprattutto se penso che anni fa ero arrivato primo ma non mi avevano concesso il permesso per ritirare il premio.

11/03/2018
     Alcuni professionisti dell’antimafia si sono lamentati che dei giudici hanno stabilito che i Garanti regionali dei detenuti possono colloquiare con i detenuti sottoposti al regime di tortura democratica del 41 bis senza le consuete cautele, come il vetro divisorio fino a soffitto e la registrazione audiovisiva. Qualcuno di questi professionisti ha persino dichiarato “Il garante regionale, seppur involontariamente può essere tramite di messaggi del detenuto”. Seguendo questo tipo di ragionamento, per non correre nessun rischio e in nome del sospetto, il detenuto sottoposto al 41 bis non dovrebbe mai essere messo nelle condizioni di venire a contatto con nessuna persona delle istituzioni, comprese il direttore, le guardie, gli infermieri, i medici e i giudici.

12/03/2018
     Ho letto che si è gridato allo scandalo perché un magistrato di sorveglianza ha concesso un permesso di qualche ora, con scorta, ad un ergastolano in regime di 41 bis per vedere la mamma malata ultranovantenne, per il rischio che il figlio possa ordinare e mandare messaggi ai suoi gregari. Credo che a questo punto, per evitare qualsiasi timore, tutti dovrebbero essere sorvegliati a vista, perché anche i politici e i funzionari dello Stato potrebbero usare il loro potere per rubare e corrompere e anche le persone normali, incensurate, con la fedina penale pulita, potrebbero uccidere all’improvviso moglie e figli (come purtroppo accade).

13/03/2018
     Nelle ultime elezioni alcuni partiti hanno usato la giustizia in modo strumentale, come terreno di caccia, per accrescere consenso politico e mediatico, e ci sono riusciti. Io, invece, penso che sia meglio vivere in uno stato di diritto e democratico, anche a rischio che mi vengano a rubare in casa, piuttosto che vivere in uno Stato sicuro ma poliziesco. Sì, è vero, prevenire è meglio che curare, ma non bisogna però esagerare perché la prevenzione su tutto e tutti può diventare una malattia contagiosa che porta più danni che benefici.

14/03/2018
     Penso che sia bellissimo scrivere libri quando ricevi dai tuoi lettori commenti così belli:
Ciao, ho finito di leggere tre giorni fa il tuo libro “La Belva della cella 154”. Nei momenti in cui sono solo con me stesso ci penso e ti penso... penso come trascorri adesso le tue giornate e se la vita ti sta sorridendo. Penso se ti godi tuo figlio. Penso se hai un amico che, seppure lontanamente, ti ricordi Maurizio. Penso alla lettera che hai ricevuto in carcere. Un giorno se vuoi ti racconto la mia vita personale. Ho pensato anche al tuo gatto Silvestro perché devo regalare un cane a mia figlia, che da tempo lo chiede e si sveglia con quel pensiero. Un giorno mi farebbe piacere conoscerti di persona. Un abbraccio forte.

15/03/2018
     Mi ha scritto Roverto Cobertera, che è disperato perché i tempi per la revisione del suo processo vanno per le lunghe e perché il mese scorso il Tribunale di Sorveglianza gli ha respinto anche il permesso premio, concesso precedentemente dal Magistrato di Sorveglianza, su ricorso della Procura. Roverto vuole iniziare un nuovo sciopero della fame e mi ha chiesto se lo posso aiutare, dando voce alla sua lotta disperata. Gli ho risposto che lo farò, ma temo per la sua salute.

16/03/201
     Per il giorno di digiuno di venerdì 30 marzo contro la perna dell’ergastolo ho scritto:
Sappiate che siamo attualmente 1.677 persone condannate all’ergastolo in Italia, alcuni nell’isolamento delle sezioni a 41 bis, altri nelle sezioni ad alta sicurezza, altri ancora nel sovraffollamento delle celle comuni. Con noi migliaia di detenuti e detenute, migliaia di nostri familiari e di volontari, venerdì 30 marzo 2018, digiuneranno per la vita, perché il nostro nuovo Parlamento si pronunci contro l’ergastolo, che ci condanna fino alla morte perché per legge siamo cattivi e colpevoli per sempre. Siamo né morti né vivi. Siamo uomini ombra (così si chiamano gli ergastolani fra loro) prigionieri dell’Assassino dei Sogni (così i prigionieri chiamano il carcere) condannati alla “Pena di Morte Viva” (così è chiamata da noi la pena dell’ergastolo).
Per molti di noi non c’è più nessuna speranza, nessun futuro e nessuna compassione. Non c’è più nulla. Solo il dolore, perché il tempo passa e non abbiamo nulla da aspettare. Siamo destinati per tutta la vita a stare nell’ombra e a morire di vecchiaia murati vivi nelle nostre celle.

17/03/201
     Alcuni compagni umbri che vogliono pubblicare un libro sulla loro regione mi hanno chiesto di scrivere un mio contributo. E ho deciso di farlo dividendo il mio lavoro in due parti: “Umbria fra le sbarre” e “Umbria fuori dalle sbarre”. Sono stato nel carcere di Spoleto per ben cinque anni, fin quando non mi trasferirono nel carcere di Padova, e per tutti quegli anni, dalla mia cella, sepolto fra sbarre e cemento, dell’Umbria non avevo visto proprio nulla e della cultura dei suoi abitanti era arrivato a me solo l’eco. Fin quando, oltre quattro anni dopo, sono ritornato in Umbria da ergastolani semilibero.

18/03/201
     Dopo un anno e quattro mesi di semilibertà, è sempre più bello e meraviglioso uscire dal carcere ogni mattina, ma purtroppo è anche sempre più dura rientrare alla sera. E a volte penso che il carcere è cattivo e ci tiene dentro più del necessario perché è più cattivo di noi.

19/03/201
     Oggi sono stato all’Istituto Tecnico “Cavour-Marconi-Pascal” di Perugia per dare la mia testimonianza. Per me è sempre bello raccontarmi e rispondere alle domande dei ragazzi, perché penso che può essere loro utile conoscere il male per avere più possibilità da grandi di evitarlo.
Mi sono rimasti nella mente i loro sguardi di solidarietà, i loro sorrisi giovanili e belli, che assomigliano tanto a quelli dei miei figli. D’altronde amare i propri figli significa anche amare quelli degli altri.

20/03/201
     Ieri, durante un’intervista, ad una domanda della giornalista, ho risposto così: In carcere non c’è niente di buono. Il carcere non può fare bene. Il carcere ti rende solo più cattivo. E ti prepara a esserlo sempre di più per il futuro.

21/03/201
     Oggi ho ricevuto queste interessanti parole da Nicolò:
Ciao Carmelo, ti dò del tu perché ti conosco, letteralmente, da qualche tempo ormai. Leggo sempre volentieri le tue lettere e stimo tantissimo quello che fai per gli ergastolani, con il fine pena mai. Non avevo però mai dato tanto peso a quel 9999 sul layout della pagina di A.… Quando ho scoperto cosa significava, mi son sentito fisicamente un po' male. Un numero a scadenza impossibile... una beffa nero su bianco, un esempio lampante di burocrazia inumana. O, almeno, sembra veramente difficile che sia la pensata di un essere umano come noi. Io amo tante cose, tra cui il cinema, e quasi automaticamente, dopo quell'iniezione di bile provocata da quegli 8 numeri, mi è apparsa un'idea: ...E se un ergastolano non muore più, e se raggiunge quel 31 dicembre... poi che succede?...

22/03/201
     L’iniziativa di un giorno di digiuno per il prossimo 30 marzo, all’interno della campagna per l’abolizione dell’ergastolo, sta andando bene. Molti ergastolani stanno aderendo e questo è importante per risvegliare le loro coscienze e distrarli dalla loro apatia. Anzi, forse questo è ancor più importante dell’abolizione dell’ergastolo.

23/03/201
     Dopo l’appello per un giorno di digiuno nazionale contro l'ergastolo, Luca mi ha scritto:
Grazie per l’invito Carmelo, aderisco al digiuno!
Finalmente un Venerdì Santo veramente dedicato a qualcosa di molto spirituale, hai invitato il Papa? Credo che i preti lo dovrebbero dire in tutte le parrocchie e le chiese la domenica delle Palme e invitare la gente a firmare il venerdì santo nelle chiese per l’abolizione dell’ergastolo.... Digiunare tutti insieme potrebbe essere un concreto grande passo avanti per l’umanità!
Un abbraccio forte Luca

24/03/201
     Alla sera in carcere molti detenuti stanno seduti davanti alla tivù finché non sono stanchi abbastanza per andare a letto, io invece non riesco a stare senza fare niente e di solito mi metto a leggere qualche buon libro, prima di prendere sonno.

25/03/201
     Oggi sono stato ad Assisi con la Comunità Papa Giovanni XXIII, a dare la mia testimonianza per la "Campagna digiuna per la vita", iniziativa del 30 marzo per l'abolizione della "Pena di Morte Viva". È stato bello ed emozionante girare per i vicoli del paese di San Francesco e mi sono ricordato che anche lui è stato un carcerato.

26/03/201
     Questa mattina ho sentito mio nipotino al telefono e mi ha raccontato che ieri è stato a Roma a giocare a pallone, poi mi ha chiesto se posso andare anch’io il prossimo mese alla sua Prima Comunione. Gli ho assicurato che farò di tutto per esserci, chiederò una licenza di un giorno e spero che me lo concedano.

27/03/201
     A volte, di sera, rientrando in carcere di controvoglia, mi capita di pensare che la mia vita sia tutto un sogno e che io sono solo un personaggio di questo sogno, ma poi penso all’amore della mia compagna, dei miei figli, dei miei nipotini e scarto questa ipotesi. Penso che io potrei essere anche un sogno, ma loro no: loro ci sono e sono veri, loro sono la mia realtà, loro sono l’amore.

28/03/201
     Questa mattina quando sono uscito dal carcere, alzando lo sguardo in alto, mi sono ricordato di Antonella, una amica anarchica prigioniera, che una volta mi aveva scritto “Appena vai ai passeggi dai un bacio al cielo, io lo faccio sempre e mi dà la sensazione che almeno una parte di me esca fuori e vada da tutte le persone a cui voglio bene”. Poi anch’io ho baciato il cielo.

29/03/2018
     Domani ci sarà la seconda giornata di digiuno nazionale per l'abolizione dell'ergastolo. La campagna, promossa dall'associazione Liberarsi e sostenuta da diverse associazioni, ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla disumanità della pena perpetua.

30/03/2018
     Sandra Berardi dell’Associazione Yairaiha mi ha scritto:
Nonostante le denunce per manifestazione non autorizzata, per il presidio dello scorso 10 dicembre, che sono state notificate ad alcuni di noi, per cercare di criminalizzare la solidarietà ed isolare ancor di più i detenuti, saremo nuovamente sotto il carcere di Cosenza ad esprimere la nostra solidarietà ai detenuti in lotta e la nostra contrarietà all'ergastolo ed alla tortura del 41bis.

31/03/2018
     Tra le varie iniziative che ci sono state ieri, segnalo in particolare la visita dell’eurodeputata Eleonora Forenza e dell’attivista di Yairaiha, Sandra Berardi, nel carcere di Rebibbia. “Abbiamo deciso di effettuare questa visita per denunciare ancora una volta l’incostituzionalità del fine pena mai e della tortura del 41 bis”, ha affermato Forenza.
Segnalo anche la “passeggiata” a Firenze dall’ex carcere Le Murate fino al Centro evangelico di Via Manzoni 19, con interventi sul tema della Pastora Letizia Tomassone (Chiesa Evangelica di Firenze), Don Alessandro Santoro (Comunità delle Piagge) e Giuliano Capecchi (Associazione Liberarsi).
Hanno aderito anche diversi parroci, come Don Antonio, che mi hanno scritto: “Questa sera, nella celebrazione dell’adorazione della croce, ricorderò a tutti anche il dramma dei carcerati, soprattutto degli ergastolani”.

  

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