Diario Aprile 2018

Diario Aprile 2018


1/04/2018
     Oggi è Pasqua. Come tutti i giorni di festa, invece che alle sei mezza, sono uscito dal carcere alle otto del mattino e ho accompagnato il mio angelo in chiesa. E, anche se credo di non credere, ho detto una preghiera per Suor Grazia e per i miei compagni ergastolani che, se non cambieranno le leggi in Italia, sono destinati a morire in carcere. Infatti, io sono l’eccezione che conferma la regola.

2/04/2018
     Paquetta ad Assisi: oggi, Lunedì dell'Angelo, sono stato ad Assisi con i miei libri, nella Bottega Equosolidale della Comunità Papa Giovanni XXIII, Via Fortini, tra la Basilica di San Francesco e quella di Santa Chiara! Per tanti anni hanno venduto qui i miei libri e oggi finalmente ci sono stato anch'io!

3/04/2018
     Mi ha scritto Lucia e le sue parole mi hanno dato forza per continuare a lottare per me e per i miei compagni:
Caro Carmelo, come stai? Leggo e seguo sempre tutte le cose che scrivi e ogni volta penso che stai facendo un grande lavoro. Dobbiamo essertene tutti grati. Aldilà dei risultati nell’immediato, che a volte potrebbero essere scoraggianti, non possiamo sapere dove e quando le nostre parole e idee vadano a scavare e quale sarà il risultato, forse anche lontano, per l’umanità. Io credo che ognuno di noi debba “lavorare” nel nostro ambito perché le cose vadano sempre meglio. Come si dice “l’unione fa la forza” e quindi siamo e saremo una grande forza, anche se può sembrare che lavoriamo su temi diversi, il fine è soltanto uno: che la mente si apra e si comprenda che bisogna smettere di essere sempre contro qualcosa. La comprensione, l’accoglienza, la fratellanza, questi sono i temi che dobbiamo sviluppare e ogni granellino costruirà i mattoni necessari perché l’umanità scopra che è bello essere amore.

4/04/2018
     L’Associazione Liberarsi ha intenzione di proseguire la campagna contro l’ergastolo e sta preparando il terzo libretto 9999 (Campagna digiuna per la vita) per il prossimo digiuno, fissato per il 26 giugno 2018, data a cui l'ONU dedica una giornata alle vittime della tortura. E come sempre tenterò di dare il mio contributo.

5/04/2018
     Il mio compagno di cella che usciva con me al mattino ha perso il lavoro e adesso che non può più uscire, in attesa che trovi un altro impiego, è andato in depressione. E sto cercando di aiutarlo a trovare un’altra occupazione, ma non è per nulla facile perché fuori, come dentro, c’è una vera guerra tra emarginati per trovare un lavoro.

6/04/2018
     Per organizzare la nuova giornata di digiuno dentro le carceri, per l’abolizione dell’ergastolo, ho già iniziato a scrivere ai miei compagni: Abbiamo scelto questa data perché a 31 anni dall’entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, ratificata ormai da 157 paesi, i governi del mondo utilizzano ancora metodi rudimentali o sofisticati di tortura per estorcere informazioni, ottenere confessioni, mettere a tacere il dissenso o semplicemente come forma di punizione, come nel caso della pena dell’ergastolo, che mura vive le persone senza neppure l’umanità di ammazzarle.

7/04/2018
     Un compagno ergastolano mi ha scritto: Sono trascorsi trent’anni e sono ancora qui, quello che non riesco a capire è come fanno a non comprendere che sono una intera vita, almeno che iniziassero a incominciare a farmi rientrare in società; niente, stiamo ancora a quelle norme che somigliano a una ragnatela, in qualunque modo ti muovi rimani invischiato. In molti sono fiduciosi che il 2018 sia l’anno buono per noi ergastolani. Sarebbe la mia resurrezione e potrei iniziare una nuova esistenza. Non credo ai miracoli, ma sono pronto a cambiare opinione, se dovesse accadere un miracolo.

8/04/2018
     Per il nuovo digiuno del 26 giugno ho scritto a un mio compagno in un istituto della Sardegna che la cosa più importante è coinvolgere di nuovo il maggior numero di detenuti ergastolani, perché questi digiuni non devono divenire giornate rituali e dovrebbero servire anche per smuovere le loro soggettività che potrebbero andare, col tempo, ad assopirsi. Sono convinto, invece, che gli stessi ergastolani (e i loro familiari) debbano essere protagonisti attivi della loro sorte.

9/04/2018
     Sono molto arrabbiato perché ancora una volta la Prefettura di La Spezia mi ha rigettato la richiesta di nulla osta al rilascio della patente di guida, ma non mi arrendo e continuerò a insistere e a lottare come ho sempre fatto nella mia vita.

10/04/2018
     Ho ricevuto queste poche righe di commento al mio ultimo libro, che mi hanno fatto piacere:
Ho finito ora di leggere la Belva. Mi sono commosso. Amore, levità e durezza del carcere. Veramente bello!!! Per ora non aggiungo nulla. Non me la sento e non è il momento. Buona vita. A presto. Con stima.

11/04/2018
     Ho rifatto una nuova richiesta, questa volta alla magistratura di sorveglianza, per ottenere il rilascio di una nuova patente di guida:
(…) Premesso che attualmente, grazie allo status di semilibero, l’istante si occupa per la Comunità Papa Giovanni XXIII di svariati servizi a persone svantaggiate e il rilascio della patente di guida agevolerebbe i suoi compiti e oltretutto consentirebbe di evitare disagi per la scarsità di mezzi pubblici (Capanne/Perugia/Foligno/Bevagna e viceversa), altresì solleverebbe gli operatori delle “Case-Famiglia”, costretti spesso all’onere di accogliere ed accompagnare l’istante direttamente in carcere (…).

12/04/2018
     Un ex detenuto mi ha scritto:
(…) Lo sa mia moglie, lo racconto ai miei figli. Ma gli uomini migliori e i più bei gesti di umanità li ho trovati nella mia breve esperienza carceraria. Ovviamente non tutti. Ma il mortale non capisce. Giudica. Peggio per lui.

13/04/2018
     La riforma penitenziaria è stata di nuovo affossata, o meglio, è stata gettata nelle sabbie mobili, ma la gente non sa che questi partiti politici, con la scusa della certezza della pena e in nome della legalità, sicurezza e ordine sociale, non fanno altro che produrre altra criminalità, perché è dimostrato che con le misure alternative al carcere i reati diminuiscono.

14/04/2018
     Sono particolarmente contento che tra un po’ di giorni, forse,-sto aspettando l’autorizzazione- incontrerò di nuovo Agnese Moro, che ormai da anni mi è vicino nella lotta per l’abolizione dell’ergastolo in Italia. Nella locandina dell’evento hanno scritto:
Come si può uscire da una profonda sconfitta e rinascere alla vita, combattendo e con l'aiuto dell'amore di altri.
Agnese Moro, Carmelo Musumeci e Nadia Bizzotto: tre storie a confronto
È un incontro coinvolgente, tre storie di vita, di riscatto e di amore. Chi è l'Angelo SenzaDio?
“ - Angelo SenzaDio - ci parla della possibilità di cambiare che ogni essere umano ha dentro di sé. E di quanto sia importante non essere mai lasciati soli. Con un linguaggio tanto poetico, e a tratti davvero struggente, Carmelo ci racconta la storia di un’anima. Che può essere la sua, quella di altri, o di noi che leggiamo” - dalla prefazione di Agnese Moro, figlia di Aldo.

15/04/2018
     Ieri sera rientrando in carcere una guardia mi ha chiesto perché continuo a scrivere e alottare per l’abolizione dell’ergastolo. Ho risposto che nessun uomo dovrebbe vivere aspettando di morire per finire di scontare la sua pena.

16/04/2018
     Mi è arrivata la licenza per recarmi in Veneto per un incontro conferenza con Agnese Moro, giornalista pubblicista, figlia di Aldo Moro, Nadia Bizzotto, responsabile della struttura di Accoglienza “Il sogno di Maria” della Comunità Papa Giovanni XXIII e il giornalista di “Famiglia Cristiana” Alberto Laggia. Sarà una bella occasione per parlare dell’esistenza in Italia della “Pena di Morte Viva”.

17/04/2018
     Oggi ho ricevuto queste parole, che hanno fatto sorridere me e il mio cuore:
Io sono matto e non taccio mai, mi sento follemente di dirti che probabilmente malgrado tutto la tua vita è molto più vita e vera di tanti cosiddetti liberi.

18/04/2018
     Ormai sono un anno e cinque mesi che esco tutte le mattine dal carcere, quasi ogni giorno prendo il treno per recarmi a lavorare nella struttura di Bevagna della Comunità Papa Giovanni XXIII e non mi stanco mai di osservare il bellissimo spettacolo della vita che c’è fuori, ma oggi pensavo che mi sembra che sono solo io che mi guardo intorno.

19/04/2018
     Nella locandina dell’evento di domani in Veneto hanno scritto: L'esperienza di vita di queste tre persone ci insegna che dopo una sconfitta c’è sempre il modo di rialzarsi, e l'amicizia che le lega (e che ai più sembra impossibile) testimonia che non siamo soli e che c'è sempre qualcuno che ti può ascoltare ed aiutare.
L'incontro conferenza, cui tutti sono invitati, si terrà
VenerdìÌ 20 aprile 2018 ore 20.45 presso il Teatro Montegrappa di Rosà (VI)

20/04/2018
     Sono stanco morto, ma è stata una serata bellissima. Il teatro era tutto pieno, tanta bellissima gente che ci ha ascoltati con attenzione.

21/04/2018
     L’incontro di ieri, oggi si è riproposto solo per gli studenti delle classi quarte dei Licei, presso la sala Emmaus del Patronato Pio X, a Cittadella, provincia di Padova. I ragazzi hanno fatto numerose domande intelligenti sia a me che ad Agnese e a Nadia, ed è stato bellissimo rispondergli.

22/04/2018
     A proposito dell’incontro a Rosà (VI) ho letto in rete questo bel commento:
Sabato ero in classe dai miei alunni e ho raccontato della meravigliosa serata trascorsa, cercando di trasmettere un po' di quelle emozioni e stupore che avete creato in me. Grazie di cuore.

23/04/2018
     Ieri sera tardi sono rientrato in Umbria ed ho pensato che è bello partire ma è anche bello ritornare, peccato solo che questa sera tornerò di nuovo in carcere, ma sono contento di avere fatto questa bella esperienza veneta.

24/04/2018
     Dopo tre giorni sono ritornato di nuovo a dormire in carcere e ieri sera i miei compagni mi hanno fatto sorridere perché mi hanno confidato che gli sono mancato, ma io con ironia ho risposto che loro non mi sono mancati.

25/04/2018
     Oggi è la festa della Liberazione, ma per me tutte le mattine che esco dal carcere è una liberazione. Peccato solo che alla sera m’imprigionano di nuovo, ma per fortuna dopo la notte torna il giorno.

26/04/2018
     Le reazioni e i commenti positivi della gente durante la mia trasferta in Veneto mi hanno fatto comprendere che la lotta contro la pena dell’ergastolo si potrebbe vincere. Ho capito che se le persone venissero informate di come stanno realmente le cose, la maggioranza di loro non sarebbe mai d’accordo a condannare una persona a essere cattiva e colpevole per sempre e a murarla viva, senza neppure la compassione di ammazzarla.

27/04/2018
     Ho chiesto un giorno di permesso perché domenica fa la Prima Comunione mio nipotino Michael e spero tanto che mi mandino anche se sono rientrato da poco da un’altra licenza.

28/04/2018
     Sono sempre disponibile a dare una mano agli studenti universitari per le tesi di laurea. Oggi ho ricevuto queste parole:
Buongiorno Carmelo, nel cielo oggi ci sono un po’ di nuvole, ma non mi lamento. So quanto darebbero, in molti, per godersi la meraviglia di un cielo aperto insieme alle sue nuvole. Spero che tu stia bene e che abbia sempre la forza di sorridere. Ti scrivo, oltre che per mandarti il mio pensiero, per dirti che la mia tesi sull'ergastolo ostativo inizia a prendere vita e che l'ultimo capitolo vorrei dedicarlo a una testimonianza molto importante e speciale, la tua. Se sei d'accordo, e se ne hai voglia, entro la prossima settimana potrei mandarti un’intervista. Storie come la tua devono continuare ad essere raccontate, devono far cambiare qualcosa. Come hanno fatto cambiare me. Ti mando un sorriso, oltre i muri e le sbarre. Oltre tutto. A presto, Chiara

29/04/2018
     Un mio compagno ergastolano, dal carcere di Catanzaro Siano, mi ha scritto: Ogni giorno cerco di far evolvere la mentalità di qualcuno per fargli capire che bisogna lottare per qualsiasi cosa, e non solo perché si è in carcere, anche nel tessuto sociale è una lotta continua. Ti dicono sì e subito dopo cambiano idea. Li vedo lì come dei robot abbandonati dalla propria anima, sono dei gusci vuoti in attesa di essicamento. Nonostante tutto ciò vado avanti, traino a fatica questo mio treno semivuoto, spero di riempirlo di persone consapevoli che c’è una salvezza, ed è la lotta.

30/04/2018
     Oggi sono stato alla Prima Comunione di mio nipote Michael ed è stata un’occasione per stare in famiglia.

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