Diario Gennaio 2012

01/01/2012
È iniziato un nuovo anno.
E come tutti gli anni ho detto al mio cuore:
“Perché dovrei sperare?
Devi sapere che la speranza non è altro che una promessa che ha buone probabilità di non essere mantenuta.
Devi sapere che la speranza può aiutare tutti i prigionieri, ma non può fare nulla per aiutare gli uomini ombra.
Se vuoi soffrire di meno, arrenditi, rassegnati e butta la speranza fuori dalle sbarre della tua finestra.”

Spero che quest’anno il mio cuore mi dia retta.
E la smetta di sperare, di lottare e di complicarmi la vita, a me e a chi mi vuole bene.

2/01/2012
Ho scritto a Urania:
C’è del vero in quello che dici e forse anche in quello che dico io, perché spesso la "verità sta nel mezzo".
lo non dico che tutti sono colpevoli per affermare che tutti sono innocenti, piuttosto penso che in carcere, nella maggioranza dei casi, ci stiano i meno colpevoli.
In tutti i casi è assurdo che una persona che è cambiata continui a stare in carcere per colpe che non sono più sue, ma della persona che era prima.
Spero che avrai occasione di leggere il mio ultimo libro "Undici ore d’amore di un uomo ombra" (edito da Gabrielli Editori ) dove spiego cosa vuoi dire per un uomo ombra uscire e rientrare sapendo che probabilmente non potrà più uscire.

 
3/01/2012
Mi ha scritto un mio amico:
- Ho sentito il pezzo dei 99posse. Bravi! Ottimo lavoro, sia tuo che il loro. Ti mando le parole che ha detto Luca Zulù sul palco dell’Estragon di Bologna alla fine del tuo pezzo:  "Ogni volta che le sbarre si chiudano dietro le spalle di qualcuno, colpevole di un reato, a qualsiasi livello, le coscienze di molti si alleggeriscono. La mia no!"

4/01/2012
Ho scritto ad una psicologa che ha chiesto un mio parere:
Ciao Daniela,
mi è arrivata la tua lettera e mi chiedi un parere: Daniela, credo che non ti piacerà, ma te lo darò lo stesso.
Devi sapere che se il carcere è diventato quello che è la colpa è anche la nostra.
Una volta i prigionieri erano vivi, non erano rassegnati come adesso, non aspettavano solo la libertà ma lottavano per averla, con le buone o con le cattive.
Quelli erano i tempi delle evasioni, delle rivolte, delle lotte per la riforma carceraria, per la legge Gozzini.
Non c’era scuola, niente corsi, nessuna attività lavorativa, nessuno laboratorio culturale.
Eravamo costretti a trascinarci dalla cella al passeggio e viceversa.
Ma fra di noi compagni c’era solidarietà, fiducia, lealtà, collettività: c’era il seme della ribellione. Ora invece molti detenuti tentano di essere diplomatici e cercano di essere quelli che gli operatori penitenziari si aspettano da loro e nascondono il loro stato d’animo e questo a mio parere è un male. Il potere carcerario si è strutturato in un esercito (per la verità poco numeroso) di criminologi, educatori, psichiatri, assistenti sociali, commissari, ispettori, insegnanti e quando il loro parere è negativo conta, quando è positivo non conta.
Conta di più il parere delle forze dell’ordine di 10, 20, 30 anni fa.
La verità è che i detenuti di oggi vivono per quando usciranno, invece i detenuti di una volta vivevano tutti i giorni.
Ciao Daniela, se vuoi, puoi rendere pubblico questo mio breve scritto. Che l’amore sociale sia con te.
Dimenticavo di dirti che non solo i detenuti, ma anche la società di adesso non è più quella di una volta.
Carmelo.

5/01/2012
Mi hanno dato la prima busta paga da scrivano/bibliotecario: lordi 52.37, netti 28.67 euro sic! Vogliono sanare l’economia italiana a mie spese.
 

6/01/2012
Oggi nel mio diario segreto ho scritto:
Tra amare ed essere amato preferisco amare.

7/0112012
Ho scritto a Isabella:
Non sono solo la mia storia.
Sono anche l’amore, la giustizia, la libertà che mi è stata negata in passato.
Questa non vuole assolutamente essere una scusa, ma potrebbe essere un buon motivo per avere un’altra occasione.

8/01/2012
Oggi mi sento infelice ma felice di esserlo.

9/01/2012
Daniela, una mia affettuosa e carissima amica, attivista per l’abolizione dell’ergastolo mi ha scritto:
-Speriamo che le nostre “gocce”unite provochino un oceano che “sommerga” definitivamente l’atrocità dell’ ergastolo ostativo.
Il mio cuore continua a battere solo per la speranza un giorno di uscire, ma io intanto mi sento sempre più meno vivo.

10/01/2012
Mi hai scritto un mio vecchio amico ergastolano:
Ciao Carmelo,
faccio come fai tu: “scusami se vado di fretta” e scusami per il ritardo, ma sicuramente sai che se non ti ho scritto prima vuol dire che non mi è stato possibile, per una serie di motivi che sono troppo lunghi da elencare. Ti penso sempre per le tue capacità, ti ho visto in TV: complimenti, come ti ho sempre detto, sei diventato una star, la forza che c’è in te di lottare per acquistare la libertà è invidiabile e purtroppo molti di noi l’ abbiamo persa. Sei l’ergastolano più famoso d’Italia e forse d’Europa, per le tue lotte giuridiche. Come ti ho sempre detto, sono orgoglioso della tua amicizia, vorrei tanto avere la tua forza di lotta ma, credimi, incomincio ad essere stanco, a volte mi sento stanco anche di respirare (…) .
Molti miei compagni pensano che io sia forte perché lotto, ma non è così: lotto solo perché sono debole, disperato e non voglio morire in carcere.

11/01/2012
Elisa mi scrive sempre delle lettere meravigliose, forse ormai lotto più per non deludere le persone che mi vogliono bene che per me.
-Tutte le persone che hai accanto e che ti vogliono bene sono certamente una luce, una spinta importante, ma io vedo in te uno spirito incredibile,che nessuna pena potrebbe abbattere. Ma non lo vedo solo io. Si LEGGE dai tuoi libri, si PERCEPISCE dall’intelligenza colorata dei tuoi articoli, è VISIBILE dal tuo sito, dal blog, dove centinaia di persone ti hanno scritto e ti scrivono, dove io ti ho conosciuto… LO DICE la tua storia, più di qualsiasi altro dato. Che è storia del bene che può nascere dal male: il bene migliore. Carmelo,il tuo essere tra noi, il tuo essere forse “più di noi” in questa società, il tuo essere VIVO, il tuo essere Uomo è TANGIBILE è vero, e non di certo per meriti altrui. Ed il tuo essere ciò che sei, credo, basta ad assolverti da qualunque passato, quanto ti punisce per l’innocenza del tuo presente. Perché non c’è innocenza più pura di quella passata attraverso lo sbaglio.

12/01/2012
Fa freddo.
Sempre più freddo.
Il mattino faccio fatica ad alzarmi e spesso rimango sdraiato nella branda sotto le coperte al caldo a fissare il soffitto e a pensare che forse devo fare di più per tentare di uscire.
Il problema maggiore è che non c’è più speranza dentro di me ed io non posso farci più nulla.
La cosa più difficile da accettare è che la condanna alla Pena di Morte Viva ti fa sentire che non farai più parte del mondo dei vivi.
 

13/01/2012
Mi stanno arrivando molti complimenti per il mio nuovo libro “Undici ore d’amore di un uomo ombra”.
Mi dispiace tantissimo che io non posso andare in giro a presentare i miei libri.
Questa cosa mi fa soffrire più della mancanza di libertà perché mi fa sentire un non scrittore.
Mi fa sentire uno scrittore ombra.
Mi fa sentire uno scrittore a metà.
Dalla rabbia smetterei persino di scrivere, ma in questo modo farei un favore all’Assassino dei Sogni.
E poi scrivere mi serve per leggermi nel mio cuore e scoprire chi ero, chi sono e purtroppo quello che non riuscirò mai ad essere: un uomo libero.

14/01/2012
Mi ha scritto Alfredo e anche lui mi fa tanti complimenti, ma la verità è che le lacrime versate per la libertà sono le più belle, per questo continuo a lottare.
-Mi fermo a pensare a quanta forza devi tirare sempre fuori. Al fatto che hai preso su di te il peso di tanti. E questo ti carica di un dovere e di un impegno maggiori, rendono ancora più arduo il tuo cammino. Altri potrebbero per qualche mese tirare i remi in barca. Tu sei diventato un punto di riferimento per tutti coloro che vivono la detenzione. In un certo senso aiuti gli altri a resistere e a credere. E ciò vuol dire che devi fare il doppio del lavoro, il doppio di quello che faresti se fossi semplicemente una persona sconosciuta ai più, che si limita a percorrere la sua strada e a coltivare il suo orto. E che ti metti in piedi anche quanto tanti resterebbero ancora abbacchiati a lungo.
Certo, avrai i tuoi momenti di crollo, debolezza, sconforto. Ma un altro magari li farebbe durare a lungo. Tu, per la responsabilità che hai preso alle tue spalle, li fai durare di meno. Ecco il tuo diario, ecco un tuo articolo. Ecco un altro scritto. Ecco un commento. Ecco un’idea. Ecco una corrispondenza. Hai scelto di prenderti un peso notevole, da anni ormai. E tutto questo in parte ti è già riconosciuto. E ti dovrà essere riconosciuto sempre di più nel corso del tempo. E ti sarà riconosciuto. Penso anche se questo a volte è un peso tostissimo, altre volte magari aiuta anche te stesso a resistere. (…)

15/01/2012
È tutta la vita che scappo dal mio cuore.
Spero un giorno di fermarmi per abbracciarlo.
 

16/01/2011
Ci sono parole come queste di Angela che fanno sentire Zanna Blu il più felice di tutti i lupi prigionieri dell’uomo bianco.
-(…) E infine, ogni sera quando rientro a casa dopo il lavoro, ti invio con il pensiero il bosco nel quale vivo (un angolo dell’Appennino) che è un bosco senza “umani”, con la sua pioggia o il suo cielo stellato, il vento o la neve e gli animali che incontro perché ti circondino e ti liberino per qualche ora: le poiane e gli istrici, i tassi e le volpi, i cinghiali sfuggiti ai cacciatori e i caprioli. I tuoi fratelli lupi, che spero sempre di incontrare quando vado a camminare nel bosco, ancora non si vedono ma so che ci sono. Conosco i loro sentieri sui quali trovo le tracce.

17/01/2012
Oggi, dopo cinque anni di richieste di colloquio, mi ha chiamato il magistrato di sorveglianza e mi è sembrata una presa in giro.
Sono un prigioniero con il cuore libro e ho detto al magistrato di sorveglianza quello che pensavo:
“La mia prima richiesta d’incontrarla risale a cinque anni fa … la legge le impone d’incontrare i detenuti periodicamente, lei non lo fa … alcuni detenuti non la incontrano da dieci anni … per questo motivo non ho nessuna fiducia in questo magistrato di sorveglianza, perché la legalità prima di pretenderla va data”.
Le ho augurato buon lavoro e me ne sono andato.
Se un “buono” pensa che non è cattivo si convince di non esserlo, ma se un cattivo come me ha il coraggio di dirglielo forse si ricrederà.
Questa volta il mio cuore è stato d’accordo con me di avere detto al magistrato di sorveglianza quello che pensavo e mi ha fatto i complimenti.
Spero che me li faccia anche il mio angelo sic!

18/01/2012
Suor Lilia dal suo ritorno a Roma mi ha scritto.
-(…) Voglio inviarti gli auguri per il 2012. Non ti auguro un bene qualunque, ti auguro “tempo”, tempo per il tuo fare e il tuo pensare, tempo per sperare ancora di più, tempo per amare e per vivere intensamente la vita che l’anno nuovo ti concede. Ora ti abbraccio forte forte, mentre ti invito a indovinare quando di più bello il mio cuore vorrebbe ancora dirti. Tua sempre affezionatissima Suor Lilia.
Le ho risposto, ma per non darle dolore le ho nascosto che gli uomini ombra preferirebbero avere meno tempo da vivere per pensare e sperare, perché più sopravvivono più la loro sofferenza aumenta.

19/01/2012
Quando arriva il buio, molte volte, riesco a cancellare la tristezza dal mio cuore.
Questa notte non ci sono riuscito e sono stato sveglio fino all’alba a scrivere per poi strappare tutto questa mattina.

20/01/2012
Ieri sono stato a Perugia al Tribunale di Sorveglianza e sia io che il mio cuore siamo stati felici di incontrare Elisa, un’amica di Zanna Blu.
Era bellissima e mi sono portata il suo sorriso dentro l’Assassino dei Sogni e l’ho attaccato alla parete della mia cella nel mio angolo della felicità.
Il professor Fiorio, il mio difensore, è stato bravissimo.
Ed io ho presentato questo breve memoriale:
È vero che in uno Stato di Diritto ogni Magistrato di Sorveglianza ha la sua autonomia e discrezionalità nell’interpretare la legge. Però faccio notare che se anche non si è tutti uguali davanti alla legge, dovremmo essere tutti uguali, a pari condizioni, almeno davanti alla giustizia.
Invece purtroppo non è così.
Sta accadendo che molti Magistrati di Sorveglianza si comportano in maniera diversa e usano politiche diverse nell’interpretare la legge sull’antinomia che si è creata con le modifiche intervenute nel corso dell’anno 2009 con la riscrittura degli artt. 4 bis e 30 e l’art, 50 O.P ..
In concreto sta accadendo che per il Tribunale di Sorveglianza di Milano, dopo le modifiche del 2009, non esiste più l’ergastolo ostativo mentre sta continuando ad esistere per altri Magistrati.
(…) Io sono sempre stato convinto che dal carcere si debba uscire perché uno lo merita. E non certo perché un condannato manda in cella un altro al posto suo, o perché si trova davanti al Magistrato di Sorveglianza che in diritto la pensa in modo diverso dai suoi colleghi.

21/01/2012
Oggi sono venuti a trovarmi i miei due nipotini e sono tanto felice.
Non perché sono i nipotini di Zanna Blu, ma Lorenzo e Michael sono bellissimi e molto intelligenti.
Mi hanno raccontato il film che avevano visto l’altro giorno da titolo “Il gatto con gli stivali” ed ho fatto a braccio di ferro con loro.
I miei due nipotini hanno portato al mio cuore un po’ d’amore e mi hanno fatto capire che non sono ancora morto, vivo ancora, non è ancora tutto perduto, devo solo lottare e scrivere un po’ di più.
Quando è finito l’orario del colloquio mi sono un po’ commosso ed ho pensato che gli uomini ombra piangono più degli uomini liberi, la differenza è che gli uomini ombra fanno finta di non vedere le loro lacrime.

22/01/2012
Ho risposta a Luigi sulla mia rubrica della “Posta Diretta”.
Ciao Luigi,
grazie della tua lettera.
Mi scrivi:
-Non concordo però sul fatto che l’ergastolo è peggio della morte. La morte è la cancellazione della vita e non ci può essere nulla di peggiore.
Luigi, c’è qualcosa di molto peggiore della morte ed è la “Pena di Morte Viva” perché è difficile esistere consumando i propri giorni fra le pareti di una cella.
E gli uomini ombra vivono senza esistere perché è doloroso e non umano esistere senza futuro.
Luigi, la vita di un uomo ombra è lunghissima ed è vera, per questo penso che sia più bella la morte: dura di meno e non è vera.
Sono d’accordo con il tuo pensiero alle vittime dei reati, ma ti ricordo, e non lo faccio per giustificarmi, che nella maggioranza dei casi la pena dell’ergastolo è frutto di vere e proprie guerre interne fra delinquenti.
E sia i morti sia i vivi sono colpevoli nella stessa misura, perché a causa della nostra subcultura ci si fa giustizia da soli.
Luigi, in questi casi non hai molta scelta:
“Vivere o morire”.
Io sono riuscito a vivere con sei pallottole addosso e di questo sono colpevole più di qualsiasi reato.
Spero che ti capiterà di leggere i miei due libri “Gli uomini ombra” e “Undici ore d’amore di un uomo ombra” (editi da Gabrielli editori ) e forse allora mi augurerai buona morte come invece io ti auguro buona vita.

23/01/2012
Alla domanda che Alfredo ha fatto a me e a Gerti nella rubrica “Dialogo fra due diavoli all’inferno” se il carcere è sempre totalmente negativo. O ci sono dei casi … in cui può, suo malgrado, portare degli effetti positivi? Ho risposto:
-Come si fa a migliorare delle persone in squallide conigliere come sono le celle delle nostre patrie galere?
E poi come si può educare delle persone che non dovrebbero mai più uscire da carcere?
Il figlio di un grande direttore di un carcere in un suo libro ha scritto: “Il carcere non serve a niente, è solo crudele vendetta di una società primitiva” (Eugenio Perucatti).

24/01/2012
La solidarietà delle persone che mi scrivono è l’arma più potente che il mio cuore ha contro l’Assassino dei Sogni.
Pamela mi ha scritto:
Leggo dal tuo diario che spesso ti fai prendere dalla paura di non farcela. Ti viene spesso a mancare la speranza che le cose possano cambiare. Inevitabilmente la tua sofferenza diventa la mia.
Non farti abbattere, Carmelo. Tu stesso insegni, e la tua esperienza ne è la piena conferma, che solo chi spera e lotta ottiene dei risultati, tu ne hai ottenuti l’anno scorso, le tue sofferenze e, soprattutto, le tue battaglie, sono state ripagate. Devi continuare! Non fermarti mai, Carmelo non puoi e non devi. Lo devi a te, alla causa, a chi ti sta vicino, a chi ti ama e continua ad amarti da sempre e per sempre. E a tutti quelli che, a (differenza tua) non hanno mai avuto la forza o la capacità di lottare come fai tu. Ritieniti un pilastro, Carmelo, rivestiti di questa responsabilità e non fermarti mai! Così che, un giorno, quegli occhietti così vispi e belli di quel piccoletto che porti in braccio nella foto che hai scelto per la copertina del tuo libro, potranno diventare sorridenti e orgogliosi del proprio nonno!
Complimenti per l’ennesimo tuo scritto (buon anno da un ergastolano). Come sempre, riesci a penetrare anche nei cuori scolpiti nella roccia… Ti voglio tanto bene, Carmelo…

25/01/2012
Spesso il mio angelo si arrabbia e mi rimprovera perché non seguo mai i consigli dalla ragione e scrivo e dico quello che penso, ma non è colpa mia se preferisco i consigli del mio cuore piuttosto che quelli della ragione.
Sto cercando di cambiare e migliorare rimanendo me stesso e probabilmente per l’Assassino dei Sogni questo è una colpa grave.
E forse sarà anche per questo che non mi faranno mai uscire.

26/01/2012
Oggi ho finito di scrivere un altro capitolo del mio nuovo romanzo dal titolo “L’Acitano”.
Trovo piacere a scrivere i miei romanzi, è come se avessi trovato il modo di vivere tramite i miei personaggi.
O forse sono i miei personaggi che vivono dentro di me perché io ormai non sono né morto né vivo, ma sono solo un uomo ombra.
Molti mi fanno i complimenti che scrivo bene, ma pochi sanno che i miei racconti e i miei romanzi non li penso io ma li scrive quell’esaurito del mio cuore al posto mio.

27/01/2012
Il mio angelo mi ha scritto che è stata a vedere a teatro lo spettacolo di Ascanio Celestini e ha parlato con lui. Il mio angelo era entusiasta dello spettacolo e di Ascanio, il quale oltretutto mi ha mandato in un mio libro questo breve scritto:
- A Carmelo che dopo un po’ di mie parole ora legge anche la mia pessima calligrafia. Avanti!
Ascanio.

Nel volantino che pubblicizzavano il suo monologo c’era scritto: I morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune, non temono i processi. I morti perché non possono finire in galera. Gli ergastolani perché dalla galera non escono più.
Parole amare, ma vere.

28/01/2012
Oggi Gerti è stato con me in biblioteca a darmi una mano a pulirla e a sistemare i libri negli scaffali.
Io spazzavo e lui lavava per terra, ad un tratto mi ha detto di “scopare” bene.
A me è venuto da ridere.
E gli ho risposto che gli italiani come amatori sono famosi nel mondo.
Ci siamo fatti due risate alla faccia dell’Assassino dei Sogni.

29/01/2012
Ho scritto ad Arianna:
-(…) Quando ho letto le tue parole: “Non sono che una minuscola gocciolina in un mare di necessità” ho pensato che il mare è fatto di gocce.
Il mio cuore ti dice grazie per essere per gli uomini ombra una goccia di speranza.
Riguardo a me, ho raschiato il fondo del mio cuore e non ho più la forza di sperare, mi è rimasta solo la forza di urlare.
Grazie se mi aiuterai a fare sentire il mio urlo al mondo dei vivi.
Il mio cuore ti sorride fra le sbarre.
A volte penso che l’uomo ombra vive come gli animali, perché vive solo il presente, perché il suo futuro sarà sempre come il suo passato (…)

30/01/2012
Oggi un’insegnante che non vedevo da tanto tempo mi ha detto che per lei è difficile capire come faccia un uomo ombra a vivere.
Le ho risposto che è difficile capirlo anche per me.

31/01/2012
Il prossimo mese è il compleanno di mia figlia e come tutti gli anni le ho scritto una poesia.
Poi ho pensato che in venti anni di carcere il mondo è andato avanti, io invece sono rimasto indietro mentre il mio cuore si è fermato.
Passano gli anni e a me ormai sembra che passino senza di me.
 

 

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