“Carmelo Musumeci, un figlio dell'Etna” di Jusy Accetta

“Carmelo Musumeci, un figlio dell'Etna”

di Jusy Accetta

"E mentre maledico
il giorno che deve
ancora venire
cado in preda
al passato per
avvertire il gelo
della solitudine
del maledetto
presente…
Mi alzo e lego
il lenzuolo
ma penso…
perché morire
senza prima vivere
o vedere vivere
e slego il lenzuolo…"

 

Era un giorno di fine luglio del 1955, quando ad Aci Sant'Antonio ebbe inizio l'avventura terrena di Carmelo Musumeci.
Ad accoglierlo una piccola casa, situata in una stretta via alla periferia del paese: due stanze e una cucina da dividere con altri due fratelli e una madre che si spostava (non certo in aereo...) tra la Sicilia e la Francia per accudire il marito e padre dei suoi figli che si era trasferito lì per guadagnare quel poco per contribuire a sfamare la famiglia.

Carmelo è cresciuto qui, ai piedi dell'Etna, godendo di quelli che forse sono stati gli unici momenti davvero felici e spensierati della sua esistenza, quando scalzo correva con gli amici per le vie di Aci Sant'Antonio e, scorazzando per i campi, saliva sugli alberi per rubare la frutta oppure cacciava rane e lucertole!
E poi, la sera, nella sua casa, dove ad attenderlo, molto spesso, c'era solo una tazza di acqua e zucchero in cui bagnare un pezzo di pane, tanto per riempire lo stomaco, prima di abbandonarsi al "sonno degli innocenti".

Arrivò anche il momento della scuola ma le assenze erano tante, troppe e con loro la voglia di vivere e scoprire quel piccolo grande universo che lo circondava, così, né più e né meno come accade per tutti i bambini da che mondo è mondo.
Oggi esistono i servizi sociali che possono aiutare i tanti Carmelo, allora erano disponibili solo acqua, zucchero, pane e una condanna a vita di doverosa pietà da parte di chi era stato semplicemnte più fortunato.
Quel caruso un giorno trovò un gattino tra le vie di Aci Sant'Antonio e, senza pensarci due volte, lo mise nella sua cartella di scolaro per proteggerlo portandolo con sè, nella seconda classe delle scuole elementari del suo paese.
Il cucciolo a un certo punto cominciò a miagolare e la maestra punì Carmelo con 10 giorni di espulsione. Un bambino vivace, si direbbe oggi... forse troppo, per allora, quando, i metodi educativi erano ben diversi da quelli odierni.

Quel bambino, come tanti altri, finì di essere tale a 9 anni ed iniziò a travagliare con lo zio muratore aiutandolo nel suo lavoro.
Non c'era più tempo per scorazzare per i campi a rubare la frutta nè per correre a piedi nudi per le viuzze di Aci Sant'Antonio con gli amici.
Erano gli anni '60, l'epoca dell'emigrazione fatta da uomini e donne del sud che andavano a cercare lavoro e fortuna al nord.

Anche Carmelo lascia l'Etna e Aci Sant'Antonio per approdare in Liguria, vicino alla Francia dove il papà lavorava. Carmelo cresce, diventa uomo e sceglie, per volontà o destino, (non ci interessa saperlo) percorsi e cammini tali , che un bel giorno all'età di 36 anni lo portano, inevitabilmente, a scoprire un altro mondo: il carcere, condannato all'ergastolo ostativo, una pena a vita senza sconti e regali.
Un prezzo pagato per avere scelto di non essere un infame e di non rovinare la vita altrui pur di ottenere un salvataggio che altro non sarebbe stato che un surrogato di una pietosa e deleteria esistenza.

Quel momento segna anche l'inizio dell'altra "storia" di Carmelo Musumeci: mentre sconta la pena all'Asinara riprende gli studi abbandonati in seconda elementare, ottenendo il diploma di scuola media superiore. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza presso l'università di Firenze discutendo la sua tesi in sociologia del diritto intitolata “Vivere l’ergastolo” .
Nel maggio del 2011 ottiene la Laurea Magistrale specialistica in Diritto penitenziario con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità”
Dal 2007 è promotore della campagna Mai dire mai il cui scopo è l'abolizione della pena senza fine.

Il 30 marzo 2012 viene riconosciuto ufficialmente il suo merito e ruolo di scrittore. Vince, infatti, il 1° Premio del prestigioso Concorso Nazionale “Albero Andronico” con il libro “Gli Uomini Ombra”, alla cui cerimonia di premiazione in Campidoglio, Carmelo, non ha potuto partecipare in quanto il Giudice di sorveglianza di Perugia ha negato il permesso.
Attraverso internet, l'Uomo Ombra, come si autodefinisce questo figlio dell'Etna diventato adulto nel cuore dell'Italia, in quella Versilia, che per lui rappresenta il punto d'approdo della sua vita (espresso ad oggi dalla presenza fisica di moglie, figli e nipoti , tutti a lui legatissimi da un profondo affetto ), diffonde le sue idee e opinioni sulla "filosofia della pena" e porta avanti le battaglie in cui crede con un spirito da guerriero, quasi a immagine e somiglianza di quell'Etna che gli ha dato i natali.

Leggendo i suoi libri, le sue favole, le sue poesie ma, soprattutto, le semplici, meditate e riflessive parole con cui risponde (senza alcun computer a disposizione ma con l'ausilio della penna e della carta che gli amici riproducono in bytes per suo conto in rete) alle numerose email che riceve quotidianamente (trasmesse a lui, come posta ordinaria, su supporto cartaceo), sembra quasi di assistere ai tipici fenomeni di parossismo offerti periodicamente dall'Etna e che esprimono la forza, il coraggio e la fierezza di questa 'a Muntagna che non le manda certo a dire....
Le poesie e le parole di Carmelo sembrano avere la stessa intensità di emozioni offerte dai lapilli e le lave di fuoco con cui l'Etna "parla".

E chissà cosa penserà oggi la maestra della scuola elementare di Aci Sant'Antonio che ebbe la sfortuna (o fortuna?) di avere come allievo Carmelo Musumeci, un allievo un po' troppo vivace al punto da portare in classe un gattino abbandonato e giudicarlo meritevole di essere punito con l'espulsione da scuola...
Chissà se una carezza e un elogio di quella insegnante di scuola e di vita per avere salvato un cucciolo solo e abbandonato avrebbe evitato a Carmelo la necessità di trasformarsi in Uomo Ombra per dare, dopo il peggio, il meglio di se stesso!
Mi vengono in mente le parole di una persona a me molto cara, la quale mi ripete spesso che:" La migliore umanità la trovi solo tra chi vive in galera. Ma non dirlo mai a voce alta"
E infatti lo ripeto, tra me e me, in silenzio, "gli altri" so benissimo che difficilmente capirebbero.

 Jusy Accetta

Aprile 2012

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P.S. Carmelo Musumeci, in qualità di bibliotecario ergastolano del Carcere di Spoleto si è attivato per una raccolta di libri da donare alla biblioteca del carcere di Spoleto dove è ospitato. Sarebbe un bellissimo gesto da parte della comunità di Aci Sant'Antonio e di tutto l'intero territorio dell'Etna contribuire con un libro, un simbolo di una Sicilia che non dimentica mai, ovunque essi siano, i suoi figli a cui il destino infausto ha riservato come tappa obbligatoria l'incontro con il male, consapevole che buona parte di loro sapranno, sempre e comunque, riscattarsi per offrire al mondo intero la grande generosità della loro terra d'origine.

Tratto dal sito:

www.etnastyle.it/2012/04/carmelo-musumeci-figlio-etna.html

 

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