Diario ottobre 2014
Diario Ottobre 2014
08/10/2014
Ho scritto a Suor Daniela che è una vita che ho messo da parte Dio, spero però che lui non ha messo da parte me.
09/10/2014
In questi ultimi tempi faccio fatica ad arrivare alla fine della giornata.
Questa maledetta risposta che sto aspettando tarda ad arrivare.
Il magistrato di sorveglianza continua a non rispondermi.
Ed io non ce la faccio più ad aspettare di sapere se posso sperare di morire un giorno da uomo libero.
La mia unica consolazione che se questa risposta ritarda così tanto potrebbe essere positiva, ma è poco, troppo poco per poter fare sera e mattina.
10/10/2014
Mentre aspetto questa maledetta risposta non riesco a trovare nessuna via d’uscita da questo tunnel di ansia.
Non riesco a trovare nessun conforto che questa risposta potrebbe essere positiva perché quando sei torturato t’interessa poco sapere che un giorno non lo sarai più.
11/10/2014
Oggi pensavo che non riesco più a mettere a fuoco i ricordi piacevoli, né i momenti di allegria o di spensieratezza di quando un ventennio fa ero un uomo libero.
12/10/2014
L’ansia di questa risposta della magistratura di sorveglianza che non arriva mai mi tormenta dalle prime ore della mattino fino all’ultimo minuto della giornata.
13/10/2014
Prima di quella maledetta udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza mi sentivo vivo e avevo tanta forza per tenermi in vita.
Adesso invece quando mi sveglio al mattino mi chiedo come riuscirò ad affrontare un’altra giornata per arrivare alla sera.
14/10/2014
Non riesco più a trovare la forza di andare avanti e neanche di trovare conforto in nulla.
Vorrei che arrivasse solo questa maledetta risposta.
E anche se fosse una condanna a morte sarei lo stesso felice perché una risposta è più crudele dell’ergastolo ostativo.
15/10/2014
Ormai sono stressato dall’attesa della mia richiesta di permesso.
E ho ripreso a fumare.
Ho perso 14 kg.
E tutto tace.
Non m’importa sapere se mi arriva una risposta negativa.
M’importa piuttosto avere qualsiasi risposta.
Poi mi sono ricordato che le cose belle accadono solo a chi sa aspettare.
16/10/2014
Finalmente mi è arrivata la risposta che tanto aspettavo.
E non è vero che le cose belle accadono solo a chi sa aspettare.
Dopo due anni anche la magistratura di sorveglianza di Padova mi ha confermato che uscirò dal carcere solo da morto.
Chissà perché ci hanno messo tutto questo tempo a decidere.
I buoni sono proprio strani.
Io proprio non li capisco.
Probabilmente perché sono cattivo.
E la cosa strana che sono contento di essere come sono piuttosto che essere come loro.
17/10/2014
Oggi pensavo se chissà esisterà il paradiso dei cattivi perché in quello dei buoni non ci voglio proprio andare.
18/10/2014
Oggi ho fatto fatica ad alzarmi dalla branda perché per dieci mesi mi ero abituato a pensare di nuovo come un uomo normale.
Ora invece dopo la brutta risposta della magistratura di sorveglianza devo riprendere l’abitudine di pensare di nuovo da uomo ombra.
19/10/2014
Ho telefonato alla mia compagna che mi aspetta inutilmente da ventitré anni.
E le ho detto che il suo amore è tutto quello che mi è rimasto di lei.
20/10/2014
Oggi per tutto il giorno il mio cuore mi ha sussurrato di dimenticare il mio passato perché ormai per me tutto è finito.
E mi ha consigliato di vivere vivo solo le emozioni dei miei figli e dei miei nipotini perché io non ne avrò mai più.
21/10/2014
Questa notte non riuscivo a dormire e pensavo che nella mia vita ho conosciuto tutto quello che c’era d’avere paura nelle mie mille vite.
22/10/2014
Tiziana, una nuova amica del mio cuore mi ha scritto:
Una sola cosa sento di non potere condividere di ciò che mi scrivi, certamente non per spirito di contraddizione, né tanto meno per smorzare la verità di ciò che sei costretto a subire. È solo che quando parli di speranza e la equipari al “veleno” che avvelena pian pianino la tua vita, io non riesco a condividere con te questa convinzione. Capisco il senso e il motivo per cui parli così: cioè come se la speranza fosse il respiratore che costringe un corpo a restare in vita. Ma io credo che il veleno di cui parli sia la frustrazione della speranza. Allora, mentre la speranza abita la tua anima bellissima e di lei devi fidarti ed esserne fiero, la frustrazione della speranza non proviene da te, né dalla tua responsabilità, né dalle tue scelte. La speranza è la tua stessa vita, i tuoi affetti, quelli per i quali hai il coraggio di rappezzare ancora una volta il cuore rinunciando a gesti decisi nello sconforto, ma del tutto inefficaci. (…) Ti chiedo di continuare a scrivere, di non fermarti nel far sapere, a noi che siamo qui ignari di tante cose, ciò che vivi e vivete. Il dono di scrivere che hai non è di tutti. Parla e racconta non solo per te, ma per tanti.
23/10/2014
Ormai da tanti anni mi sento in carcere un pesce fuori d’acqua perché intuisco che non ho più nulla a che spartire con i miei compagni, con la loro cultura e la loro mentalità, a parte la mia e la loro sofferenza.
24/10/2014
Mi hanno molto colpito queste parole di Papa Francesco nel discorso all’Associazione Internazionale di Diritto Penale di ieri:
Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà sono dunque chiamati oggi o a lottare non solo per l’abolizione della pena di morte, legale o illegale che sia, e in tutte le sue forme, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana delle persone private della libertà. E questo, io lo collego con l’ergastolo. In Vaticano, poco tempo fa, nel Codice penale del Vaticano, non c’è più, l’ergastolo. L’ergastolo è una pena di morte nascosta.
E gli ho scritto: Caro papa Francesco, sono un “Senza Dio”. Ormai è da tanti anni che mi sono strappato di dosso Dio. Tanto tempo fa l’ho mandato via da me. E lui se n’è andato. Tu Papa Francesco lo stai facendo tornare.
25/10/2014
Penso che, se non l’hanno già fatto, i nostri politici, governanti e le persone con la fedina penale pulita, che vanno a messa alla domenica, ingannando Dio e se stessi, si dimenticheranno presto delle umane e illuminate parole di Papa Francesco, ma non lo dimenticheranno mai gli uomini ombra e i detenuti di tutto il mondo.
26/10/2014
Dopo che Papa Francesco ha condannato la pena dell’ergastolo definendola “Una pena di morte nascosta” nei cortili dei passeggi non si fa altro che parlare di questo. E gli uomini ombra continuano da giorni a commentare le notizie che ascoltano alla televisione e gli articoli dei giornali che trattano l’argomento. Ed ho pensato di scrivere al capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, promotore della proposta di legge “Modifiche al codice penale concernenti l’abolizione della pena dell’ergastolo”, per sollecitare la calendarizzazione per la discussione dell’abolizione della “Pena di Morte Viva”.
27/10/2014
Ho pensato di non arrendermi.
E nonostante l’ultima delusione ho presentato un’altra istanza di permesso.
(…) Premesso che sabato 22 novembre 2014 al “Nuovo Teatro Ariberto”, Via Daniele Crespi 9, Milano, ci sarà uno spettacolo teatrale “Liberamente tratto dall’omonimo libro di Carmelo Musumeci: Undici ore d’amore di un uomo ombra” dove sarà presente la propria famiglia, p.q.m. l’istante chiede la concessione di un paio di giorni di permesso, da uomo libero, per partecipare con la sua famiglia, all’evento a Milano pernottando in una delle “Case di Accoglienza/Famiglia” più vicine al luogo dove si svolgerà l’evento.
28/10/2014
Oggi pensavo che la vita è stata tanto crudele con me, ma non certo con il mio cuore che ha trovato tante persone che gli vogliono bene.
29/10/2014
Ogni tanto penso a tutto quel tempo che il mio magistrato di sorveglianza ci ha messo per rispondermi che devo morire in carcere.
Prima di questa esperienza pensavo che la violenza fosse nelle urla, nelle botte, nella guerra e nel sangue.
Adesso so che la violenza è anche nel silenzio delle cosiddette persone perbene. Loro vedono sempe la cattiveria degli altri e mai la loro.
30/10/2014
Un compagno mi ha chiesto perché dopo la laurea in giurisprudenza mi sono iscritto alla facoltà di Filosofia.
E gli ho risposto che ho scelto di studiare questa materia per sperare di imparare a invecchiare serenamente e per essere felice nell’infelicità.
31/10/2014
Oggi ho messo un po’ di ordine nelle mie cose.
E mi sono rivisto le foto dei miei figli di quando erano piccoli.
E il mio cuore e i miei occhi si sono a lungo soffermati su una vecchia foto dove mio figlio mi abbracciava.
Ho lasciato andare la mia mente.
E mi sono ricordato di quando tornavo a casa.
Non so come faceva, ma mio figlio mi veniva incontro ancora prima che mi vedesse.
E quando mi abbracciava mi faceva sentire più felice di Dio.

